Capitolo 3
Twyla appare nella mia stanza con la colazione e un abito bellissimo.
"Mangia tutto, cara, poi ti prepareremo; questo era il vestito di tua madre. Ho apportato alcune modifiche per adattarlo alla tua taglia. Ho pensato che ti sarebbe piaciuto indossarlo" mi dice.
"Grazie mille, vorrei solo che fosse un'occasione più felice. Voglio ringraziarti per tutto quello che hai fatto per me, e per favore, veglia su Zander quando me ne sarò andata?" le chiedo con le lacrime agli occhi.
"Oh tesoro mio, amavo tua madre e amo voi due come se foste miei; mi prenderò cura di lui, non preoccuparti. Non si può mai sapere, questa potrebbe finire per rivelarsi una cosa buona. La dea della luna agisce in modi misteriosi" dice speranzosa.
"Beh, finora o mi odia o è cieca nei miei confronti, ma con tutto quello che è successo finora, sono sicura di poter far fronte a tutto. Zander ha detto che il contratto prevede 3 anni, quindi se riesco a sopravvivere così a lungo, potrò essere libera. Ho fatto molta pratica nel sopravvivere" dico tristemente.
"Penso che ti abbia messo alla prova per renderti più forte, perché sei destinata a qualcosa di grande" dice Twyla con sicurezza.
"Non ne sono così sicura, voglio solo essere felice. Non ho bisogno di molto. Non mi importa della grandezza o delle ricchezze, solo di amore e felicità" dico.
"È per questo che lo meriti e hai dovuto soffrire prima. Non è giusto, ma i migliori di noi soffrono mentre i peggiori navigano tranquilli nella vita. Ecco perché devi andare avanti, affinché l'equilibrio possa essere ripristinato" mi dice, parlando come una saggia.
"Vedremo, per ora terrò duro e vedrò dove mi porterà" rispondo, non convinta.
Mi preparo truccandomi e pettinandomi da sola, poi indosso l'abito di mia madre. Mi sta d'incanto: bianco, con un corpetto stile corsetto e una gonna liscia e fluida fino alle caviglie, abbinato a sandali avorio. Ho i capelli semiraccolti in onde fluenti e un trucco leggero, quasi impercettibile.
Sono seduta qui e mi sento davvero nervosa. Non voglio affatto farlo, sono ancora chiusa a chiave nella mia stanza, quindi non ho alcuna possibilità di scappare. La porta si apre ed entra mio padre.
"Bene, sei pronta; ora non fare niente di stupido o sarà tuo fratello a pagarne il prezzo. Gli toglierò la possibilità di diventare alfa e lo sbatterò nei sotterranei" avverte.
È proprio un bas.tardo.
"Sì Alfa" dico senza emozione.
"Bene, allora andiamo" dichiara, così lo seguo in giardino. Mentre ci avviciniamo alla folla, mi avverte di prenderlo sottobraccio.
Arrivo all'altare e Athena inizia a agitarsi: "Compagno, il compagno è qui, è lui. L'alfa Lucian è il compagno" dice eccitata nella mia testa.
"Mantieni la calma. Non vogliamo che sappiano di te, ricordalo, e inoltre, conosci la sua reputazione. Non entusiasmarti ancora per lui. È un maledetto donnaiolo" la avverto.
"Ma è il compagno, ci amerà" piagnucola lei.
"Non esserne così sicura, non voglio che tu venga ferita" le dico tristemente.
Arriviamo alla fine della navata e mio padre mette la mia mano nella sua, scatenando un'esplosione di formicolii. Prima che io possa rendermene conto, vedo mio padre che cerca di baciarmi la testa, così mi scosto. Non esiste che possa fingere di essere il padre amorevole.
Sottraggo rapidamente la mia mano da quella di Lucian, vedendolo imbronciarsi ancora di più, se possibile. Sembra entusiasta quanto me di essere qui, poi mi volto verso l'anziano. Le promesse passano in un soffio; parlo quando devo e così fa Lucian, entrambi senza emozione.
Quando l'anziano dichiara che può baciare la sposa, faccio per andarmene prima di essere tirata da Lucian verso di lui, che mi dà un bacio sfuggente sulle labbra.
Sono così arrabbiata con lui in questo momento. Come osa baciarmi senza il mio permesso; mi guarda sbalordito e mi rendo conto che i miei occhi devono aver mostrato brevemente il loro lampo viola.
