III Si era ormai alle prime avvisaglie dell’inverno; le gelate mattutine indurivano il terreno intriso dalle piogge dell’autunno; già gli erbaggi d’autunno incestivano e spiccavano col loro vivido verde sulle strisce delle stoppie brune del grano d’autunno, calpestate dal bestiame, e su quelle giallo chiaro dei cereali primaverili alternate alle strisce rossastre del grano saraceno. I boschi e le alture, che alla fine d’agosto erano ancora isole verdi fra i campi arati e le stoppie, ora erano diventate isole dorate rosso vivo in mezzo al verde smagliante dei cereali d’autunno. La lepre stava già facendo la muta del pelo, i cuccioli delle volpi cominciavano a disperdersi e i giovani lupi erano ormai più grossi d’un cane. Questa era la miglior stagione per la caccia. I cani del giovane e in

