CONFIDENZE

2854 Words
CONFIDENZEApro gli occhi disorientata e mi guardo intorno, ricordo di essere a casa di Linda. Mi sono appisolata di nuovo, ero decisamente stanca e rintronata dal caldo. Lei è in cucina, la sento trafficare. “Che ore sono?” le urlo per farle sapere che mi sono svegliata. La sento correre scalza verso la mia stanza, si affaccia sorridente. “Sono le sei e mezza, io sto facendo la pizza!” mi annuncia entusiasta con un sorriso che le va da un orecchio all’altro. Sembra una bambina. “Ottimo!” le dico. Lei si intrufola in camera e noto che si è messa comoda, indossa solo una t-shirt bianca che le copre appena le natiche. “L’ho stesa adesso, ci ho messo sopra il prosciutto e i funghi sott’olio, a te piacciono i funghi?” “Io adoro la pizza, Linda, sotto qualsiasi forma e colore si presenti.” Ride festosa, è felice come una pasqua, il suo entusiasmo mi ricorda tanto quello di Alessio e capisco perché sono rimasti amici per così tanto tempo anche se non si sono più rivisti. “Bene, tra un’oretta circa ceniamo.” “Ok, allora ho il tempo di fare una doccia, mi sento uno schifo!” “Certo, fai come se fossi a casa tua!” Mi chiudo nel bagno e mi infilo sotto il getto rigenerante dell’acqua, cerco di rilassarmi e di non pensare a niente, voglio solo levarmi di dosso questo maledetto senso di vuoto che mi scava il petto ogni volta che mi fermo a pensare a lui. Lo so che non fa sul serio, presto o tardi la rabbia si dissolverà e lascerà il posto all’affetto, perché lui mi ama, di questo sono certa, quando saprà di avermi punita a dovere, si rifarà vivo. Dovrò solo avere la pazienza di aspettare, anche se le sue ultime parole mi rimbombano ancora nella testa. “Non voglio più vederti, Giulia, non farti più sentire, scompari, esci dalla mia vita una volta per tutte!” Respiro a fondo e cerco di non pensarci, adesso; penso invece a Felipe e a Linda che sembrano così felici di riavermi nelle loro vite! Dopo il bagno indosso anch’io qualcosa di comodo e raggiungo Linda che sta infornando la prima pizza. “Fatti aiutare, su!” “Oh non ti preoccupare, ho tutto sotto controllo. Ti senti meglio adesso?” “Decisamente, non sono riuscita chiudere occhio a Milano, ero troppo agitata e mi sentivo anche in colpa con Felipe. Tuo fratello si sta comportando con molta diplomazia, io al suo posto mi sarei già mandata in culo.” “Mio fratello è una forza della natura, Giulia, è molto cambiato da quando... beh sì, da quando hanno perso la bambina. È diventato più forte.” “Sì, l’ho notato anch’io. La sofferenza o ti distrugge o ti fortifica. Felipe è un uomo di carattere, riesce sempre a vedere il lato buono della vita e questo lo predispone a un’ottima autodifesa” le dico ripensando ai sacrifici che ha saputo affrontare nella vita. Quando lo conobbi, aveva messo da parte una laurea in Ingegneria, presa con enormi sacrifici suoi e dei suoi familiari, per guadagnarsi da vivere, onestamente e con dignità. “Vero. Lui è sempre stato così, non si è mai tirato indietro davanti alle difficoltà. È sempre stato... come dite voi, ‘pilar’ della nostra famiglia.” “La colonna portante, sì, immagino.” Le si inumidiscono gli occhi mentre parla del fratello, si vede che sono molto legati. “C’è sempre stato per noi tutti, sempre, anche quando è stato male, dopo l’incidente di Maria, all’università. Ha avuto troppe batoste dalla vita il mio povero fratellino, e dopo la perdita della bambina è diventato più duro, più... egoista, pensa di più a se stesso, alla sua vita, ecco!” “Certo, è normale e giusto che sia così Linda. È