IZUKU POV.
"Izuku, scusa se lo lasciamo a te, ma ci hanno chiamato per un'emergenza a lavoro."
Mi disse già sull'uscio della porta la madre di bakugou.
"Tranquilla zia, lo tengo d'occhio io."
In ogni caso, mi era stato proibito di uscire di casa per prevenire altri "caos da villain" come li avevano chiamati loro.
Quindi, ora me ne stavo in cucina a sgranocchiare una brioche, quando a metà cornetto, mi ritrovai un Katsuki assonnato in piedi sulla soglia della porta che si stropicciava gli occhi.
"Buongiorno."
"Bffhfbfbno." Mannaggia! Mi ero scordato della brioche. E Bakugou ne approfittò per farsi una grossa risata.
"Buaahah! Ma cosa fai?!"
"Vacci piano con le risate, mi ero scordato di avere la colazione in bocca."
"Solo tu potresti scordartene."
Si asciugò le lacrime e riprese fiato, tornando al suo volto serio.
"Meglio non credi? Quindi ora sai che sono davvero io." poi:
"L'unico e solo deku, è tornato dall'oltretomba in cui si era gettato da solo per salvare quell'adorabile riccio del suo ex bullo dal palazzo della follia!"
Proruppi io con fare teatrale. Lui mi guardò un pò... Come dire, sorpreso? Stranito? Forse non lo sapeva neppure lui.
"Che hai da guardare?" Gli chiesi.
"Sei... Strano. Prima eri più..."
"Sottomesso?"
"Ecco... Poco fa sembrava quasi tu stessi recitando."
In un certo senso, aveva ragione e in un altro totalmente torto. Avevo sempre amato il teatro, era la mia seconda passione dopo quella degli hero. Quando ero piccolo, io e la mamma interpretavamo vari ruoli di alcune opere, lei mi sorrideva dicendomi che ero davvero bravo.
Sapeva che ero timido e che non sarei mai andato al club teatrale per farne parte, ma era felice di poter fare qualcosa diverso dal gioco degli hero con me. Soprattutto dopo che seppe che non avrei mai avuto un quirk.
Quando era morta, il dolore mi aveva invaso l'anima e non ero più riuscito a fare nulla. Così, per non morire dal dolore, decisi di indossare una maschera. Se un'altra persona avesse preso il posto dell'inutile Deku, io non avrei piu patito quella sofferenza. Ma quella maschera, in seguito divenne il mio volto. Ed ora non vi era motivo di tornare in quel pietoso essere a cui ero stato ridotto.
"Dove sei stato?" Chiese Bakugou distraendomi dai miei pensieri che vagavano al passato.
"Un pò in giro ed allo stesso tempo da nessuna parte. C'erano cose di cui mi dovevo occupare."
"...Perché non me lo hai detto?"
"Avrei dovuto? Eri così importante da essere informato della cosa? Io non credo."
Lui mi fissò davvero sorpreso da quel mio modo di fare.
"Sei cambiato."
"Si cambia per tanti motivi, Bakugou. Anche tu sei cambiato. Per esempio, un tempo mi avresti preso a calci in culo per averti risposto così."
Lui sgranò gli occhi sbalordito.
"Da quando dici parole come "Culo" ?"
" Te l'ho detto, il mio carattere ed il modo di parlare sono cambiati, ma sta tranquillo. Sono sempre il Deku che picchiavi alle medie."
" ...Scusa... Non volevo dire... "
" Figurati. Te l'ho detto no? D'ora in poi sarò io a divertirmi con te." Gli dissi guardandolo, mentre il mio volto mostrava un leggero ghigno divertito.
" Che vuoi dire?"
Mi staccai dal mobile a cui ero appoggiato. Lento, avanzai verso di lui. Mentre io facevo un passo in avanti, lui ne faceva due indietro, fino a quando non si accorse che lo avevo bloccato al muro. Appoggiai le mie mani alla parete, eravamo ad un soffio l'uno dall'altro.
"Sai perché ti ero sempre appresso nonostante il tuo comportamento verso di me?"
Fece cenno di no con la testa.
