Capitolo 6

2792 Words
Ashe's POV Mi stava venendo l’ansia. Non perché non fossi preparata per uno degli ultimi 3 esami da affrontare, ma perché ancora non sapevo cosa fare dopo. L’ipotesi di smettere con i videogiochi e prepararmi a diventare la mogliettina perfetta si faceva pesantemente strada tra le varie prospettive. Mia madre mi aveva già combinato delle uscite non appena sarei ritornata a casa per le vacanze di natale. Sfortunatamente, seguendo il mio calendario, le vacanze di natale coincidevano con 1 materia e la laurea, quindi diventava ancora più pressante la situazione del “dopo che farai?”. Respiravo a fatica, anche nel gioco ero meno attiva. Ero ancora la terza in classifica, avevo ancora il mio gruppetto di ragazze a tenermi compagnia, ma Samael non si era più connesso da quella sera. Certe volte mi mancava la sua voce. " Ehi " mi disse Janny. Eravamo appena entrate insieme in una quest e già voleva chiacchierare. Io, invece, volevo solo dormire e non pensare a nulla. " Ehi " risposi, tristemente. " Che hai? ". Non le avevo raccontato di Samael, mi avrebbe sicuramente rimproverato. Certe volte si comportava da mammina e continuava a ripetermi che, dietro al computer, poteva starci anche una brutta persona. Sapeva solo che avevo sentito la sua voce e nient’altro. " Mia madre mi pressa per conoscere uomini da sposare, mio padre vuole che entri a lavorare nel suo studio di avvocatura e manca poco alla mia laurea, quindi mi sono rimasti pochi mesi prima dell’obbligo di tornare a casa a fare come dicono loro " risposi di fretta. " Ah " rispose Janny. " Ah " esclamai io. " E se trovassi un lavoro? " " Deve essere un lavoro di un certo tipo, se no non va bene per loro " risposi, seccata. " Vedo che posso fare allora. Potresti venire a trovarmi per un po’, durante il dopo laurea, cosi da prendere tempo " propose. Effettivamente, era una cosa a cui non avevo pensato. Potevo organizzare un viaggio in giro per il mondo, così almeno avrei avuto la possibilità di giocare per almeno un altro paio di anni. " Sembra una buona idea " risposi. " Così nel frattempo pensiamo ad una soluzione ". Completammo velocemente la quest e ritornai a studiare per l’esame. Uscii di fretta di casa, insieme ai miei occhialoni da persona intelligente e corsi sul primo autobus che potesse portarmi in facoltà. Avevo studiato tutta la notte e mi ero concessa solo un paio di ore di sonno prima di uscire. Avrei preso un altro voto alto, potevo vantare un’ottima memoria. Quasi corsi per i corridoi affollati per arrivare all’aula dell’esame. Mi ero svegliata troppo tardi e non volevo arrivare in ritardo. Sfortunatamente per me, le interrogazioni erano già cominciate, fortunatamente il mio nome era in fondo alla lista. Mi sedetti in fondo alla sala, aspettando il mio turno e sperando di non addormentarmi. Presi il cellulare in mano e lessi la buona fortuna da parte di Janny. Il suo piano non era male, potevo andare da lei per qualche tempo e trovarmi un lavoro. Certo con un lavoro avrei avuto meno tempo per giocare, ma almeno non sarei stata sposata con qualche riccone che non conoscevo. Fra due giorni ci sarebbe stato un evento importante su Empire of Gods e, nonostante sentivo la tensione di aver sguardi minacciosi dai top player per la mia ultima botta di testa, avrei avuto occasione di poter parlare con Samael. Stranamente, non si connetteva da troppi giorni e non mi scriveva da quella volta. Forse l’avevo infastidito? Alla fine della giornata, ancora intontita per la mancanza di sonno, portai a casa un altro voto perfetto. Loggai un paio di minuti sul gioco, giusto per dare un’occhiata e me ne andai a dormire. A due materie e la tesi dalla fine dei miei giorni di gloria, il mio terzo posto in classifica brillava di rara bellezza e non potei fare a meno di pensare a tutti gli sforzi che avevo fatto per arrivare lì. Sapevo di non avere vie di fuga, ormai ne ero consapevole, ma non riuscivo a mettermi l’anima in pace al