un meccanismo di autodifesa, a un certo punto decidi di mandare in culo il mondo e di seguire la tua strada” le rispondo con molta serenità. Lei mi guarda negli occhi e mi sorride. “Sì, però non ha mai avuto la forza di lasciare te, non lo vedevo così felice da... non lo so nemmeno io da quando!” Mi riempie di gioia sentirle dire queste cose. “Non so davvero cosa abbia fatto per meritare una fortuna simile!” le dico e mi siedo su una delle quattro coloratissime sedie che rallegrano questo cucinino. Linda mi raggiunge, ne afferra un’altra, la piazza di fronte a me e si siede appoggiando i piedi nudi sulle traverse. Messa così, posso chiaramente scorgere le sue mutandine color pesca. La maglietta poi ha uno scollo così ampio che le lascia scoperta una spalla e mi accorgo che non c’è traccia del reggiseno. È praticamente nuda e la cosa mi mette un po’ a disagio. “Perché dici così?” mi chiede e mi punta quegli occhioni addosso. “Sei una bellissima donna, Giulia, e... poi c’è qualcosa in te che non ho mai trovato in nessun’altra. Tu riesci a capire le persone che hai davanti ed hai l’umiltà di farle sentire a loro agio. Non hai la presunzione che in genere hanno le persone intelligenti. Sei così dolce!” Dice e intanto mi stringe il braccio, mi guarda in un modo che mi colpisce allo stomaco. Non capisco se mi sta spiegando le ragioni di suo fratello o le sue. Mi sento profondamente lusingata da quello che ha appena detto ma sono anche molto imbarazzata. Lei se ne accorge probabilmente perché cambia espressione e si affretta ad aggiungere: “Me lo ha detto Felipe, la prima volta che mi ha parlato di te.” “Grazie Linda” le dico e le accarezzo la mano. Lei mi regala un meraviglioso, candido, sensualissimo sorriso. Alle otto la cena è pronta, ho una fame pazzesca e la pizza di Linda mi sembra ottima, meglio di tante altre provate in giro. La mangiamo entrambe con gusto annaffiandola con abbondante birra ghiacciata, e ci raccontiamo un po’, lei mi parla della sua vita fiorentina, e di quando si è trasferita qui con Susy. Io le racconto del mio viaggio a Barcellona e della mia unica esperienza lesbica vissuta lì, quando ancora sperimentavo strade diverse, prima di trovare la mia. Non so nemmeno io perché ho tirato fuori questo lontano episodio, forse per farla sentire a suo agio? Linda mi sorprende dimostrandosi una donna estremamente intelligente. Io e lei non abbiamo mai avuto veramente l’opportunità di conoscerci, non siamo mai state abbastanza insieme, e in quel poco tempo c’è sempre stato tra noi suo fratello, che ha provveduto a tenerci a debita distanza. Sorrido quando mi torna in mente l’ultima sera in cui sono stata con loro al villaggio, quando Linda ballò con me quel sensualissimo mambo, facendolo impazzire di gelosia. Sembra avvertirlo anche lui a miglia di distanza, visto che sento il telefono vibrare e vedo lampeggiare il suo nome sul display. “Ciao tesoro!” mi saluta. “Ciao amore!” gli rispondo con un’enfasi che fa arrossire Linda, che mi sorride gioiosa e si allontana da tavola per lasciarmi un po’ di privacy. “Che fai, piccola mia?” È delizioso sentirlo così vicino e innamorato, mi riempie il cuore di gioia. “Ho appena finito di cenare, Linda stasera ha fatto la pizza, ed era buonissima!” “Ah, sei ancora lì da loro?” Mi sembra strano che me lo chieda, forse pensava che me ne sarei andata a casa sua. “Sì, Linda mi ha consigliato di dormire da loro, per non starmene da sola” evito di dirgli che stanotte saremo sole. “Ah! Ok. Io le avevo lasciato le chiavi di casa mia. Potevi