Ethan Da quando ho lasciato la stanza di Ana sono come anestetizzato. Le immagini di lei distesa su quel letto, così fragile, continuano a tornarmi in mente a ondate, come un eco che non riesco a zittire. Il suo viso pallido, le labbra secche, il respiro ancora incerto… tutto si imprime nella mia memoria con una precisione disturbante. Mi riprendo solo quando mi accorgo di essere in macchina. Il motore è acceso da qualche minuto, il volante freddo sotto le mie mani. Il mondo esterno sembra lontano, ovattato, come se fossi separato da tutto da uno strato invisibile. Ne approfitto per chiamare sua madre. _Buongiorno Angélique sono Ethan so che mi avevate detto di chiamarvi prima di mezzogiorno ma ho appena lasciato la stanza di Ana e volevo darvi delle notizie. Ana sta bene ma rimane an