solo pensiero di abbandonare il gioco, i miei amici del gioco e la mia quotidianità. Mi rendeva triste, ma se proprio dovevo dire addio, lo avrei fatto in grande stile. Stasera avrei partecipato all’evento contro il dio e non vedevo l’ora. Avrei tenuto un basso profilo per alcune settimane, nell’attesa di portare a termine la mia missione. Mi mancavano pochi milioni di exp per superare Destructor in classifica e li avrei fatti proprio sotto il suo naso. Io avrei atteso, avrei mandato gli altri avanti e mi sarei presa i punti dei mostri più piccoli. Avrei fatto cosi per il resto degli eventi, così da garantirmi un avvicinamento al secondo posto in classifica. Strategia semplice ed efficace, dato che tutti di solito erano concentrati ad abbattere il dio per accumulare exp più velocemente. Altra incognita, ormai lo sapevano, se perdevano troppo tempo a decidere, Samael si sarebbe preso il dio. Lui era inarrivabile in ogni caso, almeno così Destructor non avrebbe preso punti. In quell’evento, stranamente, Samael non si presentò. Non loggava da diverse settimane ormai. Il pensiero che avesse improvvisamente smesso di giocare, ormai si vociferava ad ogni angolo della piazza principale. Mi rendeva triste l’idea, ma l’evento riuscì a sollevarmi il morale. Non andò tutto come i piani, andò meglio. Avevo accumulato molta exp con la mia strategia e fin lì tutto nella norma, ma ai piani alti successe un putiferio. Dovettero scontrarsi contro un dio del fuoco, uno di quelli veramente potenti che solo Samael poteva sconfiggere facilmente. Lo attaccarono in gruppo ed il dio spazzava molti life points ad ogni attacco, ma alla fine, dopo svariati minuti di gioco, riuscirono ad abbatterlo. Non Destructor, il numero due, e neanche Chuck, il numero 4, bensì il numero 9 sferrò l’ultimo attacco. Risi, risi tanto: la fortuna era con me. Grazie a quel colpo fortunato, riuscii a ridurre a poche centinaia di exp la distanza tra me e Destructor: Fantastico! Mi complimentai con il gruppo e mandai il primo messaggio da settimane a Samael. Stavolta lo scrissi. " Ehi ciao, qui si vocifera che hai smesso. Il capo degli idioti già immagina di prendersi il tuo posto. Ci manchi. Fatti sentire " più di così non sapevo che scrivere. Uscii dal gioco e, sospirando, andai a dormire. Fui svegliata a notte fonda dalla vibrazione del cellulare. Avevo dimenticato di uscire dalla chat del gioco e mi erano arrivati diversi messaggi. Lessi solo uno di questi, quello che aspettavo da giorni. " Mi dispiace di esserti mancato, ho avuto molto da fare in queste settimane. Spero che l’evento sia andato bene ieri. Ah, è impossibile che l’idiota mi superi, in classifica sono troppo avanti " scrisse Samael. Risi, poi lessi bene cosa aveva scritto. Lui aveva ben capito che era mancato soprattutto a me. Sbuffando, chiusi la chat e tornai a dormire. Stavolta avrebbe aspettato lui me. L’indomani mattina, presi dei fogli e tentai di buttare giù bozze dei vari piani che mi servivano per scappare ancora dai miei. Dopo un paio di ore, passate ad ascoltare musica e fare qualche quest semplice su Empire of Gods, i fogli erano ancora tristemente bianchi. Non solo non ero riuscita a creare una serie di piani diversi, ma non ne avevo abbozzato neanche uno. Dopo essermi stancata perfino di giocare online e ascoltare musica, presi il cellulare e chiamai Janny. " Ehi " rispose lei dopo un paio di squilli. " Sono disperata " dissi, tristemente. " Stai ancora pensando ad una via di fuga? " " Sì e non trovo nulla " " E se dicessi ai tuoi che non vuoi fare quello che ti dicono? " " Ti sembra fattibile? " chiesi, cinica. " No, però almeno hai cancellato un’opzione della lista che non hai ancora fatto " rispose, ridendo. " Passare altri anni all’università? " aggiunse. " Non posso continuare gli studi " risposi. " Perché? " " Perché so già che mi direbbero di no " " Dobbiamo trovarti un lavoro allora …. Oppure un bel marito che ti piaccia " l’ultima frase la disse con un’enfasi