stare più comoda... ma in effetti saresti stata tutta soletta.” Non mi sembra molto convinto e mi viene da ridere. “Il lettone preferisco dividerlo con te, amore...” Lo sento ridere. “Non vedo l’ora di essere lì!” “Sbrigati allora... mi manchi, ho voglia di te” gli sussurro. Mi sento su di giri stasera, forse è la birra che parla o forse è perché voglio rassicurarlo, ma mi piace anche l’idea che Linda mi stia ascoltando. “Non sai io, piccola!” Rido. “Tra qualche ora parto” mi dice poi riprendendo il controllo dei suoi ormoni “qui le cose sono andate decisamente bene, ma ti racconterò quando sarò lì.” “Vuoi tenermi sulle spine?” gli rispondo. “No, voglio tenerti in braccio, o sotto di me o sopra.” Rido di gusto. “ Ti amo Fil...” “Anch’io tesoro.” “Ci vediamo domani allora, a che ora sarai qui?” “Dovrei arrivare verso le 18:00.” “Allora mi farò accompagnare a casa e ti aspetterò lì... nuda... sul lettone.” Guardo Linda, divertita, rientrare in cucina; si avvicina al lavello e comincia a lavare i piatti sporchi. “Piccola, se continui così mi costringi a richiamarti più tardi e a non farti dormire” incalza lui piacevolmente stuzzicato dalle mie provocazioni. “Oh no, fammi riposare, perché domani voglio essere carica” ribatto e ridiamo insieme come scemi. “Ok. Allora a domani.” “A domani e sogni d’oro.” Linda mi fa cenno di salutarlo. “Ti saluta Linda.” “Salutamela e fate le brave stasera, ok?” Sapevo che l’avrebbe detto! Rido tra me e me. “Ok, ’notte amore.” Chiudo e mi alzo per aiutare Linda. “Che dice il mio fratellone?” mi chiede lei. “Era su di giri, pare che le cose siano andate bene lì, anche se non so esattamente cosa sia andato a fare! Tu lo sai?” “Veramente no, so che è per il suo lavoro. Non è la prima volta che va in America.” “Sono felice per lui, si merita il meglio di tutto.” Linda si volta e mi guarda, mi scruta con quegli occhi trasparenti e belli, sembra che voglia leggermi dentro. È così sensuale, anche così, con i guanti gialli di lattice e i capelli raccolti in una crocchia scomposta. “Non preoccuparti, faccio io qui” mi rimprovera quando mi vede infilare le mani sotto il getto dell’acqua e sciacquare le stoviglie insaponate. “No dai, ti do una mano, fammi fare qualcosa, e poi è piacevole bagnarsi le mani con l’acqua fredda, fa un caldo!” Lei mi guarda sorridente poi si leva i guanti. “Hai ragione!” mi dice, divertita come una bambina. “E poi questo sapone è così buono e cremoso... senti.” Mi afferra una mano con entrambe le sue e la accarezza, insaponandola per farmi sentire la setosità di quel detersivo. Il gesto è provocatorio anche se è fatto con apparente innocenza, io l’assecondo cercando di sembrare serena, ma il suo sguardo cambia percettibilmente e le sue carezze si fanno via via più lente. “Vero, è molto cremoso! Con i guanti ti saresti persa questa piacevole sensazione” le dico e levo la mano riprendendo a sciacquare le posate. Si comincia benino, se le premesse sono queste!, penso. Ma la serata continua serenamente e senza scossoni. Dopo aver ripulito la cucina lei mi prepara il divano, io le do una mano per aprirlo e per stendere le lenzuola. Sono delle belle lenzuola di lino finissimo color crema, la trama è così sottile che sembra seta. “Starò comodissima, grazie!” “Lo spero davvero, vuoi dormire subito?” mi chiede. “Io non vorrei stravolgere le tue abitudini, se tu vuoi andare a riposare vai pure, io ho il mio libro.” “Io non mi addormento mai prima della mezzanotte, Giulia, anche se la mattina mi sveglio alle sette.” “Ok, allora dimmi tu...” “Ho