Ghignai divertito e poi gli risposi sussurrandogli ad un'orecchio.
"Avevo una cotta per te."
Lui avvampò all'improvviso.
Oh questa sì che era una scena che volevo vedere! Una reazione tanto gradita quanto inaspettata, non era da tutti riuscire a vederlo così.
"Deku io... Io non sono gay."
"Ma davvero?"
Notò la mia rabbia e tentò di spostarmi, ma io lo bloccai nuovamente al muro e gli presi un polso con forza, per trattenere il suo sguardo nel mio.
"Non mi importa cosa provi, onestamente nemmeno io ho più quel sentimento per te, ma tu mi hai obbligato ad ascoltare i tuoi stupidi deliri sul fatto che desideravi morire per ripagarmi delle torture subite o perché ti sentivi in colpa per avermi gridato di suicidarmi, ebbene, la tua morte non mi basta. Io voglio fare a pezzi quel tuo fottuto orgoglio che ti ritrovi! Questa volta sarai tu a fare il cagnolino, asseconderai ogni mio desiderio o sarà peggio per te, chiaro?"
A quanto pare ero riuscito a scuoterlo.
Mi spinse via spaventato ed io caddi a terra.
"Ahi." finsi, ovviamente. Una spinta lieve del genere, non l'avrei neanche sentita ora.
" Sc-scusa! Stai bene?"
Si piegò verso di me ed io approfittai di quell'occasione per prenderlo e sbatterlo sul pavimento, mettendomi sopra di lui e bloccandolo.
"Non mi è affatto piaciuto il modo in cui mi hai spinto sai? Penso sia il momento di iniziare ad addomesticarti come si deve. "
Bloccai le sue mani sopra di lui mentre con quella libera gli abbassai i pantaloni, andando direttamente a concentrarmi su ciò che i suoi boxer ancora coprivano.
" No fermati! Sei impazzito?!"
" Forse, dopotutto chi può dire con certezza quali conseguenze abbiano comportato le tue continue torture su di me."
Il suo sgurado era un misto di terrore e dolore, adorabile. Era proprio lo sguardo che desideravo vedere in quel momento.
"Comunque, se davvero ti desse fastidio, non credo che il tuo coso diventerebbe così duro sai?"
Non se ne rendeva conto di quanto il suo corpo volesse tutto questo. Ansimava e si contorceva sotto di me, mentre continuavo a massaggiare e torturare il suo membro. Poco dopo, anch'io dovetti ammettere di essere in difficoltà. Dopo aver rimosso i suoi boxer, infilai due dita nella sua apertura per prepararlo.
"Cavolo Bakugou, dovresti stare più fermo di così. O preferisci che eviti questa parte? Ma dopo non ti lamentare se sarà troppo stretto per me."
"Ti ho già detto di lasciarmi stare ~Ah!"
"Ohoh! E quello cos'era? Ti piace in questo punto vero?
" No smettila. Ti prego."
" Tu che mi preghi? Sei proprio cambiato. Avanti, qual è il vero problema?"
Il suo non era un totale rifiuto, lo avevo capito. La soluzione mi fu quasi suggerita e quando la realizzai sogghignai, parecchio divertito dalla cosa.
"Sai credo di aver capito."
Lo feci alzare da terra e lo sbattei nuovamente al muro ma rivolgendo il suo volto verso la parete.
"Va tutto bene, "kacchan". "
Sussurrai al suo orecchio. Lui di colpo si girò a guardarmi, ma in quel momento lo penetrai facendolo urlare dal dolore. Poi cominciai a muovermi.
" Allora "kacchan", vedo che tutto sommato ti piace."
" Izuku... ti ti prego... vai più piano... fa male. "
Disse in lacrime. Di proposito aumetai la velocità e poco dopo venimmo entrambi. Dopo che uscii da lui, si accasciò a terra esausto.
" Dovevi dirlo che volevi che ti chiamassi ancora kacchan. Non è bello quando mi nascondi le cose. Ora è meglio che tu vada a darti una sistemata."
"Non riesco ad alzarmi." Ammise rosso in volto.