tale che mi fece ridere. " Pensi che smetterei volentieri di giocare solo perché ho trovato un marito che mi piaccia? " chiesi ridendo. " Scherzavo, però l’ipotesi di trovare lavoro sembra la più sensata. Potresti anche trovare un part time, avresti il tempo per giocare " " E se non soddisferà i miei genitori? " " Puoi trovarne un altro oppure mentire su quello che fai ". L’ipotesi di mentire non sembrava molto fattibile, mio padre rimaneva sempre un avvocato, non ci avrebbe messo molto a scoprire dove avrei lavorato. Demoralizzata, lasciai Janny alla sua giornata e mi rimisi a giocare su Empire of Gods. Eravamo nel periodo tranquillo del gioco, l’euforia era bassa e vi erano pochi giocatori per le strade della capitale. Il momento perfetto per accumulare exp senza farmi notare. Avevo solo quello come piano in mente, nessun altro. Probabilmente fra circa 3 mesi avrei dovuto chiudere con quella vita e prima di allora volevo assaporare almeno l’ombra di Samael dal secondo posto in classifica. Lui era veramente inarrivabile, ma almeno sarei stata la ragazza che ci era andata vicino e poi era sparita nel nulla. Più di questo non sapevo che fare. Neanche i video di propaganda della Sidereal Shadow mi aiutavano a scacciare i miei brutti pensieri eppure erano fatti veramente bene. La pubblicità che la compagnia si faceva sui vari suoi giochi era stupenda. Mi piaceva come presentavano tutti i loro giochi in un unico spot. " Quasi quasi mando il curriculum alla Sidereal Shadow, ho così tanta esperienza sul loro Empire of Gods che mi prenderanno di sicuro " esclamai, ridendo, tra me e me. L’avrei accettato volentieri un lavoro da loro, l’unico problema sarebbe stato giustificarlo ai miei. Sospirai e risi vedendo la danza della vittoria di Starlen una volta battuto l’ennesimo boss delle quest semplici. Un suono richiamò l’attenzione sulla chat, mi era arrivato un audio personale da qualcuno. Lo ascoltai senza neanche curarmi di chi fosse. " Non mi hai risposto, ti sono mancato così tanto da infastidirti? ". Cazzo! Samael mi aveva beccata on ed era ritornato loquace. Accesi il microfono delle cuffie e risposi a tono. " Non mi sei mancato. Mancavi a tutti quegli idioti che si nascondono nella tua ombra " Non c’era la modalità chiamata ed era una vera fortuna visto che, dalla velocità con cui mi rispondeva, non mi avrebbe dato il tempo di pensare. " Lol! Trovato marito? " Samael aveva un modo troppo diretto di arrivare al punto. " Probabile, ma pensavo di scappare da qualche parte " " Perché? " " Perché non mi voglio sposare " risposi sbuffando. " Non farlo allora ". Lo disse con una tale naturalezza che mi lasciò interdetta per un po’. " O mi sposo o trovo un lavoro " risposi. " Puoi sempre trovarti un lavoro " altra risposta scontata di Samael. " Deve essere di un certo tipo, se no i miei non lo approverebbero e dovrei ripiegare sull’opzione matrimonio. È assurdo, ma è vero " " Credo che con i prossimi aggiornamenti potrebbero mettere la modalità lavoro e matrimonio. Puoi scegliere quale ti piace di più " disse serio. Io risi come una matta e glielo feci sentire. " Posso dire a Papà che ho trovato un lavoro come sterminatrice di dei oppure potrei dirgli che ho sposato un troll " risposi, ironicamente. " Perché proprio un troll? " chiese. La discussione sembrava divertirlo, il suo tono di voce era diventato giocoso. " Cosa altro dovrei sposare? " " Un demone " rispose secco. " No, non credo che Destructor sia il mio tipo " risposi, cinica. " Neanche io lo credo, potresti sposare me. Insieme domineremo il mondo " lo disse con un tale serietà da farmi arrossire. " Non so neanche che faccia hai " " Cambierebbe qualcosa? " " No, ma se c’è la modalità figli vorrei almeno sapere come potrebbero nascere " risposi ridendo. " Beh sarebbero come i nostri avatar " rispose Samael. " Il mio avatar assomiglia un po’ a me " scherzai. " Il mio non proprio, non sono ceruleo e con i capelli bianchi " rispose ridendo. A