III. Del resto, chi volesse sapere che maniera di vita sarebbe venuta a trascinare in quella villa la cognata di Furio, lo dice questa lettera scritta da suo fratello, che c'era stato l'anno prima una diecina di giorni, a uno dei suoi amici intimi. “.... Il ragazzo, Furio, è tornato a scuola in città, ch'è a un'ora di qui, il giorno dopo ch'io arrivai. Per quel poco che potei vedere, mi parve il miglior soggetto di casa; ma non gli vogliono bene. Sua sorella, Candida, sta tutto il giorno tappata in camera; e non ti saprei dir bene di che cosa sappia; ma a far la vita che fa, bisogna che sappia di poco; si consuma; ci si vede già il patito, e non ha ancora vent'anni. Cattiva non la direi; sai, è una di quelle slavature di ragazze, che se ne vedono tante fra le maestre di pianoforte e le

