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La follia che ci unisce (My hero academia)

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Blurb

Izuku è scomparso da un'anno. Katsuki, si reputa colpevole, solo ora capisce di essere stato crudele con lui. Fatica ad accettare la possibilità che il suo amico d'infanzia si sia tolto la vita per raggiungere la madre, morta poco prima della sua sparizione. Per aiutarlo, sua madre lo fa visitare da uno psicologo e la cosa sembra funzionare. Fino a quando, un giorno durante un'uscita di classe, bakugou non vede qualcuno di simile a Deku. Si convince che sia il suo fantasma, tornato per punirlo e impazzisce. Ma Izuku sta più che bene. Ed ha una ragione per essere ricomparso solo ora e soprattutto, per essere in fuga, sia villain che Hero gli danno la caccia, questi ultimi solo per capire perché dovunque il verde vada, succede il caos. E sarà lo stesso Izuku, a svelare il mistero.

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Quella situazione assurda
"KATSUKI, FATTI VIVO PIÙ SPESSO CHIARO!"  Urlava mia madre per telefono quella mattina.  "Capisco anche senza il tuo gridare vecchia strega!"  Riattaccai subito dopo quella frase. Col fatto che alla UA, dove adesso studiavo, erano stati costruiti i dormitori, passavo pochissimo tempo a casa. E mia madre credeva che alla lunga, questo avrebbe potuto farmi male. Come se lo stare lontano da quella fosse un male. La ragione la conoscevo bene. Soprattutto visto il periodo a cui ci stavamo avvicinando.  Era passato parecchio tempo da quando deku era scomparso. Quasi un anno per l'appunto.  Fu subito dopo la morte di sua madre, non ci fu neanche l'occasione per fargli le condoglianze al funerale che si dissolse nel nulla.  Gli avevo sempre detto di sparire, che un senza quirk come lui, poteva solo morire e sperare di rinascere con un nuovo potere. Non pensavo potesse succedere davvero. Non pensavo che lo avrebbe davvero fatto.  Per tutti fu chiaro che si fosse tolto la vita, dopo aver perso l'unica famiglia che aveva. Per me fu terribile, in vari mesi di terapia con uno strizzacervelli, ero quasi tornato normale. Non del tutto per la vecchia che continuava a stare in ansia. Tutto sommato, stavo bene. Ma non abbastanza per quello che sarebbe successo quel giorno. Eravamo in città con tutta la classe per visitare una mostra, poi ci fu un esplosione. Dei villain che stavano inseguendo un obiettivo, avevano coinvolto l'intera città in quell'assurda caccia. Quasi tutta la classe, si adoperò per mettere in sicurezza i cittadini e isolare la zona, io no. Ero pronto a combattere insieme ad altri. Arrivammo a sfidare diversi di loro. "Levatevi mezzi Hero, noi vogliamo solo quel ragazzo!" gridò l'idiota che avevo davanti.  "Hah! Col cazzo che mi levo! Avete distrutto mezza città per dare la caccia ad un moccioso? E chi sarebbe per creare così tanti problemi a tutti eh?"  Mi voltai verso dove, il villain, indicava ed in quell'istante, credetti di essere impazzito. Un ciuffo verde spuntava da una nube alzata si dalle macerie, sebbene il suo profilo, sembrasse diverso rispetto al passato, non potevo non pensare che fosse lui.  Finalmente era tornato per vendicarsi. Avevo aspettato mesi di vederlo arrivare per uccidermi, come io avevo portato lui a fare. "Deku…" Sibilai, appena prima che lui ed i villain sparissero un'istante dopo. Da quel giorno, cominciai ad impazzire sul serio. Un mese più tardi - Deku pov.  Era passato un mese da quando avevo fatto la cazzata più stupida della mia intera vita.  