Capitolo 20

1549 Words
Emma Quando entro nell'edificio e non riesco a trovare Rafael, mi preoccupo. Vado alla sala ricevimenti e chiedo di lui, ma la persona lì presente non sa darmi spiegazioni. - Emma... - Sento la voce roca di Rafael e mi giro per guardarlo. E io gli sorrido e lui mi sorride a sua volta. - Dove eravate? - chiedo curioso. - Andiamo di sopra, cara. - dice senza rispondermi dove si trovava. E mi viene in mente che lui si starà chiedendo dove fossi. E mi prende la mano e ci dirigiamo verso l'ascensore. Sono curioso di sapere dove si trovava. E salimmo in silenzio. Non ci è voluto molto per arrivare lì e ho scoperto che vive in un attico. Lo guardo prendere la chiave, aprire la porta ed entrare, poi entra, chiude la porta e restiamo chiusi dentro. - Ti stai comportando in modo strano... - chiedo cautamente, guardandolo. - Sono così eccitato... - dichiara ringhiando e viene da me e mi prende contro il muro e io sorrido. Sembra che questo accadrà sempre quando saremo con le spalle al muro E restiamo a guardarci senza dire niente e io non vedo nemmeno cosa sta succedendo, lo sento solo dire: - Amore, metti le tue gambe su di me, tesoro, ho bisogno di sentire la tua figa sul mio cazzo! - chiede o meglio ringhia e non immagina che sentendo quel tono io faccia qualcosa per lui. Praticamente ti salto in grembo. Rafael mi sistema sulle sue gambe e io lo tengo stretto tra le gambe, gemendo un po'. - Non vuoi dirmi dove eri? - Gli chiedo di nuovo. E quel figlio di puttana mi bacia e chi sono io per negare un bacio a quell'uomo? - Allora... - mi baciò. - Allora...- ripeto e lui mi guarda e sorride. - Te lo dico tra un po'... - risponde e quando stavo per chiederglielo. Rafael mi bacia di nuovo e questo bacio, Dio, è perfetto. - Rafael... - gli sussurro senza fiato, lui mi guarda e sorride e mi mette le mani sulla vita e mi afferra il sedere e mi spinge contro il muro e io arrivo senza fiato. - Ho qualcosa da dirti... - comincia. Ma finisco per interromperlo. - Devo anche dirti alcune cose... - Lo avverto. - Quella cosa, minacceresti la signorina Franco e quella signora che non so nemmeno chi sia? - risponde e abbasso gli occhi sul suo petto, non voglio vedere che lì c'è scritto pazzo - Non so di cosa stai parlando... - Cambio argomento e gli chiedo di scendere dalle sue gambe. - Non te ne vai da qui... - dice. - Emma, guardami... - chiede Rafael e io alzo lo sguardo e invece di vedere repulsione o i suoi occhi che rivelano che sono pazza, ricevo un grande sorriso da lui. - Stai sorridendo? - Gli chiedo. - Sì, lo sono... Non hai idea di quanto sia stato difficile salire in ascensore senza poterti toccare... - Ma..., ma... - balbettò senza capire niente. - Amore, non esiste una cosa del genere... - dice e si avvicina con il viso al mio, mi sposta i capelli, appoggia la bocca sul mio collo e dice: - Rafael... Devo confessare alcune cose su di me. - Lo avverto. - Che sei possessiva nei miei confronti? - dichiara e io lo guardo sorpresa. E mi innervosisco perché ora è il momento di dirgli chi sono e dargli così la possibilità di prendere le distanze da me. - Sì... Ma non è tutto. - Lo avverto e gli chiedo di scendere dalle sue gambe, ma lui, con molta riluttanza, mi lascia andare e io mi allontano da lui. - Cos'altro potrebbe essere? - chiede curioso. - Per prima cosa, vorrei capire se quello che senti ti farà inserire più velocemente la mia richiesta in un'app di ride-sharing o se preferirai portarmi in un ospedale psichiatrico... - Gli rispondo. - E perché dovrei farlo? - chiede curioso. E inizio a camminare e a guardare Rafael con tutto l'amore che provavo per lui. Sapendo che forse era l'ultima volta che sentivo il tuo tocco sul mio corpo. E la tua bocca sulla mia. Anche a lui ho dovuto dire tutto. Perché aveva il diritto di andarsene e questo mi avrebbe ucciso, ma ne aveva bisogno e anche questo mi avrebbe ucciso lentamente. - Quando sono entrato a far parte della vostra azienda. Non avrei mai immaginato di incontrare il grande amore della mia vita... - inizio e Rafael mi interrompe dicendo: - Non avrei mai immaginato che incontrandoti attraverso lo schermo nero mi sarei innamorato follemente di te. - dichiara e nel sentirlo