LA SORPRESA

1628 Words
LA SORPRESAStamani mi sono svegliata tardissimo e ho fatto colazione da sola, perché Linda era già al lavoro. È stata dolcissima, si è premurata di lasciarmi dei post-it dappertutto per farmi sapere dove trovare le cose. È adorabile come suo fratello. Mi torna in mente il sogno di stanotte e con la luce del giorno quella situazione mi sembra quasi grottesca; rido tra me e me pensando a cosa avrei potuto dire a una mia paziente che mi avesse raccontato un sogno del genere. Nel mio caso, suppongo si sia trattato semplicemente di curiosità. Mentre Linda ieri si soffermava su alcuni dettagli più intimi, mi sono spesso ritrovata a immaginarlo, a immaginare cosa provasse Alessio mentre la toccava in quel modo e così il mio inconscio notturno mi ha fatto questo “regalo”. Almeno credo. Certo, la sensazione che ho provato è stata così realistica e intensa da far quasi paura! Non vedo l’ora che Felipe arrivi e mi porti via da qui! Il pensiero che non dovrò aspettare molto per rivederlo mi mette di buon umore e mi torna l’appetito. Mangio con gusto e poi ripulisco bene e rimetto tutto in ordine. Quando passo davanti alla camera da letto delle mie ospiti, noto che la porta è socchiusa e mi sporgo un poco per curiosare. Riflessa nello specchio dell’armadio vedo Susy dormire, è completamente nuda. Mi allontano silenziosamente, sperando di non averla svegliata, e mi chiudo in bagno per ripulirmi e vestirmi. Quel tatuaggio è davvero inquietante, le ricopre un braccio intero e una spalla. Chissà che persona è questa Susy? Se, come dice Linda, è protettiva, non deve essere cattiva. E poi una donna che decide di fare un mestiere come il suo, spesso ha buon cuore o comunque una buona predisposizione a essere d’aiuto al prossimo. Anche se dietro a scelte del genere può nascondersi un fondo di insicurezza. Grazie a Dio, lei dorme fino a quando non arriva Linda. Quando ci raggiunge in cucina tutta stropicciata dal sonno, noto uno sguardo grave rivolto a lei che mi sta mostrando come affettare il prosciutto con il coltello. Mi fa sentire profondamente a disagio questa donna, è esageratamente gelosa. Durante tutto il pranzo poi non fa altro che parlare della terribile serata che ha passato e fa il terzo grado a noi sulla nostra seratina insieme, calcando l’accento su “insieme”. Finito di pranzare, insisto perché mi facciano almeno lavare i piatti. Linda cerca di opporsi ma lei accetta senza troppe cerimonie. Se la trascina letteralmente di là in camera per il pisolino post pranzo e, mentre torno in camera mia, le sento fare l’amore. La porta della loro stanza è socchiusa come prima e quando passo accanto evito accuratamente di guardarci dentro, anche se sono curiosa. Ho come la sensazione che Susy mi stia mandando dei segnali. Mi ritiro nella mia stanza e provo a leggere e a rilassarmi, ma mi sento terribilmente a disagio, non vedo l’ora di essere a casa di Felipe e di levarmi di dosso gli occhi infastiditi di Susy. Poi dicono che sono gli uomini a essere gelosi e possessivi! Quando si ha a che fare con i sentimenti, noi donne riusciamo sempre a batterli dieci a uno. Cerco di concentrarmi e di seguire il senso di questo racconto quando sento il campanello di casa gracchiare e annunciare l’arrivo di qualcuno. Drizzo le orecchie incuriosita e, dopo qualche minuto, sento la voce di Linda esclamare qualcosa che non distinguo bene, ma riconosco la sua voce, e riconosco benissimo anche la voce maschile che le risponde, mi alzo dal divano e mi precipito verso il corridoio. “Oddio sei già qui!” esclamo con il cuore colmo di gioia. “Ciao!” mi dice lui, luminoso e bellissimo. Mi viene incontro felice di avermi sorpresa, io gli butto le braccia al collo e mi attacco a quella meravigliosa bocca che mi accoglie con la solita passione. “Dio che bella sorpresa!” gli sussurro sul collo mentre sono ancora avvinghiata a quel corpo che ogni volta che mi stringe a sé mi fa sentire così bene. Il suo odore è inebriante. “Adoro sorprenderti” mi dice con gli occhi trasparenti di chi ama, e mi bacia ancora. Incuriosita dal baccano che stiamo facendo, Susy ci raggiunge nel corridoio e Felipe la saluta con una vigorosa stretta di mano, come farebbe con un uomo, ma senza mollarmi, mi tiene stretta a sé dalla vita e io lo osservo gioiosa e finalmente rasserenata dalla sua presenza. Poi ci infiliamo tutti nel salottino dove ho dormito e lui si leva il borsone e si siede sul divano trascinandomi sulle sue gambe. Lo abbraccio ancora e lo bacio, sono troppo felice di riaverlo con me e non mi curo degli occhi imbarazzati di Linda che ci osserva e di quelli di Susy che finalmente si è data una calmata. “Ma quando sei arrivato?” gli chiede Linda, rubandomi le parole di bocca. “Mezz’ora fa, avevo la macchina parcheggiata all’aeroporto.” Poi si volta di nuovo verso di me. “Allora, come stai?” mi chiede e mi guarda sorridente. Dio quanto è radioso, l’armonia e la sensualità che trapela da quel volto è quasi imbarazzante. “Bene” gli rispondo, e vorrei