Sbuffai e lo tirai malamente su per un braccio, portandolo fino al bagno e chiudendocelo dentro. Poi tornai in cucina per sistemare tutto.
Alla fine ci eravamo tenuti occupati per tutta la mattina ed ora, era già ora di pranzo. Dopo quella piacevole ginnastica ero piuttosto affamato. Ma katsuki era ancora chiuso in bagno, così tornai per riprenderlo.
"Allora, hai finito o devo darti una mano io?"
"Ho- ho finito."
Uscì appoggiandosi alla porta come se non potesse fare un passo di più, teneva lo sguardo basso. Mi avvicinai e gli tirai i capelli in modo da fargli sollevare di più la testa. Lo guardai sorridendo.
"Spero ti sia pulito bene, non voglio ritrovarmi a badare a te e il tuo mal di pancia."
Lui arrossì. Non disse nulla troppo imbarazzato com'era.
"Andiamo, è ora di pranzo. Tua madre ci ha lasciato delle cose da scaldare."
Feci per tornare in cucina ma lui si aggrappò al mio braccio. Lo guardai per poi vedere quanta fatica aveva fatto solo per staccarsi da lì e venire verso di me.
"Ahahaah sei così buffo! Evvabene, resta pure aggrappato a me, ed ora muoviti che ho fame."
Nelle successive settimane presi ad addomesticarlo meglio. Lui sembrò tornare al suo solito modo di fare, tranne quando era con me ovviamente, ero io a comandare adesso e lui doveva rispettarmi. E fu così che arrivammo fino al giorno in cui dovettimo andare a scuola.
- SCUOLA UA - CLASSE 1A -
"Amico, quanto ancora hai intenzione di tenere su quella faccia? È da quando manca bakugou che sei depresso."
Disse kaminari, rivolgendosi al suo amico kirishima.
"Sono preoccupato. Ci hanno detto che non potevamo trovarlo nemmeno a casa. E non risponde ai messaggi."
"Sai com'è fatto. Vedrai che spunterà fuori prima o poi." cercò Sero Hanta di rassicurarlo.
La porta della classe si spalancò di colpo ed un biondo esplosivo fece il suo ingresso.
"Bakugou? BAKUGOU!!!" Gridò il gruppo di amici del ragazzo.
"finalmente sei tornato cavolo! Ma dov'eri finito?" chiede kaminari.
"Non sono affari vostri."
"Dai, almeno puoi dirci cosa ti ha tenuto occupato per un mese intero?"
Sero però si bloccò nel parlare quando notò da dietro Katsuki, un ragazzo con capelli folti e verdi che mettendo un braccio attorno al collo del ragazzo, salutò tutti i presenti con un gesto della mano.
" Chiedo scusa temo sia stata colpa mia." disse il verdino che aveva già richiamato l'attenzione anche del membro femminile della cosiddetta Bakusquad.
"Bakugou, chi è questo ragazzo?
È molto carino."
Izuku puntando il suo sguardo sulla rosa, le sorrise amabilmente prima di rivolgerle la parola.
"Grazie tesoro, tu mi ricordi lo zucchero filato, sono curioso di sapere se sei dolce allo stesso modo, magari potresti darmi un assaggio dopo."
La ragazza divenne rossa al suo commento. Facendo scoppiare a ridere la saetta.
"Ahahah o cielo bakugou ma da quando hai un amico del genere?"
"Da quando hai amici oltre a noi?" chiese kirishima, un pò infastidito dalla cosa.
"Kacchan, perché non mi hai detto di avere un gruppetto di amici così allegri?"
"Non sono amici, sono solo delle comparse che mi seguono dappertutto."
"E lui allora cos'è?" si ritrovò nuovamente a chiedere Eijirou. Ma a questa frase, Bakugou non rispose e se ne andò a sedere al suo posto.
"Comunque, come ti chiami?" tornò Sero a rivolgersi verso il nuovo ragazzo.
"OH, avete ragione, non mi sono presentato. Mi chiamo Midoriya Izuku, so che è un pò improvviso ma spero vi adatterete in maniera permanente alla mia presenza, dato che starò in classe con voi."
