Capitolo 3-1

2105 Words
Capitolo Tre Mi sveglio con un raggio di sole sul viso. Scopatemi con un riccio di mare! Dovrò iniziare a mettermi la crema solare prima di andare a letto. Prendo il cellulare per controllare l’ora. Merda di carpa su un cracker! La batteria si è scaricata. Balzo in piedi di scatto. Il telefono doveva essere la mia sveglia; quindi, se si è spento, potrei già essere in ritardo per il mio primo giorno. Dopo aver eseguito la mia routine mattutina alla velocità della luce, corro in cucina e controllo l’ora sul microonde. Ok, se salto la colazione e infrango i limiti di velocità, posso farcela. Il nonno entra nella stanza. “Buongiorno, Cappero.” Gli rivolgo un sorriso. “Ti prego, dimmi che la macchina che prenderò in prestito è pronta a partire.” Lui annuisce. “L’olio è stato cambiato l’altro giorno e il serbatoio della benzina è pieno. Ti ho anche lasciato una Glock nel vano portaoggetti; non ti serve il porto d’armi per quella.” Dato che sono in ritardo, non mi metterò a discutere con lui sulla questione della pistola. “Hai fatto colazione?” mi chiede il nonno. Scuoto la testa. “Prenderò qualcosa da mangiare, quando arriverò lì.” Accigliandosi, lui apre il frigorifero e tira fuori una scatola portavivande ricoperta di adesivi di sirene e polpi. “Tua nonna aveva il presentimento che saresti stata di fretta. Qui dentro c’è il pranzo, ma puoi mangiarlo per colazione.” Una sensazione di calore m’inonda. Quella è la mia vecchia scatola porta-merenda; l’hanno conservata per tutti questi anni. La prendo e do un bacio al nonno sulla guancia barbuta. “Di’ alla nonna che è la migliore. E lo sei anche tu.” “Lo farò. Corri.” Mi precipito nel garage, poi sfreccio sulla A1A: una strada panoramica che non riesco nemmeno a godermi per colpa della fretta. Arrivo a Sealand con appena un minuto di anticipo. Una donna mi sta aspettando. È una bionda giovane e bella, con una pelle precancerosa e un sorriso finto, che la fa sembrare un delfino. “Miss Hyman?” mi chiede con un tono troppo allegro, considerando l’orario mattutino. Reprimo l’impulso di rabbrividire. “Miss Hyman” suona come una prostituta stanca che ha nostalgia dei bei vecchi tempi in cui era vergine. Non che il mio nome completo sia molto meglio. “Olive Hyman” mi fa pensare a una membrana vergine dal sapore mediterraneo, qualcosa da servire con un contorno di placenta all’aceto. Le tendo la mano. “Per favore, chiamami Olive.” La sua mano è sudata, quando stringe la mia. “Io sono Aruba.” E questo è sufficiente per avere quella canzone dei Beach Boys di nuovo fissa in testa. Se qualcun altro in questo posto si chiama Giamaica, Bermuda, Bahama o qualche variazione di “pretty mama”, mi tuffo in una vasca di squali. “La signora Aberdeen è dispiaciuta di non poterti incontrare qui di persona” mi spiega Aruba. “Si sta occupando di un’emergenza.” Rose Aberdeen (che ha insistito affinché la chiamassi Rose) mi ha fatto il colloquio per questo lavoro. È una comportamentista di animali acquatici (o strizzacervelli per pesci, come dice lei) e, inoltre, rappresenta di fatto il dipartimento delle Risorse Umane qui a Sealand. Inarco un sopracciglio. “Spero che vada tutto bene.” “Sì sì. Un tizio ubriaco è entrato in qualche modo nella piscina a Otteraction. È stato morso e ha iniziato a sanguinare dappertutto.” “Oh, cielo. Che cos’è Otteraction?” Lei mi guarda come se le avessi appena chiesto se l’acqua è bagnata. “Otteraction è la nostra attrazione delle lontre.” Si può quasi udire il tacito ovviamente. Wow. Riesco a immaginarmi quel titolo di cronaca: “Uomo della Florida cerca di mangiare una lontra.” Oppure, fa sesso con la lontra? Sarebbe potuta andare in entrambi i modi. “Le lontre stanno bene?” chiedo. Per quanto mi riguarda, l’umano meritava di essere morso. “Peanut era traumatizzata, ma la signora Aberdeen se ne sta occupando.” Sbuffo. “Ti immagini cosa dirà l’uomo alla moglie, quando lei gli domanderà: ‘Oddio, che ti è