annegare in quegli occhi stupendi che ogni volta che mi guardano mi fanno sentire così preziosa! “Cosa possiamo offrirti, Felipe?” esclama Susy distogliendolo dal mio sguardo ammaliato. “Un bicchiere d’acqua, fa un caldo pazzesco qui!” Mi sollevo dalle sue gambe per concedergli un attimo di respiro e per cercare di calmare il battito del mio cuore che è impazzito dalla gioia. Linda torna dalla cucina con un bicchierone d’acqua che gli porge con attenzione, lui lo afferra con entrambe le mani e lo tracanna in un attimo. Parlottano un poco tra di loro in spagnolo, incuranti della nostra presenza e poi lui si alza e mi guarda. “Piccola, sei pronta, possiamo andarcene?” mi chiede impaziente. “Certo” rispondo allegra e mi affretto a prendere le cose che ho lasciato in giro. Finalmente leviamo le tende. “Andate già via, non volete cenare qui?” protesta Linda dispiaciuta per questo cambio di programma. “No Linda, ho la macchina giù parcheggiata in doppia fila” taglia corto lui. Io prendo il mio trolley e abbraccio Linda. “Grazie della bella serata” le sussurro; lei mi guarda con quegli occhioni grandi e malinconici e quasi mi dispiace di doverla lasciare qui con questa donna inquietante che continua a fissarmi in un modo strano. Poi do la mano al mio meraviglioso adone e insieme usciamo da questa casa. Appena fuori lui si ferma e mi guarda negli occhi, appoggia il mio trolley a terra e mi abbraccia di nuovo, è felice... quasi quanto me. “Non vedevo l’ora di rivederti” mi sussurra all’orecchio ed è bellissimo sentirselo dire, mi riempie l’anima di pace. Guardare il verde intenso dei suoi occhi sotto la luce del sole, poi, è uno spettacolo unico, avevo dimenticato la sensazione che procura al mio sistema nervoso, mi sento meravigliosamente bene in sua compagnia, tutto mi sembra bello, anche io mi sento bella e leggera e per qualche strana ragione dimentico tutto il resto, dimentico la stanchezza di questi ultimi tormentati giorni, il caldo insopportabile di questa città e l’unica cosa che voglio è stare con lui e continuare a sentirmi così. “Sono felice di essere qui con te” sussurro io prima di attaccarmi di nuovo a quella splendida, dolcissima bocca. Lo sono davvero. In macchina però, mentre ci avviamo verso casa, è inevitabile affrontare l’argomento Milano e la leggerezza di poc’anzi viene messa a dura prova dai rimorsi e dai sensi di colpa. A me piacerebbe rinviare la discussione a un altro momento, ma avverto la sua inquietudine. Lui vuole sapere che è successo lì, se l’ho visto, se ci ho parlato, se... sono veramente qui con lui per scelta o per ripiego. “Non l’ho visto né sentito, non ho idea di dove sia” gli dico tutto d’un fiato con voce ferma. E, dopo una pausa che mi sembra lunghissima, trovo il coraggio di voltarmi e osservarlo, lui mi guarda negli occhi. “Non posso dire che mi dispiaccia” mi risponde secco senza aggiungere altro. Come biasimarlo! “Adesso mi dici perché sei andato in California?” gli chiedo per cambiare discorso, e grazie a Dio ci riesco. Lui mi guarda di nuovo sereno e sorridente. “Ci sono due aziende interessate ad acquistare il brevetto del mio motore.” “Davvero? E tu vuoi venderlo?” “Non lo so, Giulia, sto valutando varie possibilità” mi dice e mi porge la mano, che stringo tra le mie. Lo osservo mentre guida serio, perso nei suoi pensieri, con un’espressione nuova in volto che non conosco e mi sembra un altro uomo, diverso da quando l’ho conosciuto. Sembra passata un’eternità da allora, sono successe così tante cose nelle nostre vite! Facciamo davvero dei giri contorti per cercare la nostra strada, per sentirci vivi. A volte troviamo il coraggio di andare avanti, di tuffarci nel mare spaventoso dell’imprevedibile, rischiando tutto, solo per il bisogno di provare sensazioni nuove e mettere alla prova il nostro spirito irrequieto. E a volte torniamo indietro nel rassicurante tepore di quello che è stato, ma le cose cambiano comunque e non le ritroviamo più uguali a se stesse. Anche lui è cambiato, fuori e dentro, ma il suo cuore è immutato e riesce sempre a farmi sentire così amata, così in pace, nonostante tutto. Arrivati in casa lascia cadere il borsone a terra, mi prende in braccio e mi porta in camera da letto. “Sono stanchissimo, ho venti ore di viaggio sulle spalle, fatte in poco più di tre giorni, ma ho troppa voglia di te” dice adagiandomi sul lettone. Dio, quanto è adorabile! Gli afferro il viso tra le mani e comincio a baciarlo ovunque, sugli occhi, sul naso, sulla bocca, sul mento, poi torno a quelle meravigliose labbra che sanno come infiammarmi il sangue. Comincio a spogliarlo. Gli apro la camicia, un bottone dopo l’altro e lui mi guarda con occhi intensi e caldi. “Tu rilassati, penso io a te!” gli sussurro, mettendomi a cavalcioni sulle sue gambe. Lui mi regala il suo sorriso più sensuale e io mi accendo, risplendo della sua luce, e ogni fibra del mio essere urla il suo nome. L’unica cosa che bramo adesso è dargli piacere.
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