Aveva cessato di trattarmi con sprezzo, e quando m’incontrava mi sorrideva e aveva sempre una buona parola da dirmi. Quando m’invitava ad andare da lui, mi riceveva cordialmente, e questo provavami che avevo il potere di divertirlo, e che ricercava le conversazioni della sera per piacere proprio. Parlavo poco, ma provavo diletto nell’ascoltarlo. Era comunicativo, si compiaceva di far balenare dinanzi a uno spirito ignaro alcune scene del mondo. Non mi metteva sotto gli occhi atti cattivi o corrotti, ma mi parlava di cose che avevano per me molto interesse, perché si svolgevano su larghissima scala ed erano narrate con strana originalità. Ero felice quando m’iniziava a idee nuove, rivelava al mio spirito regioni sconosciute. Egli non mi turbava più con spiacevoli allusioni. Le sue ma

