Passando davanti agli specchi Rosanette si fermava un attimo a lisciarsi i capelli sulle tempie. Dopo il cortile della torre e la cappella di San Saturnino arrivarono alla sala delle Feste. Li sbalordì lo splendore del soffitto a scomparti ottagonali, lavorato più finemente d'un gioiello a fregi d'argento e d'oro, e il grandioso estendersi degli affreschi lungo tutte le pareti, dal camino gigantesco dove quarti di luna e faretre inquadrano le armi di Francia alla tribuna per i musicanti che attraversa la sala sul fondo nel senso della larghezza. Le dieci finestre erano spalancate: il sole faceva scintillare i dipinti, l'azzurro del cielo continuava all'infinito il blu oltremare degli archi; e dal fondo dei boschi che riempivano l'orizzonte con le loro cime vaporose, veniva come un'eco di