"Quindi sei un nuovo studente!" urlò entusiasta Ashido.
"Come mai ti sei trasferito all'improvviso? E come mai la sparizione di bakugou sarebbe colpa tua?" fece sospettoso il rosso. Rimproverato subito dopo dalla compagna.
"Oh, suvvia kirishima!"
"Beh, tanto primo o poi salterebbe fuori. Sarei dovuto venire all'inizio dell'anno, ma circa dieci mesi prima del test d'ingresso, mia madre ha avuto un'incidente ed è morta. Mio padre lo stesso, circa un mese fa. Quindi ora vivo con kacchan, lui e gli zii sono dovuti venire a recuperarmi oltre oceano, dove vivevo col mio vecchio perché essendo minorenne non potevo occuparmi della questione del funerale e tutto il resto. Insomma, per farla breve, c'è voluto un mese per risolvere tutto sto casino. Kacchan mi è stato di grande aiuto."
Dentro di sé, Izuku si complimentava da solo. Non era mai stato in grado di dire bugie credibili, ma il fatto di essere diventato totalmente un'altro, una figura su un palcoscenico che solo lui aveva potuto vedere, aveva contribuito a renderlo perfetto per recitare anche drammi finti di questo tipo. E quasi tutti abboccarono alla sua recita, quasi.
"Ci dispiace.... Scusa se abbiamo chiesto." fu la reazione di Sero.
"Figuratevi. Inoltre ero più triste per mia madre, mio padre era un Bastardo, tutto sommato meglio così almeno ora c'è una famiglia decente che si prende cura di me."
"Oh povero ragazzo." fece Mina mentre lo consolava. Invece Denki, si rivolse al compagno caposquadra.
"Bakugou, devi prenderti seriamente cura di questo tuo amico."
Come detto, quasi tutti ci cascarono, l'unico con ancora dubbi, fu kirishima che dentro di sé, aveva tutt'altro pensiero. *C'è qualcosa sotto, ne sono sicuro.*
In quel momento entrò il professor Aizawa.
"Allora avete finito di fare baccano? Come vedete c'è un nuovo arrivato ora zitti e partiamo con la lezione."
Lungo l'intervallo, Izuku aveva attirato a sé tutte o quasi le ragazze che non vedevano l'ora di conoscerlo meglio.
"Approposito quale stanza ti hanno dato?" gli chiese la ragazza trasparente.
"Sono vicino a todoroki shoto, voi angeli sapete dirmi chi è?"
"Angeli ehi avete sentito come ci chiama?!" fece esaltata la rosa. Yayorozu, rispose per tutte.
"È quel ragazzo con i capelli rossi e bianchi."
*Accidenti, proprio quello più silenzioso di tutta la classe.* pensò Midoriya.
"E dicci, cosa fai nel tempo libero?" chiese curiosa Uraraka.
"Ammetto che mi piace molto andare a teatro, mi hanno anche detto che recito molto bene."
"Davvero facci vedere!!!"
Dal lato opposto della classe, kirishima, sero, Denki e Katsuki parlavano fra loro.
"Il tuo amico ci sa proprio fare con le ragazze eh." Disse la saetta. Kirishima invece, era più preoccupato per Katsuki. Era più pallido di come se lo ricordava ed era così diverso dal suo solito.
"Bakubro stai bene?"
"Starò bene quando quello là finirà di comportarsi da scemo."
"Brucia anche a te che abbia conquistato tutte le ragazze il primo giorno ammettilo!" Lo punzecchiò Denki.
L'attenzione venne rivolta nuovamente verso le ragazze che applaudivano dopo la breve esibizione del nuovo arrivato.
"Aaaaaaah sei fantastico!"
"Grazie mille, ma è tutto merito di questo splendido pubblico."
Fece Deku con un'inchino.
Il pomeriggio, prevedeva un'allenamento all'interno dei campi della scuola. Guidato da Aizawa.
"Faremo una battaglia uno contro uno, così quello nuovo si abituerà al vostro ritmo.
