12
Infilò le chiavi nella serratura e fu invasa dall’adrenalina.
Per un’incredibile serie di coincidenze si trovava di nuovo lì. Un disegno del destino l’aveva condotta a sua insaputa.
Quante possibilità esistevano che proprio quell’appartamento fosse messo in vendita (dopo le cose agghiaccianti che ci erano capitate dentro) e che lei ne venisse a conoscenza in quella maniera singolare?
Una su cento miliardi.
Forse meno.
D’altronde cos’era stata la sua vita fin lì? Una laurea con lode in lettere moderne, mantenendosi facendo la cameriera. Quindi anni di precariato e decine di manoscritti presentati e rigettati con molta cortesia da tutte le principali case editrici. E anche dalle case editrici che “principali” non lo erano di certo.
Gentile signorina Ansaloni, il Suo testo è molto buono, la trama ben congegnata e la scrittura elegante, tuttavia simili storie non rientrano nei nostri prossimi progetti editoriali. Siamo certi che date le Sue capacità non faticherà a trovare editori disposti a pubblicarLa e investire capitali per promuoverLa come Lei certamente merita...
...blablà e blablà...
All’inizio quelle risposte le avevano fatto quasi piacere: i professionisti riconoscevano il suo talento, anche se per una sfortunata serie di eventi erano impossibilitati a pubblicarla.
Con il tempo però Federica aveva capito che si trattava di cliché prestampati, per ammorbidire gli spigoli alla pillola del rifiuto.
Fu un brutto risveglio, quello della consapevolezza.
Ah, sì, a proposito di prendere coscienza: in contemporanea c’era stato anche il pugno in faccia di Ilario, che le aveva quasi fratturato lo zigomo. E così l’aveva lasciato, dopo dodici anni insieme.
In quel momento Federica aveva davvero toccato il fondo. Con i quattrocento e ottanta euro al mese del lavoro al call-center non poteva nemmeno permettersi una stanza in affitto.
Era finita a casa di un’anziana signora un po’ bisbetica. Si era occupata delle faccende domestiche e la notte l’aveva aiutata ad andare al bagno, in cambio di vitto e alloggio.
Il resto del tempo l’aveva passato a studiare la scrittura e congegnare storie.
Poi quel romanzo tremendo, saturo d’insania, con suo stupore accettato subito. In meno di un anno e mezzo aveva venduto centinaia di migliaia di copie e le aveva fatto conoscere Alberto.
Il suo conto corrente era passato da zero a quasi duecentomila euro. E i diritti che incassava non accennavano a diminuire. Ogni volta che domandava l’estratto conto alla banca, rimaneva allibita da quello che stava riuscendo a produrre quel mucchietto di pagine.
E adesso l’appartamento le si spalancava davanti. Angusto eppure enorme, data l’importanza che aveva avuto nella sua vita.
Il vecchio studio della dottoressa Tonelli.
Federica aprì la porta.