Melody si stava dirigendo verso la sua lezione di Difesa contro le arti oscure, ma improvvisamente qualcuno la urtò, e quel qualcuno era proprio Walburga Black. Da ieri quella ragazza ce l'aveva con lei, forse perché si era seduta con Tom?
Un paio dei suoi libri caddero per terra, ma mentre si chinava per prenderli, qualcun altro fu più veloce di lei e li prese.
"Oh, g-grazie Riddle" lo ringraziò lei sorpresa.
Lui rispose con un cenno del capo e iniziò a camminare con la bruna.
"giuro che quella ragazza mi da sui nervi, ronza intorno a me come una mosca, ed ogni ragazza che si avvicina a me praticamente la uccide. Che stupida, non lo ha ancora capito che non provo nessun interesse per lei" disse Tom frustato.
"Beh Riddle, non è una novità, praticamente tutte le ragazze sono come lei".
"Giusta osservazione, ma lei mi da particolarmente fastidio".
Melody si limitò ad alzare gli occhi al cielo e presto furono arrivati in aula, ma era tutta vuota, non c'erano né banchini né sedie, solo un armadio.
Presto entrarono gli altri studenti e infine la professoressa.
"Buongiorno cari alunni, come vedete qua accanto a me c'è un armadio che contiene un molliccio, ora, che cos'è un molliccio? il molliccio è un mutaforma e prende la forma delle nostre paure più grandi, l'incantesimo per combattere il molliccio si chiama 'Riddikulus', voglio che voi adesso lo combattiate, attenzione però, per combatterlo serve molta concentrazione e immaginazione, buona fortuna!"
"Signor Jhonson, vuole venire per primo?" domandò la professoressa.
Lui si fece avanti e dopo alcuni studenti arrivò anche il turno di Melody. Si avvicinò con esitazione all'armadio e presto il suo molliccio prese la forma di sua madre, ma distesa per terra, sembrava senza vita, la sua pelle era pallida, non si muoveva e si poteva vedere chiaramente anche una pozza di liquido rosso intorno a lei.
Melody cominciò a respirare affannosamente e diverse lacrime salate le ricoprirono il viso.
Tom si fece avanti e usò l'incantesimo per combattere il molliccio. Non sapeva perché lo aveva fatto.
"Signor Riddle, per favore porti la signorina Polkiss a prendere un po' d'aria per riprendersi" disse la professoressa un po' scossa anche lei.
Tom obbedì e portò Melody nella loro sala comune, la fece sedere su una delle poltrone davanti al camino e le offrì un po' d'acqua che lei accettò volentieri. E dopo un lungo silenzio Tom finalmente parlò.
"Allora... Ti va di raccontare ciò che hai visto?"
Melody sospirò ed esitò, ma infine rispose
"Vedi, quando avevo l'età di soli sette anni, trovai mia madre morta in un bosco, non so ancora cosa le sia successo, però da un lato non vorrei saperlo, fino a undici anni sono stata rinchiusa in casa con mio padre, lui cercava sempre di farmi uscire, ma senza successo, finché non arrivò la mia lettera per Hogwarts. Questa scuola mi ha aiutata molto, soprattutto i miei amici, da allora sono diventata più allegra, ho ritrovato la mia felicità qua". Melody concluse con alcune lacrime agli occhi che minacciavano di scendere.
Tom la guardò con compassione, la capiva perfettamente, anche sua madre era morta quando lo fece nascere.
"Mi dispiace" disse Tom.
Melody fece un piccolo sorriso.
"Non ti preoccupare, ora va tutto bene. Ma come mai ora ti preoccupi così tanto per me, ieri non mi hai lasciato nemmeno fare la pozione".
"Perché sono un prefetto e questo è il mio compito, aiutare le persone".
"Giusto..." Melody sussurrò non mostrando la sua delusione.
Tom si sentì in colpa, perché in un certo senso lui si preoccupava veramente per la ragazza, qualcosa di lei lo attraeva eppure non sapeva cosa, non si sono parlati molte volte in questi cinque anni, quindi non capiva, forse era più tollerabile degli altri? lei non era la tipica ragazza che lo inseguiva tutto il giorno cercando di avere la sua attenzione.
Improvvisamente la porta si spalancò e Tom fu scosso dai suoi pensieri.
"O mio dio Mel come stai? Va tutto bene?" le chiese la sua amica.
"Va tutto bene Elena, non ti preoccupare" rispose Melody con un sorriso.
Tom decise che era meglio non tardare alla sua prossima lezione, così se ne andò.
"Dai, dobbiamo andare a Incantesimi adesso" Disse Elena.
"Va bene".
Le due si precipitarono verso la loro lezione ed appena finì, si recarono nella sala grande per pranzare.
"sai secondo me Riddle ti ama" disse la sua amica bionda.
Melody arrossì.
"Cosa?! Perché lo pensi?!"
"Ti sta fissando da l'altro ieri e in più ti ha aiutato con il molliccio, cosa estremamente rara, insomma, non aiuterebbe nessuno, no?"
"Beh non saprei, ma comunque come potrebbe tra tutte le ragazze amare proprio me? Cioè, mi hai vista?"
"Smettila di dire sciocchezze ragazza, tu sei una delle studentesse più belle di questa scuola perciò smettila di lamentarti. In più voi sareste una coppia perfetta, siete entrambi belli e intelligenti".
Melody arrosi di nuovo.
"Pensala come vuoi Elena, ma io credo che non gli piaccia".
"Che testa dura che sei Mel" disse la bionda alzando gli occhi al cielo.
•
Era notte e Melody non riusciva a dormire, così si alzò e decise di esplorare un po' il castello.
"Non è permesso girare a quest'ora, Polkiss" disse una voce, mentre Melody sussultò dallo spavento.
"O mio dio Riddle tu sarai la mia morte" ridacchiò lei.
"Lo so. Come mai sei qui?" chiese lui in modo autoritario.
"Non riuscivo a dormire"
"Sai che è vietato girare per il castello dopo il coprifuoco vero?"
"Si ma-"
"Niente 'ma' Polkiss, sarò costretto a darti una punizione adeguata e togliere venti punti da serpeverde" la interruppe Tom, mentre Melody arrossì per la terza volta in un giorno.
"So che ti piacerebbe, ma non in quel senso" disse il ragazzo notando il suo rossore.
Mel sembrava che stesse per scoppiare da un momento all'altro per quanto era rossa.
"I-io non s-stavo pensando male, sei tu qua il pervertito".
"Sempre a negare l'evidenza Polkiss, sai dovresti smetterla".
Melody si infastidì leggermente, ma effettivamente aveva ragione, quindi si limitò a sospirare.
"Si ok, come vuoi signor prefetto"
"Bene adesso vai a dormire, Incontriamoci domani nella biblioteca dopo pranzo, così almeno posso darti la punizione".
"E va bene Riddle, buonanotte" disse la ragazza alzando gli occhi al cielo, per poi girarsi.
"Notte Melody".
"Aspetta mi hai chiamata per nome? " chiese lei rigirandosi verso di lui.
"Sì, ma solo per comodità, non sentirti troppo lusingata. E a proposito puoi chiamarmi 'Tom' ".
"Va bene Tom, a domani allora" sorrise Melody, per poi andarsene.