Don Gesualdo allora perse la pazienza. Si alzò di botto, rosso come un gallo, e aprì la bocca per sfogarsi. Ma il canonico gliela tappò con una mano. ― State zitto! Lasciate dire a me! Sentite qua, don Filippo! Lo tirò per la falda nell’anticamera. Di lì a un po’ rientrarono a braccetto, don Filippo tornato un pezzo di zucchero con mastro-don Gesualdo, spalancandogli addosso gli occhioni di bue, quasi lo vedesse allora per la prima volta: ― Vedremo!... Quanto a me... quel che si può fare... Ho parlato nel vostro interesse, caro don Gesualdo... Don Gesualdo, scendendo le scale, brontolava ancora: ― Perché dovrei averli tutti contro?... Non fo male a nessuno... Fo gli affari miei... ― Eh, caro don Gesualdo! ― scappò a dire infine il canonico. ― Gli affari vostri fanno a pugni con gli aff