il mio cuore sussulta di gioia. - Rafael, quando ti ho conosciuto avevo una sola ossessione... - dichiaro e guardando chi mi stava ancora guardando con curiosità continuo a dire: - Ho un'ossessione per il Natale, ho tutto del Natale, o meglio, cerco di... - Non ci vedo alcun problema. - risponde sorridendo. - Ho alberi di Natale, pigiami, lingerie, tazze, tutto quello che puoi immaginare... - Gli dico. - Tesoro, e allora se sei ossessionata dal Natale? - chiede. - Non credo che dovrebbe essere normale. - Gli rispondo. - Non vedo alcun problema in questo, non vedo l'ora che tu decori questo spazio a modo tuo. - dice sorridendo, indicando la stanza senza decorazioni e guardandola e sorridendo mentre dice: - Mi piacerebbe decorare la tua casa. - Gli rispondo sorridendogli. - Wow... - esclama. - Non credo di aver capito... - rispondo confuso. Credo di aver capito meglio che la paura di sentire ciò che avevo sentito era troppa. - Emma, questa è casa tua! Qui puoi decorare come preferisci. - dichiara e viene verso di me. - Rafael, sei sicuro? Sono una persona appassionata, pazza, ossessionata, qualsiasi aggettivo ci sia, del Natale. Voglio decorarlo fino al soffitto. - Rispondo e gli mostro il mio aspetto a Natale. - E se a Natale ti comporti così, a me non importa! - risponde e continua a parlare: - Se vuoi, compro quella dannata fabbrica che fa le decorazioni natalizie. Vuoi che ti porti la neve? Troverò un modo. - Non c'è modo di portare la neve... - risposi sorridendogli. - Per te? Lo porto io! - risponde e mi fa innamorare ancora di più di lui. E sorrido mentre sento i miei nervi calmarsi un po'. - Rafael, solo tu puoi farmi sorridere e calmare il mio nervosismo. - Lo confesso, guardandolo. - Non c'è bisogno di essere nervoso, amore. Ricordati, sono io! - dichiara e viene verso di me e quando si avvicina alzo la mano e dico: - Non hai ancora sentito la mia altra ossessione. - Rispondo e non mi accorgo nemmeno che lui prende la mia mano e se la porta al petto e appoggia la sua mano sul mio petto, più precisamente sui nostri cuori. - Amore, so che la tua ossessione, come dici, è per me... - dichiara e io lo guardo scioccata. - So che chi vede o sente questo pensa che la malattia sia colpa mia, ma non è così. - Più simile a Rafael! Sono una persona che non ti serve a niente. - Lo confesso, te lo dico dal profondo del cuore. - Certo che sì. - risponde serio. - Come pensi che io possa esserti utile se sono così possessivo nei tuoi confronti? Dal momento che non mi dispiace minacciarti o addirittura ucciderti! - Dichiaro e se questa doveva essere una sorpresa, lo sguardo che ricevo è quello di chi lo sapeva già. - E secondo te cosa dovrei fare? - mi chiede. - Ti do la possibilità di scegliere perché se vuoi davvero che io stia con te, sarò la persona che vedrai. - Vorrei mettere in chiaro come ero. - Amore, questo è ciò che voglio. - risponde. - Ne è sicuro? È l'ultima possibilità perché diventerò quella donna che vuole uccidere ogni donna che ti si avvicina... - Ti avverto. - Sono sicuro che! Voglio te! Ti amo! - dichiara e continua. - Sentirti dire che non vuoi nessuna donna vicino a me mi fa eccitare da morire. - Questo può finire, stai tranquillo perché ti sto dando la possibilità di essere libero e di non rimanere intrappolato al mio fianco. - Vi do un altro avvertimento. - Voglio essere legato a te per l'eternità, ti amo così come sei, sei ossessionato da me e voglio che questo continui. L'ossessione per il Natale Voglio che tu continui e che non cambi mai chi sei. - dichiara. -Rafael, Amanda lei... - non mi lascia parlare e mi mette un dito sulle labbra per zittirmi, mentre le nostre mani sono ancora sui nostri cuori. - Non lavora più per me...- dichiara e io rimango scioccato. - Lei... Lei... - Non ho parole per dire cosa mi passava per la testa. - No, non merita di stare nella stessa stanza con te. - dichiara e mi racconta cosa ha fatto e mi ha fatto sussultare di gioia. - Rafael Mathias, ora sei completamente mio. - Gli dichiaro e lui mi guarda e dice: - Adesso sei finalmente mio! - dichiara e mi prende in braccio e mi porta verso la sua stanza, o meglio, la nostra stanza.
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