Todoroki, vacci tu contro di lui."
"Ma prof, todoroki è il più forte della classe e lui è il nuovo arrivato!" Fece una delle ragazze.
Tuttavia, in quell'istante, tutti si erano voltati verso Bakugou, aspettando di sentirlo strillare da un momento all'altro che era lui il migliore. Ma non accadde.
" Che avete da guardare?" Chiese.
" Bro, tu non stai bene." gi disse Kirishima. "Hanno appena detto che todoroki è il migliore in classe e non fai una piega?"
"Non è il migliore e in ogni caso non c'è bisogno di sgolarsi a questo modo, il broccolo sa badare a sé stesso. Almeno contro quel tipo."
"OH, kacchan mi incoraggia che bello! Allora vincerò per te, visto che sei stato il mio primo tifoso." fece tutto felice il verde sotto gli occhi sconvolti del rosso.
"Allora, se non ci sono altre proteste partiamo." disse infine il prof.
IZUKU POV.
La sfida inizia, notai subito che voleva chiudere in fretta utilizzando il suo quirk ghiaccio, ma lo schiavi per tempo.
"Waaaah! Ma hai intenzione di farmi diventare uno spiedino congelato per caso?"
*Non risponde. È difficile anche da deconcentrare.*
Di nuovo, un altro colpo e un'altra schivata.
*Sembra rallentare, no un momento mi correggo, è più lento. Di sicuro nasconde un altro quirk probabilmente di fiamma, visto che l'altro lato del suo corpo emana vapore caldo, ma non credo se ne sia accorto. Oh aspetta ma si chiama todoroki quindi...* come avessi fatto a non capirlo subito, non lo sapevo.
"Oh adesso ho capito! Incredibile sei il figlio di endeavor, chi si aspettava di avercelo in classe! "
Ma non finii nemmeno la frase che venni colpito così forte, da andare a sbattere contro una roccia del campo.
*Cavolo, mi sa che ho toccato un tasto dolente per lui.*
" Ehi nerd! smettila di giocare e comincia a fare sul serio!" mi gridò dietro Kacchan.
"Scusa kacchan, adesso mi impegno, promesso!" gli urla rialzandomi. Accanto a lui, quel rosso gli stava bonfocchiando qualcosa. Ma non volli più di tanto darci peso.
"Ma bakugou, cosa dici?"
"Quello là fa apposta, si diverte così. Non me ne chiedete il motivo ma vi assicuro che non sta facendo minimamente sul serio."
Ora ero tornato di fronte a Todoroki, sgranchiendomi le ossa.
"Beh, mi dispiace Todoroki, ma credo che adesso ti farò un pò male."
"Non penso." E ne sembrava parecchio convinto.
"Beh, vedremo."
Toccai il ghiaccio che mi circondava e sparii in un effetto dissolvenza, lasciando sorpresi e a bocca aperta tutti i miei compagni, ricomparendo poi, dietro il mio avversario. Non fece in tempo a girarsi che lo colpii con il One For All.
All might mi aveva spiegato come funzionava, ma era un pò difficile da gestire, perfino con le mie grandi abilità. dovevo sempre stare attento a non esagerare o mi ferivo sul serio. In fondo sono solo due settimane che lo possiedo, prima o poi imparerò.
"Todoroki è a terra vince midoriya." Dichiarò il professore. Tornai quindi trionfante dal gruppo delle mie nuove fan girl e Katsuki.
"Ehi, come sono andato?"
"Potevi farlo subito e risparmiarci quella scenetta."
"E il mio divertimento in tutto ciò dove lo metti?"
"Scegliendo lo butterei fuori a calci."
"Sei cattivo quando fai così kacchan."
"Non ascoltarlo, è un vecchio brontolone sei stato una forza!"
"Sei il primo a battere così velocemente todoroki ma come hai fatto?"
Mi chiesero Ashido e Uraraka.
"Eheh prima o poi ve lo spiegherò però ora scusate temo di aver esagerato davvero con lui, vorrei accompagnarlo in infermeria."
Corsi quindi dal prof e lui acconsentì, in modo da non interrompere gli allenamenti.
