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1141 Words

16Ventimiglia, autunno 2005 Il trillo del telefono gli trapanò il cervello, strappandolo dal sogno in cui, audace, accarezzava le curve morbide di Ambra Rivetti. Il display, che si illuminava ad ogni impulso, segnava le tre. “Che c’è? Chi rompe a quest’ora di notte?”. “Scichilone, sono il questore”. L’accento napoletano di Giuseppe Sardo era inconfondibile e nella testa del commissario si materializzò la figura del suo capo, tosta come quella di un peso massimo. “Senti, Vitto’, acchiappa una macchina e vai fino a Dolcedo…”. “A Dolcedo? …a fare che?”. “Se mi fai parla’ ti spiego... lì, alla chiesa parrocchiale, troverai la Mobile che sta facendo un sopralluogo su un morto...”. “Un morto… a Dolcedo…”. “E fammi fini’! Alcuni ragazzi hanno trovato la porta della chiesa aperta e, pensa

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