– In psicologia il disamore materno è un succedaneo. – Alisha, squadrandomi. – Vi sono le dinamiche di identificazione con l’opera, il vedere il sé o l’immaginare un sé diverso, illusorio. Le statue hanno una propria personalità, si evince dalle forme del corpo. – Alisha, infilandosi e sfilandosi gli occhiali da vista per osservare le opere più da vicino, nei loro particolari unici. Mi viene in mente Messerschmidt, lo scultore che faceva le smorfie, qualcosa sulla eccentrica personalità dello scultore e sul significato da lui attribuito alle sue straordinarie teste di “carattere”. Uomo di fervente immaginazione, di temperamento sanguigno e fiero della sua assoluta castità, l’artista credeva assolutamente alla presenza degli spiriti e specialmente a quelli che ossessionavano la sua mente