A pensarci bene, forse non era stata quella, ma ciò che aveva creato la situazione di merda in cui mi ero cacciato dopo. Non ne ero pentito, per nulla, ma ammetto che sul momento non pensai alle future conseguenze. Ed ora, ogni villain che conosceva la mia faccia, mi stava dando la caccia. Un giorno camminavo per le strade, quando quattro villain, mi riconobbero e cominciarono ad attaccarmi in mezzo a tutti. "Ebbasta! Non ne posso più! Volete lasciarmi perdere una buona volta?!"  Dissi esasperato. Ne atterrai due, ma se ne aggiunsero altri, ero in seria difficoltà. Per mia fortuna o sfortuna, arrivarono gli Hero. Tentai di sgattaiolare via, ma proprio quando stavo per farcela, uno dei villain pensò bene di prendere un ostaggio. Gli Hero, spaventati da ciò che avrebbe potuto fare il cattivo a quella donna, si fermarono e si tennero a distanza. Decisi d'intervenire, come un ninja, mi trasportai dietro le spalle del sequestratore e gli dissi all'orecchio: "Non ti hanno insegnato a non far del male alle donne?" Prima di paralizzarlo liberando l'ostaggio e bloccando il tizio a terra. Era tutto finito e mi stavo allontanando, quando un Hero mise le manette anche a me. "Mi dispiace, ma è da un mese che ti cerchiamo quindi ora vieni con noi."  "STAI SCHERZANDO?!?"  Urlai. maledetto me e il mio senso di giustizia. Però quella donna somigliava alla mamma, non potevo non aiutarla.  Quindi adesso, ero in una sala interrogatori, con due poliziotti e quel coglione che mi aveva preso che strillavano come matti.  "Ve lo ripeto, non so nulla di nulla. Sono qui ingiustamente e gradirei molto essere rilasciato, adesso."  "Ti prendi gioco di noi?! Nell'ultimo mese eri ovunque dei villain iniziassero una rissa e dovremmo credere che fosse tutto un caso?" disse il poliziotto che sembrava una polpetta.  "Aimè, le coincidenze capitano. Credete quello che volete, non dirò più nulla."  Vidi quell'agente davanti a me diventare rosso dalla rabbia, quasi sul punto di esplodere, poi una voce disse a quelli di uscire.  Speravo di tirare un pò il fiato, ma entrò l'ultima persona che mi sarei aspettato di vedere lì.  All might era davanti a me e con lui un'altro poliziotto. "Ciao ragazzo è molto che non ci vediamo."  Disse il grande eroe. Ci pensai su, era passato praticamente un'anno da quando lo avevo conosciuto di persona, da allora ero cambiato, non ero cresciuto molto, ma i miei muscoli erano ben visibili, prova di tutti gli allenamenti eseguiti. Ridacchiai al fatto che si fosse ricordato di me, la maggior parte delle persone, uno come ero io, lo avrebbero subito scordato.  "Quindi, ti ricordi di me."  "Non ero sicuro, dato che mi hanno parlato di un ragazzo con un quirk, ma quando ti ho visto, non ho avuto dubbi. Ne sono rimasto colpito."  "Già, beh alcune cose a volte cambiano."  "Hai ragione. E non ti andrebbe di dirci cos'è cambiato di preciso?"  "Mmm dipende." feci loro abbossando un sorrisetto.  "Da cosa?" mi chiesero.  "Non credo che sarebbe un racconto interessante, per quelli qui dietro allo specchio, sarebbe meglio che la conversazione fosse solo tra noi."  All Might fece un cenno e percepii quelli dietro lo schermo uscire dall'altra stanza. "Inizia pure." Disse. Sospirai squotendo la testa poi li guardai dritti in faccia.  "Ho detto solo fra di noi, non sono così scemo, il microfono è ancora acceso."  "Spenga il microfono per favore." disse l'altro poliziotto che si era presentato come Naomasa Tsukauchi.  "Grazie." almeno adesso eravamo davvero solo noi tre.  "Perché hai voluto che fosse solo tra di noi?" chiese l'eroe.  "Immagino che se questo poliziotto sia qui è perché è uno di cui ti fidi."  "Hai detto bene."  "Quindi, non sarà un problema se salterà fuori qualcosa riguardo al tuo quirk e la sua storia giusto?" gli rivolsi la domanda con calma e naturalezza, osservandolo mentre se ne andava nella più totale confusione.  "Come la conosci?!"  "Stai calmo, ci manca solo che mandi in panico il number 1 hero e poi sì che posso dire di essere fottuto."  Quando tornò a sedersi, ripresi il discorso.  "Dunque da dove comincio... Ah sì, facciamo dopo il nostro incontro. Ero deluso da me stesso per essermi illuso di farcela anche senza poteri, ma qualcuno mi osservava. si presentarono come lega dei villain e mi offrirono un quirk se mi fossi unito a loro. Ovviamente rifiutai, anche se il desiderio, era grande. Due settimane e tre rifiuti dopo, mia madre morì, dissero che gli Hero non erano riusciti ad intervenire in tempo e lei era morta." " Mi dispiace di questo." La faccia triste di All Might, mi fece scappare una risata. Povero number one Hero, così ingenuo e dal cuore puro. "Ahah, ma la colpa mica è tua! No, la colpa della sua morte è solo mia."  Mi guardarono per cercare chiarimenti su quella affermazione. "Oh andiamo! non ci vuole un genio per arrivarci. I villain mi volevano a tal punto da creare l'occasione perfetta per incrementare il mio odio verso gli Hero e farmi unire a loro, il tutto usando mia madre. Quindi in seguito conobbi All For One, tua vecchia conoscenza a sentire lui, che mi diede un quirk e da quel momento mi allenai nel suo utilizzo."  "Hai partecipato a degli attacchi?" chiese l'agente.  "No mai, passavo tutto il tempo al covo per allenarmi, mi dissero di prepararmi al meglio e che sarei entrato in gioco al momento oppurtuno. Ma in realtà, il fatto che li assecondassi, era una banale scusa per scoprire chi fra loro, aveva ucciso mia madre. Non mi ci volle molto per capirlo e comunque, non mi sarei mai unito a quel gruppo, dovevano aspettarsi che li avrei lasciati appena ottenuto ciò che volevo."  " Quindi ti cercano perché sei scappato da loro?" continuò il poliziotto.  " Non proprio, direi che è più per quello che ho fatto prima di scappare." "Ma tu sai dove si trova adesso all for one? è un essere molto pericoloso, puoi dircelo?" chiese l'hero facendomi tornare a ridere.  "Ahahah certo che so dov'è!" Indicai il pavimento.  "In un rifugio sotto il terreno?" azzardò Naomasa.  "Ahahah buona questa! No, intendevo dire proprio sotto terra, morto e stecchito." all might saltò in piedi dalla sedia.  "Morto?!? Sei sicuro?"  "Certo che sono sicuro! Ce l'ho spedito io! Perché credete che tutti mi diano la caccia? Sono l'assassino del più grande capo villain di tutti i tempi. Vogliono tutti togliermi di mezzo per ottenere il monopolio del mondo del crimine."  "Com'è possibile che tu sia riuscito ad ucciderlo?"  Oh, domanda intelligente caro il mio sbirro.  "Me lo domando anch'io. So solo che lo volevo così morto che quando mi sono avvicinato, il suo quirk si è appiccicato a me e con quello e tutti i poteri rubati al suo interno, l'ho ucciso." "Ma come ha fatto ad incollarsi a te non capisco? " chiese All maght.  "Genetica? Ah, non vi ho detto che quel bastardo era mio padre. Credete che avrebbero voluto così tanto un banale senza quirk inutile tra loro?"  Avevano entrambi gli occhi spalancati per la sorpresa. Dopo aver preso qualche respiro, Naomasa ritornò al suo interrogatorio.  "Quindi fammi capire. Tu stai fuggendo da tutti i villain dopo aver ucciso il loro capo e tutto da solo, MA CHE HAI IN TESTA?!"  "Lo so, ma neanche mi sono accorto di averlo ammazzato. Il ché mi dispiace, avrei voluto che pagasse un prezzo più alto per ciò che ha fatto a mia madre. Ma sapete quanto cavolo è difficile controllare 300 quirk in una volta?! È una cosa terribile." "HAI 300 QUIRK!!!???!?" Quel duetto di voci, quasi mi rese sordo per il tono del volume.  "Oh no, non più. Me ne sono sbarazzato. Alla fine ne ho conservati ben pochi, non arrivo neanche a 5 ma sono utili e facili da gestire."  "E come te ne saresti sbarazzato?"  "Li ho riversati su un nomu e quello è esploso, sono creature create in laboratorio da base umana ma credetemi, non arrivano ad avere più nulla di umano alla fine."  "Senti ragazzo" Cominciò a dire l'agente. "Vorrei crederti, ma la cosa qui mi sembra assurda."  "Davvero? Signore il suo quirk qual è?"  "Sciolgo i materiali."  "Oh, interessante."  Posai le mani su di lui, per poi alzarle davanti a loro e sciogliere le manette che mi stavano uccidendo i polsi. "È davvero un bel quirk, non c'è che dire."  "Come hai…"  "Si rilassi, ora glielo restituisco. Come vede, non sto mentendo. Conosce il tipo che All For One era All Might, non avrebbe consegnato il suo quirk ad altri."  "Questo è vero. Che intenzioni hai adesso?"  "Prima che mi catturaste? Continuare la fuga. Ma non so dove potrei andare, ormai non ho più nessuno."  Gli vidi accendersi una lampadina in testa.  "Perché non vieni alla UA? Lì sarai protetto finché non cattureremo i seguaci più accaniti di AFO e potrai diventare un eroe come sognavi. Inoltre, se sai la mia storia, saprai che posso trasferire il mio quirk e vorrei fossi tu ad averlo. Anche se da quanto hai detto non ti serve a molto un altro quirk, ma sei la persona giusta per riceverlo." " Ma ti rendi conto di quello che dici?! Ti sei bevuto il cervello forse? Sono il figlio di un mostro! " "No, sei un ragazzo che per salvare una donna, si è fatto arrestare a dispetto degli Hero attorno che non hanno saputo come agire. Avrei dovuto fare lo stesso quando ti conobbi, forse le cose sarebbero diverse." Sospirai poggiando la schiena totalmente contro lo schienale.  "Tante cose sarebbero diverse se si potesse tornare indietro, ma questa è la vita reale, qui non c'è nessun tasto reset, per cui pensa bene a quanto mi hai detto, perché una volta fatto, non si torna indietro."  "Lo so, ma voglio fidarmi di te. Che ne dici?"  Lo guardai attentamente, mi sorrideva come in tutte le immagini di lui che avevo avuto per casa.  "Per quanto tutto questo sia folle... Accetto."  "Un'altra cosa. Ecco un mese fa, furono coinvolti degli studenti della nostra scuola, uno di loro, come dire.. non uscì bene dallo scontro."  "Ferito grave?"  "Non come si potrebbe pensare. Nel senso, è grave, ma non ferito. Vedi è un problema mentale, forse qualcosa causato da uno dei quirk liberati." provò a suggerire.  "Impossibile. Se anche fosse, l'effetto sarebbe svanito col potere. E di quelli che ho nessuno causa un problema del genere."  "Speravo potessi aiutarci, il giovane bakugou è un aspirante Hero con carattere difficile, ma molto promettente."  Quel nome, catturò la mia attenzione.  "Bakugou ha detto? Katsuki Bakugou?"  "Si, lo conosci?"  "Ahahahah, quanto è piccolo il mondo a volte! Certo, lo conosco bene, eravamo amici d'infanzia, fin quando non decise che ero più utile come sacco da box, visto che non potevo difendermi dai suoi attacchi. Comunque è acqua passata, ora non ho niente contro di lui. Che gli è successo?" Lo vidi leggermente sconvolto. Ma effettivamente, quanto detto era vero. C'era stata gente che mi aveva fatto di peggio, a questo mondo.  " ...È impazzito, un professore lo ha trovato che cercava di uccidersi col suo stesso potere mentre urlava che un certo deku, era tornato per ucciderlo, come aveva fatto con lui. " Ah, questo non me lo aspettavo." " Sai chi sia deku?"  " Sono io, o meglio, è il soprannome che lui mi ha dato. Spesso mi diceva che forse morendo sarei rinato con un Quirk, deve aver pensato che dopo mia madre, mi fossi ucciso. Il mese scorso deve avermi visto nella calca della situazione e avrà pensato male come suo solito. Dov'è adesso? "All'ospedale psichiatrico. Se tu riuscissi a farlo tornare in sé, sarebbe bello."  "Ci proverò. Ma quello è uno zuccone, non so cosa potrò inventarmi per cambiare queste sue idee malsane." Quella notte, mi fecero dormire in centrale. Almeno non mi avevano buttato in cella, però stare lì al chiuso mi dava comunque sui nervi. Il giorno dopo, contattarono i genitori di Katsuki. Mi chiesero di parlarci al telefono perché anche loro mi credevano morto. Potevo sentire il sollievo della zia nel sentirmi pronunciare il suo nome. Gli dissi che ci saremmo visti all'ospedale e che avrei cercato di fare qualcosa con quella testa di rapa di suo figlio. E mi sembrò davvero felice di sentirmi parlare in modo differente da quello che avevo prima.  "È da questa parte ma fai attenzione, abbiamo dovuto aumentare le dosi dei calmanti negli ultimi giorni dopo l'ultima crisi che ha avuto. È sveglio ma non è molto in sé."  Ero arrivato prima, scortato da All Might e quell'altro tipo. Lui mi presentò al medico di Katsuki che mi Portò da lui. Mi fecero entrare nella sua stanza, era completamente bianca, i pavimenti, le pareti, il soffitto perfino.  Conoscevo Katsuki sin da quando ero piccolo e credetemi, se quel posto opprimeva me, dopo solo cinque secondi che ero lì, figuratevi lui. Restare lì avrebbe solo peggiorato le cose. Lui era sul letto o meglio, era seduto per terra con le braccia e la testa sul bordo del materasso. Forse era svenuto dopo aver provato ad alzarsi.  "Ehi, tutto bene? "  Mi avvicinai per aiutarlo, lui si girò e provò a colpirmi attivando il suo Quirk, ma riuscii a bloccarlo con facilità per poi schiacciarlo contro il muro. Aprì meglio gli occhi guardandomi in cagnesco, ma quando vide chi ero, la sua espressione cambiò del tutto. "De-ku?" Delle lacrime gli rigarono il volto. "Ciao Katsuki è tanto che non ci si vede." dissi sorridendo. Lui mi abbracciò all'improvviso. Ero sorpreso. Quella sua reazione mi lasciò talmente stupito, da non saper come reagire, ma prima che potessi fare qualcosa, lui mi parlò in sottovoce. "Sei... Davvero tu?"  "non lo hai già visto da te?"  Lui si staccò da quell'abbraccio e mi guardò attentamente. Non potei trattenere una piccola risata, era davvero buffo come si stesse comportando. Il che, era parecchio interessante per il sottoscritto.  "Sei tu." realizzò infine.   "Non lo avevo già detto?" Mi abbracciò di nuovo, stringendosi più forte a me.  "Ehi, da quando sei così affettuoso? E poi non ricordavo che piangessi così tanto." "Finalmente sei arrivato. Uccidimi."  Come? E no caro, troppo facile così. Se davvero eri dispiaciuto per quello che mi avevi fatto, dovevi pagare in un altro modo. Lo allontanai da me e lo guardai storto con un volto deluso. "No. Non sono qui per assecondare i tuoi folli desideri."  "Non... mi vuoi più... con te?"  Sbattei più volte gli occhi. Pensai un attimo a ciò che mi era stato detto, per poi sbattermi una mano sulla faccia per com'ero stato stupido a non capirlo prima. "Ascoltami bene... NON-SONO-MORTO CHIARO?!"  "Ma tu sei qui, sei un fantasma."  "Ma che cavolo dici?!"  "Nessuno viene qui, nessuno sano di mente ci verrebbe, nessuno vivo."  "Allora devo essere pazzo quanto te per esserti venuto a prendere. Comunque la colpa è solo tua, mi hanno detto che col tuo quirk hai creato a tutti non pochi problemi. Beh, adesso è meglio andare. Su vieni, gli zii ci staranno aspettando."  Mi voltai andando verso la porta, pensando che quanto detto potesse bastare a convincerlo che non era del tutto pazzo, visto che ero vivo e non ero uno spirito risorto per dargli il tormento... Non ancora quantomeno. Mi afferrò un polso con forza, mi voltai "E adesso che cosa c'è?" Gli chiesi. "Non vuoi uccidermi?"  "Mi chiedi se ti voglio morto? Perché?"  "Per... Io... Ti ho..."  "Bullizzato? Picchiato? Deriso, umiliato? Rovinato la vita? Oh no Katsuki, sappi che ti voglio vivo più che mai, ma fossi in te mi preparerei a pagarne le severe conseguenze."  Sciolsi la presa che aveva su di me e gli afferai il volto con una mano. "D'ora in avanti, farò a pezzi il tuo orgoglio, ammesso che te ne resti dopo questa faccenda. Diventerai il mio giocattolo personale. Questo è il prezzo che dovrai pagare, soprattutto per essere venuto a recuperarti fin quaggiù. Questo posto è tremendo, anche peggio del carcere. Ed ora andiamocene, odio maggiormente i luoghi che sanno solo di disinfettante." Per la seconda volta provai ad uscire di lì ma lui si aggrappò di nuovo a me, stavolta alla mia giacca. " Ma ti piace così tanto questa stanza da non voler venire via?" " Posso restare con te?" "SANTO CIELO! che razza di droghe ti hanno dato. Quasi non ti riconosco, non fosse per come mi hai attaccato prima, potrei giurare che tu sia qualcuno preso per sbaglio. Non ti facevo una tale scocciatura. Coraggio andiamo."  Gli avvolsi un braccio attorno alle spalle e lo trascinai via. Alla fine del reparto c'erano, oltre i suoi genitori, anche all might e un'altro tipo che sembrava un barbone e il medico di Bakugou.  " Ecco qui, come vedete non è al 100% della forma, ma non è pazzo. Quanto meno, tornerà in sé appena comprenderà meglio che non sono un'allucinazione... Credo. " Il medico guardò me e poi Katsuki e alla fine parlò.  "Direi, visto che sei il primo fra tutti ad avvicinarsi abbastanza per toccarlo, possiamo farlo uscire affidandolo a voi. Però credo sia meglio che il ragazzo rimanga con vostro figlio. Data la situazione, potrebbe avere una ricaduta."  "Izuku, scusa per il guaio in cui sei incappato."  "Figurati zia." aveva un volto sconvolto. Forse neanche credeva più che kacchan sarebbe ritornato con loro.  "Ti andrebbe di restare con noi? Il signor All might ci spiegava che presto anche tu andrai alla UA, fino a quando i documenti non saranno pronti, ti servirà una casa in cui stare." Chiese lo zio Masaru.  Guardai verso i due eroi per capire meglio cosa volessero fare. Poi quello vestito barbone parlò. "Finché resterà in casa, non ci saranno problemi. Forse in questo modo, anche l'altro ragazzo si calmerà e tornerà esplosivo come al solito. In ogni caso avete due settimane prima di tornare a scuola."  "Allora accetto." Dovevo ammettere, che era tanto che non vedevo i genitori di Katsuki. Dà prima che mamma morisse. Non erano cambiati molto, soprattutto la zia mitsuki, anche se adesso, era più calma del solito.  Varcata la soglia di casa Bakugou, kacchan svenne e per poco non cadde a terra. Lo afferrai appena in tempo da evitargli un brusco scontro col pavimento.  "Katsuki!" gridò la zia preoccupata.  "Tranquilla zia, dev'essere colpa dei farmaci, ci vorrà un paio di giorni per farli sparire dalla circolazione. La sua stanza è sempre la stessa?"  "Si izuku. Vuoi una mano a portarlo?"  "No tranquilla, è più leggero di quanto sembri, temo dovrai cucinare molto più del solito per rimetterlo in sesto."  Lo mollai sul suo letto e feci per andare via. "Dove vai?" se ntii Sussurrare.  "Di sotto, tu è meglio se resti a riposo."  "Resta anche tu."  "Da quando hai paura di stare da solo nel letto?" Non rispondeva, mi guardava fisso con quei suoi rubini, ora opachi per colpa di tutte le medicine che aveva preso. "Ok resto, ma sappi che d'ora in poi sarai tu a dover assecondare i miei desideri e non il contrario."  Mi sedetti sul letto accanto a lui, mentre mi stringeva una mano accoccolandosi vicino a me. "Dormi pure kacchan, non credo sarai più così tranquillo d'ora in avanti."

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