CAP. 1 Oriana
Ori stava trascinando il suo futuro Alfa ubriaco, Slade Southerland, nella stanza di lui all'ultimo piano della casa del branco, perché né il suo Gamma, Palmer, né il suo Delta, Yuri, erano in grado di trascinare il pesante fondoschiena di Slade nella sua stanza. Entrambi erano svenuti ubriachi nel nightclub del branco.
Lei non era ubriaca come loro. Essendo la Beta del gruppo, non aveva bevuto quanto loro. Ma tutti e quattro erano usciti a bere per festeggiare il loro diciottesimo compleanno questa settimana. Palmer e Yuri erano completamente ubriachi e Slade era messo quasi altrettanto male. Riusciva a barcollare appoggiandosi a lei, il che era già qualcosa.
Gamma e Delta potevano tornare a casa da soli quella sera. Si sperava che si ricordassero dove fossero le loro nuove suite; erano state assegnate solo due giorni prima. Lei era la più lucida dei quattro, a quanto pareva. Era solo un po' brilla, pensava.
Non aveva bevuto quanto loro, perché si sarebbe dovuta alzare alle 7 del mattino ed essere fuori dal branco entro le 8. Ori aveva degli ordini da seguire, impartiti da suo padre, Anders: l'attuale Beta del branco. Doveva portare Slade all'Università Alfa e poi tornare al branco entro un determinato lasso di tempo.
A quanto pareva, così facendo, avrebbe dimostrato a suo padre, l'attuale Beta, che poteva essere una Beta adeguata, responsabile e affidabile per questo branco non appena fosse arrivato il momento di affiancare Slade, il momento della sua ascesa. Anche se mancava ancora molto tempo. Anni.
Aveva anche trascorso tutta la sua vita ad allenarsi con Slade, Palmer e Yuri. Aveva la stessa età di Yuri, era nata lo stesso giorno di lui, 15 minuti prima. Slade era più grande di lei di due giorni e Palmer era nato la notte prima di lei e Yuri. Nati tutti insieme, come doveva accadere per Alfa e la sua unità.
“Dea, Slade,” mormorò lei mentre spingeva la porta della sua nuova suite. “Potresti pesare di più?” grugnì mentre lui inciampava sui propri piedi e cadevano entrambi, distesi sul pavimento appena dentro la porta. Lui ora rideva di lei.
Non sembrava nemmeno importargli che fossero sul pavimento. “Avresti dovuto chiedere a uno dei ragazzi di accompagnarmi a casa, ragazza.” Lui trovava divertente che lei cercasse di spingerlo via da sé e sul pavimento accanto a lei, in modo da potersi sedere.
Lei lo guardò: “Come se uno di quei due ubriachi avesse potuto riportarti qui e metterti a letto. In questo momento sono messi peggio di te,” mormorò lei mentre si alzava in piedi e lo fissava.
Lui era disteso sul pavimento e le sorrideva con un'espressione stupidamente felice, pensò lei, con i capelli biondi tutti arruffati intorno al viso. Lei si chinò e lo afferrò, cercando di tirarlo su, ma lui si mise a ridere: “Mettici un po' di muscoli, ragazza.” Poi resistette attivamente mentre lei cercava di sollevarlo dal pavimento.
“Dai, Slade, domani mattina hai lezione all'Università Alfa.” Lei rise guardandolo dall'alto. “Aiuta una ragazza, dai.” Lei scosse la testa mentre lo afferrava per l'altro braccio, sapendo che lui avrebbe continuato a fare il rompiscatole, rimanendo lì disteso sul pavimento senza aiutarla. Slade ubriaco significava Slade pigro. Lo trascinò nel salotto della sua suite e tornò indietro per chiudere la porta. Non poteva permettere che suo padre, Alfa Roman, vedesse suo figlio in quello stato. Sarebbero finiti entrambi nei guai.
Era suo dovere, in qualità di futura Beta del branco, impedire a Slade di fare qualcosa di stupido o di cacciarsi nei guai, e doveva farlo solo per poche ore ancora, poi sarebbe stato un problema del Consiglio degli Alfa per un anno intero.
Lei lo guardò e vide i suoi allegri occhi azzurri così pieni di divertimento mentre le sorrideva, poi lui rise ancora una volta. Lui pensava davvero che fosse divertente.
“Ancora una notte,” gli disse lei. “Poi non sarai più un mio problema per un anno intero.” Gli sorrise e lo prese in giro.
“Ehi!” Lui la indicò con il dito. “Ti mancherò.” Affermò con un broncio.
“Sì! Mi mancherà trascinare il tuo culo ubriaco qua e là per nasconderti da tuo padre,” mormorò lei. “Alzati, Slade,” ordinò lei praticamente.
