L’incanto si era rotto. Restia, mi unii ai vari cortei di persone che camminavano come diligenti formiche nelle direzioni indicate dalle loro guide o dalle brochure informative. Mi trovai in una stanza, all’apparenza simile alle altre quando, come richiamati, i miei occhi si puntarono su alcune figure del soffitto. Ciò che vidi fu a dir poco scioccante: quelli che all’apparenza sembravano quattro serpenti cominciarono a muoversi in tondo come in una giostra immaginaria. Con un gran sussulto feci un passo indietro e urtai qualcosa di solido. «Attenzione, signorina», mi rimproverò una voce d’uomo. Il tono suonò cordiale, condito da un accenno di divertimento. «Mi scusi», risposi imbarazzata ma ancora spaventata dalla visione. «Belli, vero?» mi chiese allora indicando le sculture che

