V La telefonata Il telefono trillò alle cinque del pomeriggio. Era la vigilia di Natale. Dario Morganti sonnecchiava seduto sulla sedia davanti al focolare acceso. Da giorni se ne stava rintanato dentro casa al caldo del fuoco nel camino e della stufa a legna. Completamente solo. Fuori. Ai margini del cerchio. E quella telefonata non se l’aspettava. Chi mai poteva essere a chiamarlo? S’alzò e andò a rispondere. «Dario, sono Rina.» «Rina?!… E perché mai?» domandò sorpreso. «Per farti gli auguri e sapere come stai.» «Sto bene. Grazie. E tu?» «Bene. Ho aperto un circolo. Te ne vorrei parlare. Perché non ci vediamo?» «Perché no? Vediamoci. Dimmi tu quando.» «In questi giorni ho tanti impegni da sbrigare. Appena posso ti richiamo. Ciao Dario. A presto. Buon Natale.» «Ciao Rina. Buon