un film preso a noleggio, Tristano e Isotta, se vuoi possiamo vederlo qui.” Mi accorgo adesso che la TV è in questa stanza e che probabilmente è su questo divano che guardano la tele. “Ok, per me va benissimo, lo rivedo con piacere... mi piace un sacco quell’attore, come si chiama? James Franco?” “Sì, piace molto anche a me!” risponde allegra, poi si precipita verso il mobiletto della TV e traffica con il lettore dvd. Infila il disco e un attimo dopo parte la solita trionfale musichetta d’inizio, dopo qualche pubblicità compare il menu. Lei afferra il telecomando e si sistema sul lettone accanto a me a gambe incrociate. È elettrizzata come una bimba. Pigia play e poi si rialza, spegne la luce della stanza e torna da me, stavolta si sdraia a pancia in giù. Io mi sdraio supina e mi godo le prime scene del film. Ogni tanto distolgo lo sguardo dallo schermo e osservo la stanza illuminata dal bagliore della tele. In verità non c’è molto da guardare, è un ambiente essenziale, oltre al divano c’è solo una specie di mobiletto basso a forma di L dove si trovano la TV e qualche libro, e un quadro con un motivo astratto appoggiato accanto, si vede che ci vive un’orientale! L’unico complemento d’arredo che testimonia la presenza di Linda è una strana lampada da terra messa in un angolo, che avevo notato anche prima per la sua particolarità. È fatta di rami di legno decorticati che poggiano su una base rettangolare bianca. Nella sua apparente modernità, nasconde qualcosa di primordiale e caldo che mi ricorda molto lei. IndiceGuardo i suoi piedini che mi ballonzolano davanti e non posso fare a meno di osservare le linee del suo corpo, che è perfetto. Ha delle gambe bellissime e dei glutei sodi e tondi, naturalmente sono in bella vista perché la maglietta non arriva a coprirli, in quella posizione. La cosa più strabiliante è la perfezione della sua pelle, è liscia ovunque, anche in quelle pieghe dove ti aspetteresti di vedere un po’ di ricrescita. E poi ha un colore dorato e uniforme. È di una bellezza veramente insolita. La mia curiosità verso i loro genitori continua ad aumentare, domani chiederò a Felipe se ha una loro foto. “Ti sei accorta a chi somiglia questo attore?” mi apostrofa lei a un certo punto riportandomi al film e distraendomi dalle sue curve. “A chi?” “Ad Alessio. I riccioloni e gli occhi sono uguali!” “In effetti è vero.” Mi sdraio anch’io a pancia in giù accanto a lei e mi gusto una delle scene più belle del film, quando lui, nascosto nella grotta, ricomincia a guarire e si innamora di lei. Quando poi arriva la scena del loro primo bacio mi sento quasi a disagio. Riesco a percepire la tensione del corpo di Linda e il calore che emana. “Sai una cosa?” mi dice a un certo punto voltandosi verso di me “Alessio è stato l’unico uomo a farmi godere davvero” e mi allarga un sorrisone malizioso. Questa dichiarazione detta così, in questo contesto, mi imbarazza un poco, poi però viene da ridere anche a me. “Sì, ci credo. Alessio è sesso allo stato puro, quando ci si mette. Ha una sensualità molto accentuata!” Lei ride di gusto, evidentemente riconosce che ho ragione, e per un attimo l’idea di Alessio con Linda insieme, di quella bocca, che è stata solo mia in quest’ultimo mese, su quel corpo perfetto, mi procura una fitta di gelosia che mi contrae lo stomaco. Ma dura poco. “Sì è vero. Era mucho sensual! Spero non ti dispiaccia se ti dico queste cose.” “No, perché? È la verità. Adoravo fare sesso con lui, adoro quella bocca sfrontata e come sapeva prendermi ogni volta.” Lei mi guarda