Lei vide gli occhi di lui azzurri brillanti fissarsi sui suoi. “Non è carino da parte tua, lo sai. Sono il tuo futuro Alfa, Beta,” ribatté lui.
“E sei ubriaco,” mormorò lei e fece per scavalcarlo per trascinarlo in camera sua, visto che lui non aveva alcuna intenzione di alzarsi e aiutarla. Ma lui le afferrò la gamba e la trascinò a terra, poi si alzò e cercò di immobilizzarla. “Sarò anche ubriaco,” rise lui. “Ma posso ancora batterti in una lotta.” E poi lui cercò di lottare con lei e immobilizzarla, lei reagì “Vincerò, cavolo,” lei gli rispose ridendo mentre rotolavano sul pavimento cercando di immobilizzarsi a vicenda per vedere chi fosse il più forte, dato che entrambi erano leggermente ubriachi.
Quel maledetto uomo non solo era più grande di lei, ma anche più forte. Anche in quello stato, a quanto pareva, riusciva a combattere bene e, prima che lei se ne rendesse conto, stava davvero cercando di sopraffare Slade con la forza. Cercava di riprendere il controllo della situazione, ma senza riuscirci un attimo dopo.
Lui stava barando e non era giusto: improvvisamente lui iniziò a farle il solletico con una mano mentre con l'altra le teneva fermo il corpo, lei ora rideva e si dimenava. Lui aveva scoperto il suo unico punto debole. Diamine, sapeva bene quale fosse e lo aveva usato durante gli allenamenti per farla perdere qualche volta.
“Bastardo,” lei rise mentre cercava di liberarsi dalla sua presa e afferrarlo. Cercava di spingerlo via per avere il sopravvento, ma non ci riusciva con tutto quel solletico. Un attimo dopo stavano entrambi ridendo istericamente, godendosi semplicemente un po' di divertimento come facevano sempre.
Quando la bocca di lui trovò quella di lei, lui improvvisamente la baciò con passione e desiderio, lei rimase senza fiato, la lingua di lui era nella bocca di lei, esigendo che lei ricambiasse il bacio e lei lo baciò senza pensarci troppo, nel suo stato di felice ebbrezza.
Prima che Ori se ne rendesse conto, lei si stava togliendo i vestiti e lui i suoi, ed erano nudi, la bocca di lui su quella di lei ancora una volta, le loro mani vagavano su tutto il corpo dell'altro, toccandosi e tenendosi a vicenda, poi le mani di lui le allargarono le cosce e lui si seppellì profondamente dentro di lei.
Un gemito profondo uscì dalla bocca di lui proprio dentro la bocca di lei, mentre lei ansimava per il dolore che la attraversava per le grandi dimensioni di lui, ma durò solo un breve istante mentre lui iniziava a prenderla. La bocca di lui stava praticamente divorando quella di lei, le mani di lei erano tra i capelli biondi di lui un attimo dopo, mentre si inarcava verso di lui e il ragazzo la possedeva. Lei ansimò il suo nome, mentre sentiva il piacere inondare il suo corpo, con il suo primo orgasmo.
Lui le sorrise. “Cazzo, lo voglio rifare di nuovo,” le ringhiò. Poi le premette la bocca sulla sua e la possedette ancora una volta. Lei si inarcò verso di lui, desiderosa di averne ancora, desiderosa di avere il controllo, e lo sapeva, quindi lo spinse con tutta la forza che aveva e lo fece cadere.
Lui la tenne stretta a sé, poi lei si ritrovò sopra di lui e si mosse contro di lui, le mani di lui erano sulle spalle di lei e lui la spingeva su e giù. Un grido le sfuggì dalle labbra quando lo sentì così grande e duro dentro di sé con il cambio di posizione: “Oh sì”. Lui le ringhiò: “È fottutamente perfetto,” le disse mentre le mani di lui scivolavano lungo il corpo di lei, le accarezzavano brevemente i seni, poi scivolavano giù fino ai fianchi, e lui la aiutava a ottenere ciò che voleva tenendole i fianchi e spingendo dentro di lei mentre lei iniziava a cavalcarlo.
Ori reclinò la testa all'indietro mentre sentiva quel piacere crescere ancora una volta. “Cazzo, sto venendo,” gridò lei mentre sentiva tutto il suo corpo fremere attorno al suo pene, le mani di lui le stringevano forte i fianchi tirandola più forte verso di lui. “Non osare fermarti,” ansimò lui, continuando a spingere dentro di lei.
