È di nuovo qui VIVO, tra noi, con un un nuovo lirico delirio emotivo intriso di sangue, il suo, sì perché Ottaviano continua a farlo, duramente, in modo aspro e tagliente, sensuale, diretto, passionale ed erotico, lasciando un segno nelle vostre sbiadite anime stropicciate, sì, proprio a voi, polverosi fogli di giornale, incapaci di sentire, di amare, di donarvi, con le vostre inutili vite rutinarie, abbovati e ruminanti il vostro stesso dolore, venite, sedetevi, ascoltate, non succederà ancora, Ottaviano vi svelerà un segreto, il barlume di luce che fende il buio, l’attimo che precede la prima stella, sì proprio a voi, che vivete nell’assordante buio delle quattro pareti del vostro vuoto cuore, nell’incessante inutilità di un’esistenza ovattata dai rammarichi e i dispiaceri, chinate il capo, ringraziate, perché Otto è il simbolo dell’infinito, l’esistenza permanente, colui che ha dato un senso alle vostre incrostate diafane esistenze, poi dopo, in silenzio, socchiudete gli occhi, accucciatevi, potete pure morire…
Piergiorgio Leaci