XVI.

2814 Words

XVI. Il giorno seguente a quella terribile notte temevo e desideravo d’incontrare il signor Rochester; avevo bisogno di udire la voce di lui, ma ne temevo lo sguardo. Al principio della mattina mi aspettavo di vederlo giungere da un momento all’altro. Non entrava spesso nel nostro studio, ma ci veniva qualche volta, e presentivo che quel giorno ci avrebbe fatta una visita. Ma la mattina passò come al solito e nulla venne ad interrompere le lezioni di Adele. Dopo colazione sentii rumore dalla parte della camera del signor Rochester, distinguevo le voci della vedova, di Leah, di John e della cuoca. — Che benedizione, — dicevano, — che il nostro padrone non sia bruciato vivo nel letto. È una imprudenza di lasciare una candela accesa la notte. Che felicità che abbia pensato al brocchetto.

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