successo?’” Aruba mi fissa con espressione sconcertata. “No. Che cosa?” “Dovresti vedere contro chi ho lontrato.” Le sue piccole narici si dilatano. “Trovi che questa tragedia sia divertente?” “No… Scusami. Lascia perdere. Non ho dormito molto stanotte.” Lei scuote la testa lentamente. “Vieni. Ti faccio fare un giro.” La seguo, attenendomi al mio miglior comportamento. Sealand risulta essere grande almeno il doppio del mio vecchio posto di lavoro, con una maggiore varietà di animali. Non c’è da stupirsi che, come ultima tappa, Aruba mi porti dai delfini, dove il suo sorriso diventa genuino per la prima volta oggi. “Io mi occupo di questi.” “Ah.” La mia espressione assomiglia a quelle che le persone si stampano sulla faccia, quando un amico mostra loro una foto del suo nuovo bambino o animale domestico. “Li addestri?” I suoi occhi si offuscano. “Preferisco pensare che loro addestrino me.” Scommetto che quei subdoli manipolatori fanno proprio questo. “Non ho visto polpi” affermo. “Si dice polipi” ribatte Aruba. “No. Il polpo è un mollusco cefalopode della famiglia Octopodidae, mentre il polipo è un celenterato. Spesso il termine polipo è usato erroneamente per riferirsi al polpo, ma si tratta di due animali diversi. Ti prego di non usare quel termine. La vita è già abbastanza complicata.” Lei corruga la fronte. “In qualunque modo tu voglia chiamarli, noi non li teniamo e spero che non li avremo mai.” “Perché?” “Ne abbiamo avuto uno, in passato” risponde (e le sue parole grondano di disapprovazione). “È scappato ed è finito qui, nella vasca dei delfini.” Provo un tuffo al cuore. “Oh, no. Poverino! Che cos’è successo?” “È stato orribile.” La sua espressione affranta le fa guadagnare qualche punto. “Abbiamo perso Flipper.” Sbatto le palpebre un paio di volte. “Qualcuno ha chiamato un polpo Flipper?” “No. La bastarda si chiamava Atena. Flipper era il delfino che ha soffocato a morte.” Tiro un sospiro, incrociando le braccia sul petto. “Atena, per caso, ha soffocato Flipper mentre lui cercava di mangiarla?” “I delfini mangiano i polpi continuamente, in natura.” Sì, ma quei delfini hanno fame. Quelli tenuti qui sono probabilmente nutriti meglio di me. Stringo i denti. “Immagino che Atena non sia sopravvissuta?” “A chi importa? Povero Flipper. Lui…” Ignoro il seguito, perché l’ultima cosa che voglio è essere io a soffocare Aruba. Non è la prima impressione che voglio fare qui. Per cambiare argomento, chiedo: “Tenete spettacoli di delfini per il pubblico?” Pur non essendo un’estimatrice dei delfini (specialmente dopo la storia di Flipper), non amo comunque l’idea di trasformare gli acquari in circhi. Con mia sorpresa, lei scuote la testa. “Il dottor Jones non approva queste cose. Io addestro i miei bambini a comportarsi bene quando partecipano alla ricerca e cose di questo genere.” Ah, il misterioso dottor Jones. Era troppo occupato per farmi il colloquio, ma è stato menzionato spesso e con riverenza. In base a quello che ho sentito, me lo immagino con il cervello di Einstein e il corpo di Davy Jones de I pirati dei Caraibi: una barba che ricorda un polpo, una chela di granchio per un braccio e tentacoli per l’altro. “Pensi che incontrerò il dottor Jones oggi?” le chiedo. È lui che prenderà la decisione sulla residenza di Beaky, quindi sono impaziente di incontrarlo. Il sorriso di Aruba diventa falso ancora una volta. “Ne dubito fortemente. È sempre molto occupato di lunedì. Anche di martedì. Nel mio caso, mi ci sono voluti due mesi per incontrarlo, e il mio lavoro è più utile del tuo. Senza offesa.” Non si possono dire stronzate del genere e aggiungere “senza offesa” alla fine, per farle sembrare migliori. Persino i delfini lo sanno. “Il tuo lavoro?” le chiedo. “Ne deduco che tu non sia soltanto un’addestratrice, allora? Sei anche una ricercatrice?” Lei lascia cadere il sorriso da delfino. “Qualsiasi cosa è meglio che creare giocattoli per pesci rossi.” Perché la gente pensa che la parola “giocattoli” sia un insulto? Rompicapi, giocattoli… non m’interessa come vengono definiti, purché rendano più felici le creature marine. “Olive è una rinomata esperta di arricchimento” interviene una voce familiare, sorprendendomi. “Dev’essere trattata con rispetto.” Mi giro e vedo Rose (che, a quanto pare, è la signora Aberdeen per Aruba). “I delfini non hanno bisogno di arricchimento” replica Aruba. “Hanno me.” Traggo un respiro profondo e lo lascio fuoriuscire lentamente. “Sembra che tu sia l’arricchimento, allora. Se ogni acquario potesse permettersi di dedicare un essere umano per intrattenere ogni animale, io sarei senza lavoro… e ne sarei felice.” “Purtroppo, non possiamo permetterci questa soluzione” mi dice Rose. “Perché non andiamo nel mio ufficio a discutere di quello che, invece, possiamo fare?” Annuisco. Ci lasciamo Aruba alle spalle ed entriamo in un piccolo edificio con un tetto scintillante di pannelli solari. Immagino che questo sia un punto fermo qui, nello Stato del Sole. “Accomodati.” Rose indica una sedia da ufficio di fronte a una scrivania rovinata dalle intemperie. Mi siedo. “Ho sentito dell’emergenza.” “Già. È stato un caos di lontre.” Sbuffo. Dev’essere lei quella che ha inventato il nome Otteraction. Procede col dirmi che le lontre stanno bene (e anche l’umano) e io cito la mia battuta precedente, che stavolta riceve una reazione di gran lunga migliore. “Dunque, passiamo al lavoro.” Rovista nella sua scrivania e tira fuori un fagotto color kaki e bianco. “Puoi iniziare a indossare questo domani.” Mi porge il fagotto. È un completo composto da una polo e un paio di pantaloncini; ho visto che tutti lo indossano qui. Mi manca il fiato e devo ricordare a me stessa che questo non è affatto come quando il mio ex mi diceva cosa indossare. Le uniformi sono normali in posti del genere. Il mio ultimo luogo di lavoro era l’eccezione, non la regola. “D’accordo. Domani, lo indosserò” dico nella maniera più calma possibile. Poi, lei mi dà un computer portatile. “È già tutto impostato per te.” “Grazie.” Eseguo l’accesso secondo le sue istruzioni. “Dovrei passare la giornata a prendere familiarità con la vostra intranet?” Lei liquida l’idea con un gesto della mano. “Non c’è molto da vedere lì.” “Che cosa dovrei fare, allora?” Si gratta il mento. “Ho parlato di te con il dottor Jones; la sua idea è che tu e io lavoriamo a due lati dello stesso problema.” “Ah sì?” “Io mi concentrerò sull’addestramento degli animali che abbiamo intenzione di rilasciare, con il tuo aiuto ingegneristico, quando necessario. Nel frattempo, il tuo obiettivo sarà quello di rendere la vita delle nostre creature più appagante e divertente, fintanto che si trovano qui.” Wow. Mi piace il modo in cui il dottor Jones e Rose hanno inquadrato la cosa, soprattutto perché questo è il compito in cui eccello, almeno quando si tratta di polpi. “Mi sembra fantastico” esclamo. “A che cosa state lavorando attualmente?” Lei mi fornisce una lunga lista. Molte sono cose standard e noiose, come dare palline da ping-pong ai pesci e usare tubi, tunnel, bolle d’aria e così via. “Qual è il mio budget?” le chiedo. “Perché?” “Ci sono alcune cose divertenti ed economiche che possiamo fare, come aggiungere specchi alle vasche; però, se potete permettervelo, un tablet sommergibile potrebbe essere un ottimo giocattolo per la maggior parte delle specie; o, in alternativa, almeno una TV fuori dalla vasca. Il mio polpo si diverte con entrambi.” Quello che non dico è che l’applicazione preferita di Beaky è Tinder. Lui usa le sue braccia per scorrere a sinistra e a destra su ragazzi a caso dal mio account, ma siccome non sono pronta per le relazioni, ignoro tutti i messaggi che ne conseguono con le relative foto di peni. Queste ultime potrebbero essere effettivamente ciò che Beaky sta cercando, poiché potrebbero ricordargli qualcosa di delizioso, come le ‘vongole dalla proboscide’.
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