Alcuni giorni dopo, al party di compleanno di Selene, Ella non poté evitare di incontrare la Sherry di cui Luis era ossessionato.
Sotto il lampadario di cristallo, Sherry, aggrappata al braccio di Luis, si avvicinò a lei come una coppia perfetta. Luis non mostrava alcuna espressione sul volto, e il suo sguardo evitava deliberatamente quello di Ella. Sherry, invece, sfoggiava un sorriso dolciastro e vittorioso, i suoi occhi si posarono con precisione sulla collana leggendaria chiamata "Aurora" che riposava tranquillamente tra le clavicole di Ella.
La pietra principale era uno smeraldo colombiano di venti carati, il suo verde profondo e cristallino sembrava aver cristallizzato l’intera vitalità della foresta pluviale sotto le luci scintillanti. Il taglio magistrale trasformava ogni faccetta in un vortice, che assorbiva la luce e lo sguardo circostanti per poi restituirli in un alone luminoso e visibile a occhio nudo. Ancora più sorprendente, questo gioiello impeccabile era circondato da oltre cento diamanti bianchi di prima qualità, montati con la tecnica a "ghirlanda di brina", come stelle che circondano la luna. Ogni respiro leggero di Ella suscitava un flusso di scintille stellari, fredde e costose, sufficiente a mozzare il fiato a tutti i presenti che ne comprendevano il valore: era il costosissimo regalo per il suo diciottesimo compleanno che suo padre le aveva acquistato all’asta, e che non aveva più indossato dopo essere stata con Luis.
"Oh, questa collana..." fece finta di sorprendersi Sherry, coprendosi la bocca con una mano. La sua voce non era alta, ma sufficiente per essere udita da quelli intorno. "Sorella Ella, dal momento che non puoi permetterti l’originale, perché indossare un falso? I soldi che il fratellino Luis ti dà per le spese non sono sufficienti per comprarti un gioiello decente?" Batté le ciglia, con i suoi grandi occhi innocenti, e si rivolse a Luis: "A quanto pare, alcune persone sono davvero solo interessate ai tuoi soldi."
La fronte di Luis si corrugò immediatamente per il disgusto, e il suo sguardo su Ella era come se stesse guardando qualcosa di sporco. Il suo tono era gelido e impaziente: "Vergognati. Vattene a casa, non farmi fare brutta figura qui."
Il suo cuore fu trafitto da una miriade di aghi sottili, ma Ella si limitò a stringere le labbra. Non voleva sprecare emozioni con quelle due persone, né voleva rovinare la festa dell’amica Selene. Stringendo la scatola del regalo che aveva preparato per Selene, si voltò e si diresse direttamente verso la protagonista della serata.
Selene non era ancora a conoscenza della situazione tra Ella e Sherry, ecco perché aveva invitato anche lei, ma ora aveva chiaramente assistito alla scena di prima. Andò incontro a Ella, le lanciò uno sguardo rassicurante, poi fissò Sherry con uno sguardo tagliente e una voce carica di sarcasmo non nascosto: "Guarda chi si vede, la signorina copia, che è salita alla ribalta solo imitando gli altri. Che c’è, la contraffatta è così ansiosa di farsi vedere che teme che la gente dimentichi che questa tua faccia è stata ritoccata per assomigliare a qualcuno?"
"Tu!" Il volto perfetto di Sherry divenne immediatamente paonazzo. Irata e frustrata, si precipitò verso Selene per discutere. Erano già vicine, e nella confusione, Sherry inciampò con i suoi tacchi alti, lanciò un grido e cadde a terra in modo scomposto.
Ciò attirò l’attenzione di molte altre persone.
Il volto di Luis cambiò espressione all’istante. Fece un balzo in avanti, aiutò Sherry ad alzarsi con premura, poi guardò Ella furiosamente, come se lei fosse la colpevole. "Ella! Chiedi scusa a Sherry! Subito!" Ordinò, con un tono che non ammetteva repliche.
Ella lo guardò incredula, il sangue le si gelò nelle vene. Era rimasta lì ferma, dall’inizio alla fine, senza muovere nemmeno un dito.
"Perché dovrei scusarmi?" La sua voce era bassa, ma carica di una determinazione incrollabile.
"Basta che tu dica 'mi dispiace' a Sherry, e oggi la cosa può considerarsi chiusa." Ripeté Luis, lo sguardo gelido. Vedendo che Ella rimaneva impassibile, la sua "mancanza di gratitudine" lo fece infuriare completamente, al punto che gridò verso una certa direzione: "Venite qui!"
Due uomini portati da Luis si avvicinarono, afferrarono brutalmente le braccia di Ella, sinistra e destra, e la immobilizzarono con forza. L’umiliazione la travolse come un’onda. Gli sguardi intorno, sorpresi, compassionevoli o compiaciuti, la trafiggevano come aghi.
"Parla!" Luis la guardò dall’alto in basso con disprezzo.