quasi stupita dalla serenità con cui le dico certe cose. “Amo la bocca di tuo fratello sopra ogni altra cosa, Linda, dico sul serio, è la bocca più bella e sensuale che abbia mai baciato, ma i baci di Alessio ti arrivano direttamente al ventre!” Ride lei ed è bellissima. “Non ho avuto molti uomini, ma quelli con cui ho fatto l’amore sono stati veramente deludenti. Forse, se avessi incontrato prima Alessio... forse... chi lo sa, sarei rimasta etero!” sbotta e continua a ridere. “Forse è perché Alessio è bisex! Lo sapevi, no?” “No, non lo sapevo. Avevo notato che era straordinariamente sensibile e attento ai dettagli, come noi donne. Ora capisco perché! Ah ah ah ah!!” Ridiamo insieme ripensando al nostro comune amante, e tra una confidenza e l’altra le scene del film si susseguono fino a quella finale che ci strappa una lacrima e mi fa tornare di malumore. Quando Linda mi lascia augurandomi la buona notte con un castissimo bacio sulla bocca, io mi raggomitolo nel lettone e ripenso a lui. Mi torna in mente la primissima volta che lo conobbi. Allora assomigliava davvero molto al Tristano interpretato da James Franco. Ricordo quando lo vidi apparire nel mio giardino a Calambrone, con quegli occhi dorati e lo sguardo acceso e intelligente. Lui aveva affittato la casa sulla spiaggia accanto alla mia ed era curioso di conoscermi, si era presentato un pomeriggio con una banalissima scusa e da quel momento non è più uscito dalla mia vita. La sua presenza è stata una ventata d’aria fresca, un raggio di sole in una giornata di pioggia che mi ha scaldato l’anima e ridato la forza di risollevarmi e tornare a volare alto. È paradossale pensarlo adesso, ma se non fosse stato per lui non avrei neppure conosciuto Felipe. È stato Alessio a portarmi in quello splendido villaggio sull’isola, dove lui lavorava come insegnante di ballo. Flash dei momenti più belli trascorsi in quel periodo si susseguono nella mia mente, mentre piano piano mi assopisco. Quando mi addormento faccio un sogno stranissimo. Sogno d’avere un pene, un bellissimo pene che accarezzo e guardo rapita. All’improvviso vengo colta da un’irrefrenabile voglia di possedere Linda, che è accanto a me, stesa supina su un letto dalle lenzuola candide. È nuda e mi guarda con occhi liquidi e grandi. Io sono curiosa, voglio sapere cosa prova un uomo quando penetra la carne di una donna. In quel preciso istante, mi rendo conto che sto sognando. Allora mi avvicino a lei prima che il sogno svanisca, e mi stendo sul suo corpo morbido. È inebriante il piacere che provo quando raggiungo il calore della sua pelle, sentirla ansimare poi mi procura un tale languore! Sono sopraffatta dalla sua sensualità e dalla voglia di procurarle piacere con questo mio sensibilissimo pene, che accompagno con la mano dentro la sua carne bagnata e languida. La sensazione è pazzesca... indescrivibile. Mi muovo su di lei per entrarle ancora più a fondo mentre lei gode e si apre a me, ma sento che la consapevolezza del sogno mi sta riportando a galla e infatti mi sveglio proprio nel momento più bello. Quando apro gli occhi è ancora notte fonda, anche se la camera è illuminata a giorno dall’insegna di un Hotel accanto. Mi alzo barcollando e vado in bagno a fare la pipì. Ripenso al sogno. Ho ancora tutti i sensi sottosopra e d’istinto faccio scivolare una mano tra le gambe. Non c’è più traccia del pene ma al suo posto ritrovo le mie labbra umide, eccitate da quel trambusto di piacere che ho provato poc’anzi. Sorrido.
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