XI. Carlo si fermò in mezzo alla strada, convulso, e rimase qualche minuto in uno stato di tremenda incertezza. In quei pochi minuti si decise la sorte della sua vita. La prima idea che gli venne fu di correre da Camilla e gridarle: — Sì, andrò a fare il soldato, son pentito, sono un altro, perdonami quello che t'ho fatto soffrire e non si parli più del passato. — Ma non aveva ancor finito di dire a sè stesso quelle parole, che già la rabbia di sentirsi vinto, il suo orgoglio selvaggio, e quella feroce voluttà del dispetto che era dominante nella sua natura, avevano preso il di sopra. Stette ancora un momento piantato là, ansante, come se avesse fatto una lunga corsa, e poi disse risolutamente: — No, no, no! Non son che parole! Son tutti d'accordo per volermi alla catena! È inutile, è un