Eravamo in infermeria, dopo che la vecchia dottoressa curò Todoroki, dovette assentarsi un attimo e mi chiese di attendere che tornasse per non lasciarlo da solo.
" Senti un pò perché non lo hai usato?" chiesi incuriosito.
" Cosa scusa? "
"Il tuo secondo quirk. Fuoco giusto? Ti usciva del vapore caldo prima."
"Sono fatti miei, tu piuttosto perché non hai attaccato subito come hai fatto alla fine."
"Ti stavo analizzando."
"Ché?"
"I movimenti, il tuo utilizzo del quirk, registravo tutte le informazioni nella mia testa. Beh sai, saremo compagni di classe per tre anni, voglio capire con chi ho a che fare sin da subito. Immagino che sia un problema che riguarda tuo padre. Giusto?"
"Come?!" urlò sorpreso, ma non è che fosse questa grande sorpresa. Lo avrei capito anche senza aiuto, da tutti i piccoli dettagli che presto gli avrei elencato.
"Stamattina sei rimasto apatico tutto il tempo fino a quando non ho nominato il fattore padre bastardo. Tuo padre è endevar l'eroe delle fiamme. Ed infine non vuoi utilizzare il tuo quirk fuoco. Secondo te cos'altro dovrei pensare?"
"Si hai ragione, ma comunque non sono fatti che ti riguardano."
"Si va bene. Adesso ho capito perché stai così antipatico a kacchan. Lui odia chi non usa al massimo il suo potenziale."
"In quel caso odia anche te che perdi tempo a giocare no?"
"Ahahah! No, non credo proprio. C'è un motivo se mi trattengo e comunque lui non mi può forzare a fare cose che non voglio."
"Chissà quanto litigate."
"A dire il vero è molto più docile di un tempo. Da piccoli era tutta un'altra faccenda."
"Bakugou e docile nella stessa frase? Non ci crederò finché non lo vedrò."
Poi recovery girl rientrò. "Sono tornata, adesso puoi andare."
"Grazie. Allora ci si vede più tardi, grazie della chiacchierata."
"Ah, prego."
Tornato in palestra...
"Midoriya! Sei tornato!"
"Che mi sono perso?" Chiesi alle ragazze.
"Noi due che vincevamo." dissero la rosa e quella che pareva proprio una ranocchia.
"Accidenti ed io che ero pronto per fare il tifo."
"Ci siamo ancora noi a cui puoi farlo." disse la ragazza invisibile, indicando lei è altre. Indicando, bè, almeno con il guanto del suo costume potevo vederle le mani.
"Non mancherò di certo l'opportunità.
Chi si sfida adesso?"
"Kirishima contro bakugou devono ancora partire." Rispose.
"Ho un'idea, ragazze vi va di vedere bakugou arrossire?"
"E ce lo chiedi?!"
" Cioè ma lo può fare?"
" Guardate. "
Mi avvicinai a lui e gli sussurrai a poca distanza.
"Kacchan, se vinci ti darò un bel premio come quello di stamattina."
Poi mi allontanai e gli urlai
"Non andare al tappeto subito!"
"Per chi mi hai preso stupido nerd!"
Strillò di rimando tutto rosso in volto. Le ragazze intanto, stavano scoppiando dalle risate.
"Che cosa gli hai detto per farlo arrossire così?!"
"Eheh segreto. È una cosa che posso fare solo io."
Durante la lotta, kirishima notò i vari succhiotti che Bakugou portava sul collo.
"Bakubro ma questi?"
"Zitto!" Gli rispose atterrandolo e terminando così la sfida.
- Negli spogliatoi -
"Ehi midoriya come hai fatto a conquistare così le ragazze qual è il segreto?" Mi chiese il nano dalla capigliatura a grappolo.
"Innanzitutto, non ci sbavo dietro come un cane a differenza tua da quel che ho potuto vedere. Comincia a trattarle col rispetto dovuto e forse ne troverai una disposta a rivolgerti la parola."