Lei lo guardò mentre gli metteva una mano sul petto per stabilizzarsi e l'orgasmo le attraversava il corpo. Vide quel sorriso diabolico di Slade diffondersi sul suo viso, mentre lui la guardava. “Oh, non abbiamo ancora finito.” Le sorrise beffardo, e poi lei era di nuovo sotto di lui. La bocca di lui si schiantò su quella di lei mentre lui ricominciava a prenderla, spingendo dentro e fuori di lei più forte e più veloce.
Lei stava venendo ancora una volta per lui, stringendogli le braccia attorno mentre gridava il suo nome, lei sentì che lui si staccava rapidamente da lei e la faceva rotolare sulla pancia. Poi lui la sollevò per i fianchi finché lei non fu a quattro zampe. Lei gridò mentre lui la possedeva ancora una volta: “Oh, cazzo, lo volevo così tanto,” lui gemette mentre lei sentiva un braccio di lui stringersi intorno alla sua vita e l'altro sul pavimento accanto al suo, poi lui la prese davvero, tenendo il corpo stretto al suo mentre spingeva furiosamente dentro e fuori di lei, lei ansimava tanto quanto lui grugniva e gemeva di piacere.
Il piacere le attraversò il corpo in pochi minuti e lei urlò il suo nome mentre veniva ancora una volta, sentì tutto il suo corpo spingersi sul pavimento, il corpo di lui era così sodo contro il suo. “Cazzo,” gemette lui mentre il suo corpo caldo e sudato giaceva sopra quello di lei.
Lei lo sentì scivolare fuori dal suo corpo e praticamente cadere sul pavimento accanto a lei. “Sapevo che sarebbe stato bello,” mormorò lui dal suo posto sul pavimento accanto a lei, con il respiro affannoso come il suo.
Ori giaceva lì cercando di riprendere fiato, non sapeva nemmeno come fossero arrivati a quel punto, entrambi nudi dopo averci dato dentro. Lo conosceva da tutta la vita e non si erano mai guardati in quel modo.
Lei era solo la sua Beta e lui il suo futuro Alfa. Non lo aveva mai visto guardarla come se fosse attratto da lei, nemmeno una volta. Eppure erano lì, nella sua suite, e avevano appena fatto sesso da ubriachi e in modo molto aggressivo.
Qualche minuto dopo, una volta sistematasi e ripreso il respiro normale, i suoi occhi si spostarono su Slade, disteso sul pavimento accanto a lei, lei si morse il labbro un po' nervosamente. Non sapeva cosa dirgli riguardo a ciò che era appena successo.
Si rese conto che l'uomo era svenuto, sembrava aver perso conoscenza. Sospirò leggermente, immaginando che non avrebbe mai saputo cosa ne pensasse. Ori si alzò dal pavimento e gemette quando il suo corpo protestò.
“Fantastico,” mormorò tra sé e sé. Era stata la sua prima volta, e non solo era stata una cosa fra ubriachi, ma era stata con Slade, il suo futuro Alfa. Conosceva bene quell'uomo. Non avrebbe ricordato nulla, non lo faceva mai quando era ubriaco.
Aveva bevuto molto più di lei e lei lo aveva già visto non ricordare nulla dopo aver bevuto alcolici potenziati con l'alcol per lupi. Cosa che avevano fatto tutti quella sera. Si alzò e si guardò intorno nella stanza. Era un po' fuori posto, anche se non pensava che a lui sarebbe importato o che se ne sarebbe accorto.
Il lato positivo era che lui non se lo sarebbe ricordato e lei avrebbe potuto dichiararsi all'oscuro di tutto: una Beta non faceva sesso con il proprio Alfa. Era assolutamente vietato. Cercò i suoi vestiti e li trovò, un po' laceri e strappati, come quelli di lui. Sbuffò quando si rese conto che avrebbe dovuto tornare nella sua stanza nuda.
Non avrebbe mai pensato di dover fare la passeggiata della vergogna, figuriamoci dalla suite di Slade alla sua. Anche se era solo dall'altra parte del corridoio, non era comunque qualcosa a cui aveva pensato o che voleva fare con quell'uomo. Chiuse gli occhi e controllò il corridoio con il suo legame del branco per vedere se c'era qualcuno o se qualcuno stava arrivando. Non c'era nessuno, quindi sgattaiolò fuori dalla stanza e attraversò di corsa il corridoio largo quattro metri e mezzo fino alla sua stanza. Non voleva che nessuno sapesse cosa era appena successo tra lei e Slade.
Dea, se suo padre lo avesse scoperto, sarebbe stata rimossa dalla sua posizione così rapidamente che probabilmente le si sarebbe staccata la testa dal corpo. Non era qualcosa che lei voleva, anche se sapeva che era qualcosa che suo fratello minore, Hayden, avrebbe voluto. Lui voleva la sua posizione di futuro Beta.