Capitolo 3

1205 Words
Il giorno dopo, Ella iniziò a fare le valigie in modo metodico. Si sentiva finalmente in grado di respirare liberamente. Approfittò dell'occasione per ripulire, poco a poco, ogni traccia della sua esistenza e disintossicarsi dalla sua ridicola dipendenza emotiva. Nel pomeriggio, Selene le propose di incontrarsi in un ristorante occidentale di lusso per distrarla un po'. La luce del pomeriggio filtrava attraverso le immense finestre, avvolgendo l'elegante ristorante in una calda tonalità dorata. Ella e Selene sedevano al tavolo prenotato vicino alla finestra, con una vista sullo skyline cittadino. Il cameriere aveva appena riempito i loro bicchieri d'acqua con limone e se n'era andato. In un momento di quiete, Ella guardò l'amica che l'aveva sempre sostenuta, i suoi occhi erano gentili e sinceri. "Selene," disse a bassa voce, le dita che accarezzavano distrattamente la superficie fredda del bicchiere, "grazie davvero, per tutti questi anni. Per essere stata al mio fianco... quando ero nel caos più totale." Selene sussultò, poi fece un gesto della mano come per interrompere quella momentanea emotività con il suo solito tono schietto: "Oh, perché dire queste cose? Non siamo forse migliori amiche?" Ma l'espressione di Ella rimase seria. Continuò a parlare con calma, come se stesse enunciando una decisione ponderata: "Torno a casa. In futuro, se tu o la tua famiglia avrete bisogno di qualsiasi cosa, dovete assolutamente venire da me." Nel suo tono non c'era ostentazione, solo una forza tranquilla e un senso di promessa inconfutabile. Selene la osservò, percependo acutamente un cambiamento nell'essenza dell'amica. Non era più la resilienza rassegnata di prima, ma la lucidità e la determinazione nate dopo aver rotto il bozzolo. Stava per chiedere maggiori dettagli, quando la coda dell'occhio le captò qualcosa all'ingresso del ristorante e il suo viso si oscurò all'istante. "Che sfortuna!" borbottò Selene, istintivamente pronta a trascinare Ella via per cambiare ristorante. "Cambiamo locale, non voglio rovinarmi l'appetito con quella sporcizia." Ella seguì il suo sguardo e vide Sherry che entrava, aggrappata affettuosamente al braccio di Luis. Il suo sguardo si posò su di loro solo per un attimo, poi tornò calmamente su Selene, premendo leggermente la sua mano. "Non è necessario," disse Ella con tono distaccato, senza traccia di emozione. "Fingiamo semplicemente che non esistano." Prese il menù, sembrando davvero intenzionata a ignorare la loro presenza. Tuttavia, l'albero desidera la quiete, ma il vento non cessa. Sherry, come un radar a ricerca automatica, le individuò rapidamente e, trascinando Luis, si diresse dritta verso il loro tavolo con il suo solito sorriso stucchevole stampato in volto. "Sorella Ella, che coincidenza!" Sherry si fermò accanto al tavolo, il suo volto era abbellito da un sorriso dolce ma carico di malizia. I suoi occhi scrutarono Ella da capo a piedi, per poi fermarsi sul suo viso impassibile. Abbassò la voce, in modo che solo loro potessero sentire: "Sei la donna più patetica che abbia mai incontrato, ma..." fece una pausa drammatica, allargando il sorriso, "presto dovrai lasciare libero questo posto." "Tu!" Selene, furiosa, si alzò di scatto e alzò la mano per schiaffeggiarla, ma Ella la fermò rapidamente afferrandole il braccio. "Selene, non sporcarti le mani," la voce di Ella era ancora calma. Guardò Sherry, e nei suoi occhi non c'era rabbia, solo una lieve traccia di pietà. Proprio in quel momento, accadde l'imprevisto! Sherry ebbe una rapida sfuggente smorfia di soddisfazione per il piano riuscito, poi afferrò la sua tazza di acqua ghiacciata e senza esitazione se la rovesciò in faccia! Gocce gelate le bagnarono i capelli e la blusa. Si coprì immediatamente il viso con le mani e lanciò un grido esagerato e straziante, barcollando