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347 Words
5 Sotto il portico c’era un tizio col cane. Poco più in là una nonna con la nipotina: il lattaio sulla soglia della bottega le stava salutando entrambe. Nient’altro. Era la pacifica vita mattutina (ben diversa dalla vivacità serale) di quell’isola dentro la città. Si era immaginata tutto? E quella sensazione allora… e i brividi lungo la schiena? La paura distorceva la realtà, o la rendeva ancor più nitida? Talmente limpida che diventava distorsione. Non sapeva più cosa credere. Continuò a perlustrare la via. Le colonne. Buttò la testa dentro un portone aperto. Un atrio in penombra. Bologna sapeva essere così oscura e ossessiva. La terrorizzava. La dotta, la grassa, l’accogliente. Era solo una trappola! Bologna era una madre cannibale che la scrutava con i suoi folli occhi ingordi. I portici erano i suoi intestini, gli androni bui le sue ulcere. E lei era già stata fagocitata. Inghiottiva i succhi gastrici che la stavano digerendo... Cristo santo, delirava! Doveva darsi una calmata. Era preda di un attacco di panico coi fiocchi. Una calmata! Invece no. Di nuovo. Le sembrò che qualcosa si muovesse dietro il furgone rosso di un corriere. Focalizzò lì la sua attenzione. Attese. Il furgone ripartì lasciando solo lo spazio vuoto e in lei un senso di smarrimento. Doveva capire una volta per tutte, o sarebbe impazzita. Camminò con decisione. Era il massimo che riuscisse a fare senza inciampare. Si era concessa i tacchi alti, pur sapendo che non le avrebbero consentito di correre. Svoltò in via Paradiso e si fermò. Doveva avere una strana espressione, perché due signore smisero di chiacchierare e la guardarono incuriosite. Non badò loro, era troppo impegnata a distinguere i rumori dietro l’angolo, per individuare ciò che la interessava: lo spettro che da mesi la stava terrorizzando senza materializzarsi. Uno scooter, lo sportello di una macchina che sbatteva, il vociare… Quindi un suono di passi. Maschili, senz’altro. Affrettati, impazienti. Si avvicinavano. Era il momento giusto: le due signore la stavano ancora osservando. Con la loro presenza, involontariamente la proteggevano. Passi, passi… Il suo inseguitore era vicinissimo, proprio dietro l’angolo. Passi. Federica si lanciò oltre il palazzo, contro lo sconosciuto.
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