Aggrappati
Ad un prolungamento dell’istante
Che affonda le radici nell’infinito
Una torre d’acquerello sgocciolante
In pizzo nero d’ombre
Sospese nel bagliore latteo
Di gesso della luna romantica
Un’oasi bianca
Puoi afferrarla non è un miraggio
Nella mente non smettono
Di battere i piedi di danza
Sensazioni luminescenti
Tamburellando i polpastrelli
Sulla tavola imbandita.
Arricci la fronte
Spalanchi gli occhi
Color mela da cogliere
Tiri gli angoli della bocca
Arco di Cupido malizioso
Mezzo sorriso abbozzato
Una mano sul fianco
Peso spostato sulla gamba destra di gazzella
Culetto in fuori
E la mano con il palmo rivolto verso l’alto
Con il braccio piegato a novanta gradi
Pronunci: “È l’attimo che precede la prima stella”.