all'indietro come un uccellino spaventato. "Ahi-!" Il grido attirò all'istante l'attenzione di tutti i presenti nel ristorante. Il viso di Luis si tinse di un pallore terreo. Si precipitò quasi verso di lei, afferrando Sherry, che "tremava come una foglia" e il cui viso era bagnato d'acqua (o forse da lacrime finte), stringendola forte contro di sé. "Sherry! Che ti succede?" chiese con ansia, poi alzò lo sguardo, i suoi occhi si fissarono su Ella come lame, il tono carico di rabbia incredula e accusa: "Ella! Non avrei mai pensato fossi così malvagia! Per l'incidente alla festa, Sherry, che è così gentile, non ti ha nemmeno contestato nulla, perché continui a prenderla di mira e a tormentarla?!" Sherry, stretta nelle sue braccia, sollevò il viso bagnato, singhiozzando, la sua voce era al colmo della sofferenza: "Fratellino Luis, non è colpa della sorella Ella... sono io che ho sbagliato, volevo solo invitare la sorella e Selene a cenare con noi, non so in che cosa l'abbia offesa per farla arrabbiare così..." Mentre parlava, il suo corpo tremava per enfatizzare, incarnando perfettamente l'immagine di un fiorellino bianco e innocente vittima di un bullo. Questa recita che capovolgeva bianco e nero fece tremare Selene di rabbia. Puntò il dito contro il naso di Luis e lo sgridò: "Luis, sei cieco? È quella sgualdrina che si è gettata l'acqua da sola! Chi è lei per te da doverla proteggere in questo modo? Ella è la tua ragazza! È appropriato che tu tenga in braccio un'altra donna di fronte a tutti?!" Le parole di Selene fecero cambiare colore al viso di Luis, prima verde poi pallido. Cercando disperatamente di dimostrare qualcosa, o forse di convincere se stesso, si girò bruscamente verso Ella, che era rimasta in silenzio e in disparte dall'inizio alla fine, e con tono accusatorio le chiese: "Ella! La pensi anche tu così? Lo sai bene che considero Sherry solo una sorella minore! È appena tornata dall'estero, non sa come vanno le cose, la sto solo aiutando un po' di più. È necessario che tu sia così permalosa e continui a prenderla di mira?" Ella osservò questa farsa assurda, guardò la faccia di Luis, così ansioso di scagionare la "sorellina" da sembrare incredibilmente ridicolo, e l'ultima increspatura nel suo cuore si placò completamente. Non si preoccupò nemmeno di discutere su chi avesse versato l'acqua. La verità, in fondo, a lui non importava. Aveva solo bisogno di una scusa per incolparla. Si alzò lentamente, prese la borsetta e con lo sguardo caldo passò su Luis e su Sherry, che si compiaceva segretamente tra le sue braccia. Niente rabbia, niente risentimento, solo un distacco e un'indifferenza totale. "Finito?" chiese con voce pacata, non alta, ma chiara enough da raggiungere le orecchie di Luis. "Godetevi la vostra profonda fratellanza." Detto questo, senza degnarli di un altro sguardo, afferrò Selene, che voleva ancora discutere, si girò e, a testa alta, uscì con compostezza e determinazione da quel luogo di pettegolezzi, sotto gli sguardi indagatori, compassionevoli o divertiti degli altri avventori. E Luis, rimasto lì con Sherry ancora "sconvolta" tra le braccia, guardò la schiena di Ella che se ne andava senza rimpianti, un'inquietudine e un senso di perdita di controllo gli si insinuarono nel cuore senza motivo. In questi giorni, alcuni progetti cruciali della sua azienda erano in una fase delicatissima, e in quel momento dipendeva fortemente dalla competenza professionale e dalle conoscenze di Ella. La sua freddezza e la sua partenza furono come un secchio di acqua gelida che gli gelò il cuore. Istintivamente, voleva seguirla, ma il braccio fu stretto più forte da Sherry: "Fratellino Luis, ho così paura, non andare via..."
Free reading for new users
Scan code to download app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Writer
  • chap_listContents
  • likeADD