CAPITOLO 29 Adesso era più vicino al grande natante. Emergendo con la testa fuori dall’acqua, poté distinguere delle sagome umane muoversi avanti e indietro sul ponte, in contrasto con la luce abbagliante. Non era diffidente, né preoccupato; avvertiva un senso di sfida. Potevano vederlo, o forse no, comunque non potevano fermarlo. Poi la luce si spense, svanita, come risucchiata dalla notte. Rimase immobile, a pelo d’acqua, assorbendo il cambiamento, per assicurarsi che quel fatto non dipendesse da lui. Le ferite alla spalla e alla coscia, lì dove erano affondati gli arpioni, si stavano cicatrizzando lentamente. Provò un brulicante desiderio di ritrovarsi davanti a quelle due creature che lo avevano colpito, per far vedere loro chi era che comandava. Si erano introdotti nel suo terr