"Ahahah ci ha preso in pieno su di te!" Disse la SAETTA. Sero invece, si guardò attorno e chiese:
"Ma dov'è finito bakugou? Non sè visto manco prima."
"Mi pare che avesse detto di aver lasciato qualcosa in classe. Anzi meglio che vada a cercarlo, ci vediamo al dormitorio." Dissi uscendo da lì.
Nell'aula, Katsuki era seduto al suo posto e sospirava. Richiama la sua attenzione picchiettando con le dita lungo la porta dell'ingresso e avanzando dopo, verso lui.
"Ehi, sei stato bravo prima. Cos'è successo che ti ha fatto scappare?"
"Kiriscemo ha visto quello che hai combinato al mio collo."
"E allora?" Chiesi un poco divertito dalla cosa. Quel punteruolo rosso appiccicoso non mi piaceva affatto.
"E allora?! E allora adesso mi assillerà di domande."
"E tu, digli come stanno le cose."
"E come stanno le cose? Perché ancora non l'ho capito nemmeno io! "
Sapevo che non avrebbe ancora potuto darsi una risposta, perché non capiva davvero la situazione in cui era, ma i suoi modi di fare mi infastidirono parecchio in quel momento.
"Sai, non mi piace affatto questo tuo tono verso di me, io volevo darti un premio per essere stato bravo e aver vinto, ma invece sarà meglio che ti punisca per i tuoi modi sgarbati."
"Cos-non vorrai mica-questa è la scuola!" Mi rispose rosso come un peperone.
"Quindi meglio se ora stai zitto o ci scopriranno subito."
"No ti prego, non qui per favore."
Gli presi con forza i capelli, facendo sì che il suo sguardo fosse rivolto verso di me, mentre mi appoggiavo al suo banco.
"Vedo che i tuoi modi di fare migliorano solo con le minacce. Adesso smettila di agitarti ed inginocchiati."
Mi guardava sperando che cambiassi idea. Ma quel suo modo di fare, mi fece solo infuriare di più.
"Kacchan sono serio, non vuoi che ti faccia male come giorni fa, giusto?"
Lui si inginocchiò davanti a me, gli misi il volto davanti al mio pacco.
"Succhiamelo. Fai un buon lavoro e ti perdonerò per aver fatto il cattivo."
Iniziò a succhiarmelo, era così distratto che non si accorse che qualcuno era venuto a cercarci. Il suo amico kirishima era davanti alla porta e stava guardando la scena incredulo.
Con un ghigno sul mio volto, alzai una mano e la portai al viso per fargli segno di stare zitto e subito dopo se ne andò. Poi quando venni nella sua bocca, gli feci ingoiare tutto il mio seme.
"Ben fatto kacchan. Stai diventando bravo in questo genere di cose. Dovrò tenere il tuo guinzaglio ancora più corto se voglio evitare che qualcuno mi tolga la tua compagnia."
"Deku ancora non mi hai risposto."
"Su cosa?" Era ancora inginocchiato davanti a me.
"Noi... Cosa siamo?"
"Tu cosa pensi?" Ma sapevo già cosa avrei ottenuto facendogli quella domanda. Nulla. Il ché, se fosse davvero stato in sé, sarebbe stato impossibile. Aveva sempre qualcosa da dire. Ma ora no. Ora attendeva sempre che fossi io il primo a parlare.
"Siamo cucciolo e padrone, giocattolo e proprietario. Ma stavolta, sei tu il pupazzetto e non Deku. Obbedisci alle mie regole e non ti farò la pelle, violale e ti punirò a dovere. Comunque... Non eri tu quello contrario a fare certe cose nella scuola? Eppure ciò che vedo mi pare tutto il contrario."
Indicai il rigonfiamento notevole dei suoi pantaloni e lui arrossì.
"È colpa tua"
"Colpa mia dici? Quindi dovrei aiutarti. Non pensi?"
"Non qui! te l'ho già detto."
"Resisterai fino al dormitorio?"
"Non voglio farlo in classe, almeno questo."
"Muoviamoci allora, per tua fortuna tieni sempre i pantaloni bassi, si noterà appena se starai attento."