XV. Il signor Rochester me lo spiegò infatti alla prima occasione. Un dopopranzo passeggiavo nei campi insieme con Adele, lo incontrai e mi pregò di seguirlo in un viale di frassini che si stendeva dinanzi a noi, mentre la bimba si sarebbe baloccata con Pilato e col volano. Mi narrò allora che Adele era figlia di una ballerina dell’Opera, di Celina Varens, per la quale egli aveva nutrito quella che chiamava una gran passione. Celina aveva finto di corrispondervi con un amore anche più ardente. Così egli, benché brutto, si credeva adorato e credeva che la giovane preferisse la sua figura di atleta all’eleganza dell’Apollo di Belvedere. — E fui così lusingato, signorina Eyre, della preferenza della silfide francese per il suo gnomo inglese, che la misi in un palazzo, le detti servi, car