Ella si morse il labbro inferiore con forza, sollevò la testa e fissò dritto Luis, i suoi occhi pieni di una sorpresa spezzata e di un’ultima, tenace ostinazione che si rifiutava di spegnersi. Non poteva credere che l’uomo con cui era stata per due anni, per un’altra donna, l’avrebbe umiliata in quel modo di fronte a tutti.
"Luis! Sei impazzito?" Selene lo sgridò severamente, spingendo via con forza i due uomini che trattenevano Ella, e la mise al sicuro dietro di sé. "Sparisci lontano con la tua nuova fiamma! Questo è il mio party!" Anche gli amici di Selene si radunarono intorno. Luis, alla fine, ebbe ancora delle remore, lanciò a Ella un’occhiata furiosa, ma alla fine si voltò e se ne andò, abbracciando Sherry.
Selene aiutò Ella, che tremava leggermente, ad alzarsi e la portò direttamente in una camera per ospiti al secondo piano per riposare.
Selene consolò Ella per un po’, poi scese di nuovo per intrattenere gli ospiti, lasciando Ella sola nella stanza.
La porta si chiuse di nuovo, isolando il trambusto del piano di sotto. Ella si appoggiò alla finestra e scivolò lentamente a sedere per terra. Nella sua mente affiorarono l’immagine di Luis che in passato le cucinava, il loro abbraccio mentre guardavano il panorama notturno in un appartamento in affitto, il momento in cui, dopo che la sua azienda aveva ottenuto il primo progetto, lui l’aveva presa in braccio ed era girato eccitato... Tutta quella dolcezza che una volta credeva incrollabile, ora, di fronte alla cruda realtà, le sembrava così pallida e ridicola.
Le lacrime le scesero silenziose, non per le provocazioni di Sherry, né per l’umiliazione di poco prima, ma per quella parte di sé che un tempo si era donata senza riserve e con il cuore sincero.
Sollevò una mano e si asciugò energicamente le lacrime.
Era giunto il momento di lasciar andare, definitivamente. Questa spina tossica chiamata Luis doveva essere estirpata dalle radici.
In origine, voleva davvero lasciarsi tutto alle spalle.
Come spazzare via un granello di polvere, come chiudere una finestra non più necessaria. Aveva persino già fatto i bagagli, pronta a uscire di scena in silenzio, senza disturbare nessuno. Credeva che il suo orgoglio risiedesse nel non insistete, nel superare.
Ma ora capiva che non era altro che autoinganno! La sua acquiescenza, agli occhi di quelle persone, non era eleganza, era codardia! Il suo silenzio non era magnanimità, era ciò che dava loro il coraggio di calpestarla ancora di più!
Cosa significava lasciare che le cose svanissero? Guardare avanti?
Negli sguardi pieni di compiacimento di Luis, Sherry e di tutti quegli spettatori, tutta la sua sopportazione e il cuore sincero che aveva donato in passato erano diventati una barzelletta colossale!
La superficie del lago nel suo cuore, che era stata costretta a ghiacciarsi, si frantumò con fragore! Al suo posto, emerse una lava nera, ribollente, quasi divorante.
Non avrebbe mai più versato una sola lacrima per quell’uomo.
Avrebbe fatto pagare Luis e Sherry, uno per uno. Avrebbe preso tutto ciò che per loro era più prezioso e di cui andavano più fieri, e lo avrebbe distrutto completamente, proprio davanti a loro, pezzo per pezzo!
Luis non considerava la sua azienda e il suo futuro la sua vita? Non era forse grazie alle sue risorse e alla sua pianificazione che era riuscito a malapena a reggersi, per poi voltarle le spalle non appena non gli era più utile? Allora gli avrebbe fatto vedere con i suoi occhi come tutto ciò da cui dipendeva la sua sopravvivenza si sarebbe sgretolato, diventando la tomba che lo avrebbe sepolto!
Sollevò lentamente una mano e si asciugò il trucco ormai sciupato dal viso, rivelando il incarnato pallido ma eccezionalmente determinato sotto. I suoi occhi non erano più pieni di turbamento o vuoti, ospitavano solo una determinazione feroce, come quella di un predatore che ha individuato la sua preda e non la lascerà andare.
Si avvicinò alla scrivania e accese il computer. La luce fredda dello schermo si rifletteva sul suo volto impassibile, come coperto da uno strato di brina. Comporre direttamente il numero contrassegnato con "K", l’agente del nucleo della famiglia Venturi nella cerchia locale.
La chiamata andò attraverso, la sua voce era calma ma portava una forza decisa e inconfutabile, come se stesse leggendo una sentenza:
"Sono io, Ella Venturi."
"Sospendi immediatamente tutto il supporto diretto e indiretto a 'Spark Tech' a mio nome."
"Usa ogni mezzo per investigare a fondo su Luis e la sua azienda, su tutte le falle fiscali, finanziarie e dei contratti commerciali, piccole o grandi che siano. Voglio un rapporto dettagliatissimo e letale."
Riagganciò, si avvicinò all’enorme finestra panoramica e guardò la città scintillante ma fredda e crudele ai suoi piedi. La sua postura era eretta, come una lama dell’vendetta sguainata.