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461 Words

13 L’odore. Era rimasto lo stesso. Come se di quegli ultimi otto anni, non fosse passato un solo minuto. Il medesimo profumo. Perché per lei di profumo si trattava. Un po’ di chiuso, di volumi dalle pagine ingiallite, ma che le ricordava anche le nocciole tostate. L’odore dei vestiti di Elisa, e del suo respiro. I muri ne erano impregnati e a Federica parve dialogassero con la sua scatola cranica. Dentro l’olfatto abitava uno stregone che incamerava l’essenza delle cose e l’anima delle persone. Federica si appropriava degli odori, ma ne era anche vittima. Quando un odore entrava in lei, poteva rimanersene in attesa per vent’anni. Tuttavia appena lo ritrovava, i ricordi esplodevano selvaggiamente e la chimica del suo corpo impazziva. Adesso si sentiva stordita come sulle montagne rus

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