Scuote la testa come se pensasse di avere le traveggole, il che è un bene. Non posso ancora farglielo sapere.
Le mie valigie sono già all'auto ad aspettarmi; fantastico, non vedono l'ora di sbarazzarsi di me. Mentre Lucian mi trascina via, Zander lo ferma e gli chiede se può scambiare una parola in privato con me prima che io parta.
"Sia veloce allora, io sarò in macchina" grugnisce lui.
"Stai bene Aurora?" dice Zander abbracciandomi.
"Sto bene e starò bene, non preoccuparti per me, tieni solo d'occhio papà" lo avverto.
"Cercherò di venirti a trovare presto" dice lui.
"Non vedo l'ora, è meglio che vada. Almeno non dovrò più sopportare la gente di qui" dico, dandogli un ultimo abbraccio.
Abbraccio Twyla e il vecchio gamma prima di salire in macchina. Non mi disturbo con nessun altro. Non c'è nessun altro di cui mi importi o che si curi di me.
Salgo in macchina con "Mister Simpatia" e altre tre persone che sembrano molto più amichevoli; si presentano tutti, è bello che non siano tutti degli stronzi.
"Giusto perché tu lo sappia, io non volevo questo matrimonio e non volevo te. Ci saranno delle regole quando torneremo al branco. Non dormiremo nella stessa stanza, non avrai voce in capitolo nella mia vita o nel mio branco e resterai fuori dalla mia vita" ringhia.
"Cielo, ma quanto sei affascinante, un vero affare" lo provoco, causando qualche risata soffocata.
"Tanto per cominciare, non lo volevo nemmeno io, non mi è stata data scelta; sono felice di starti lontana, possiamo rifiutarci a vicenda, così tu potrai andare a letto con chi vuoi e io pure" dico con disprezzo.
"Come osi, chi credi di essere? Una ragazza senza valore e senza lupa che pensa di essere migliore di me" ruggisce. Io resto lì e rido di lui.
"Se è questo che vuoi pensare, per me va bene; stavo solo cercando di trovare la soluzione migliore per entrambi in base alle tue affascinanti regole" dico con condiscendenza.
"Sarò io a decidere se ci sarà un rifiuto, non tu. Io stabilisco le regole e tu le segui. Sono stato chiaro?" urla.
"Oh, chiarissimo Alfa, altro, signore?" dico con sarcasmo.
"Statti solo fottutamente zitta. Non ho voglia di occuparmi di te per ora" ringhia.
Passiamo il resto del viaggio in silenzio. Athena è triste e piagnucola nella mia testa perché il suo compagno è orribile e vorrebbe fargli sapere che lei è lì.
"No, non possiamo dirglielo. Non ci vuole. Che abbiamo una lupa o no, non farà differenza, è uno stronzo" la avverto.
"Cosa faremo, Aurora?" chiede.
"Sopravviveremo e non sopporteremo le stronzate di nessuno" dico fermamente.
"Siamo molto più forti di quanto si rendano conto, non permetteremo loro di abbatterci" aggiungo.
Ci fermiamo davanti alla casa del branco e una signora più anziana sta aspettando alla porta; mi sembra vagamente familiare. Appena scendo, corre verso di me e mi stringe in un abbraccio.
"Oh Aurora, somigli così tanto ad Ashley, sei persino più bella di lei" dice con le lacrime agli occhi.
"Zia Nadia?" dico incerta.
"Ti ricordi di me" dice felicemente.
"Ho dei ricordi di te e mamma insieme. Ho pensato che avessi un'aria familiare quando siamo arrivati" dico con gioia.
"Sono così felice che tu sia qui, mi manca così tanto Ashley, era una donna meravigliosa. Siamo state migliori amiche dello stesso branco finché non siamo state accoppiate entrambe a degli alfa. Siamo sempre rimaste in contatto; tu, tuo fratello e i ragazzi giocavate insieme quando eravate cuccioli. Sai, Lucian non permetteva nemmeno a suo fratello di giocare con te quando eri piccola. Ti voleva tutta per sé" ride lei.
"Non credo che ora sia un problema. Vuole giocare con tutti gli altri tranne che con me" dico, prendendola sottobraccio ed entrando nella casa del branco, lasciandoli indietro.