Nove La perquisizione non diede alcun frutto, naturalmente. Ma pure la camera di Novarreno conteneva qualcosa di strano. Che cosa fosse, De Vincenzi non seppe dir subito a se stesso. L'imponderabile cominciava a operare attorno a lui. Strani, il paltò e il cappello del rappresentante in futilità, che erano l'uno di lana spessa e pelosa d'un color giallo croco impossibile a dimenticarsi e l'altro rotondo e piccino con un nastro alto quattro dita a righe gialle e turchine? Strani, alcuni libri di magia nera e di occultismo, le Clavicole di Salomone, il Dictionnaire Infernal di Collin de Plancy, la Lessicomanzia dell'Abate Bianco? Strano un grosso pezzo ambrato di pece greca? Oppure il violino senza corde? O ancora una bottiglia sigillata al turacciolo con la scritta sull'etichetta: A

