II

3343 Words

II All’estero Dario Morganti batteva come si deve sulla tastiera della macchina da scrivere, veloce e con rare imprecisioni. Da giovanetto sognava di diventare un pianista e quando percuoteva con i polpastrelli delle dita i tasti della macchina da scrivere immaginava di suonare il pianoforte. Sentiva la musica spargersi nell’aria e le lettere impresse sulla carta erano le note di una melodia di Vivaldi, di Chopin, di Mozart, di Beethoven. Imparò a dattilografare su una vecchia Olivetti Everest k2 di proprietà della comunanza agraria. In quel tempo ne era presidente Ezio, un ometto basso, secco, gobbo, tutto dedito alla collettività. Gli affidò la macchina da scrivere per redigere verbali, stilare bilanci, compilare delibere e notifiche. La teneva tale a una reliquia, in camera, sul tavol

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