differenza del mio avatar, il suo era di tipo ghiaccio e quindi i suoi colori predominanti erano il bianco, il grigio e l’azzurro. " Lo sai che scherzavo? " " Lo so, sembri più bella del tuo avatar " lo disse con una voce cosi arrapante che mi bagnai all’istante. Rimasi a fissare i nostri avatar nello schermo e non risposi. " Non dici niente? Ti ho fatto arrossire? " Chiese. Anche, ma mi hai fatto soprattutto bagnare, fu quello che pensai ma che non risposi. " No, mi sono distratta un attimo " mentii. " Qual è il tuo problema vero e proprio? " " Sto per laurearmi ed ho scelto una facoltà che potevo facilmente superare solo per poter stare lontano dalla mia vita a San Francisco e quindi passare le giornate chiusa in casa a giocare e guardare serie tv " confessai. " Sei scappata dalla tua famiglia? " la sua voce era diventata seria. " Non proprio, ho solo preso tempo prima di passare il resto della vita chiusa in stretti schemi " " Perché? " " Non ci conosciamo, non mi sembra il caso di approfondire la discussione " risposi, seria. " Okay, ritorniamo al punto principale. Stai cercando un modo di non essere costretta a tornare a San Francisco, cosa ti serve veramente? " " Un lavoro lontano dalla California, magari anche di spicco e che mi permetta di continuare la mia vita da Gamer. Un posto stabile e che non sia sotto i riflettori " " C’è un motivo in particolare perché cerchi qualcosa di estremamente riservato? " " I miei sono persone abbastanza importanti, non voglio stare nella loro ombra e neanche essere condizionata dalla loro scelte " " Capisco " " Non ci riuscirò " risposi, tristemente. " Se non ci riesci, che succede? " " Chiudo l’account, torno a San Francisco e, se mi va bene, mi faccio un paio di anni ad aiutare papà a lavoro e poi dovrò sposare qualche rampollo stupido " risposi, cinica. Paradossalmente, la cosa che non volevo dirgli alla fine la sputai anche troppo facilmente. " Perché? " " Perché sono una figlia inutile ". Passarono un paio di minuti prima che rispondesse ed io, nel frattempo, mi deprimevo sempre di più. " E se avessi un modo per aiutarti? Potrei farlo? " chiese. " Tentar non nuoce. Male che va, ti ricorderai di me? " " Certo. Sei la ragazza che ha bastonato centinaia di ragazzi ai videogames " rispose ridendo. " Vero! Che proponi? " chiesi, ridendo. " Devo pensarci. Forse ho qualcosa per te " " Niente cose illegali, spero " " Certo che no. Il traffico di caramelle non è illegale, ancora. Quanto tempo hai? " scherzò. " 3 o 4 mesi al massimo " risposi, ridendo. " Ti faccio sapere " " Perché mi vuoi aiutare? " " Mi piace il tuo modo di fare " rispose, velocemente. Arrossii ancora. " Grazie " risposi, timidamente. " Mi ringrazierai se riesco ad aiutarti " " Vorrai qualcosa in cambio, in caso? " chiesi, con la voce preoccupata. " Solo la tua anima " rispose, con la voce divertita. " Credevo peggio, si può fare. Però non so se potrà esserti utile. Dante ha descritto un girone apposta per me, non credo te la farebbero tenere " risposi, seria. " Potrei essere il capo da quelle parti … " rispose. " Ah beh! Allora nessun problema! " risi. " Rispondi ad una domanda prima " " Dimmi " " Il tuo nome, dimmelo " " Perché? " " Sono curioso " " Mi dirai il tuo? " chiesi, speranzosa. " Sì " rispose, secco. " Ashe ". La sua risposta non tardò ad arrivare. " Ozy " " Lol. Abbiamo entrambi nomi strani " risi. " Abbastanza " rise anche lui. " Bene Ozy, grazie della chiacchierata. Spero di aver occasione di dare in cambio la mia anima per una proposta soddisfacente " dissi, con un ottimo tono da venditrice. " Mi ha fatto piacere chiacchierare e spero di poter tenere presto la tua anima nel più basso dei miei gironi infernali " rispose. Dalla sua voce si percepiva che stava ridendo. Io, nonostante sembrasse veramente che stessi vendendo la mia anima al diavolo, non potevo fare a meno di sogghignare. Mister Ozy sembrava veramente interessante.
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