18.

1072 Words
«Dove stai andando?» «Da Caleb.» Harry alza lo sguardo lo stretto necessario per rivolgere a sua mamma un'occhiata torva, poi finisce di allacciarsi le scarpe e apre la porta. «Quale parte di Ti vieto di fare altro oltre a dormire, mangiare e studiare non hai afferrato?» «Dai! Anche Caleb è costretto in casa per colpa della festa. Non usciremo. Saremo solo due poveri carcerati che condividono consigli sul sopravvivere in reclusione.» «Simpatico.» Sarah incrocia le braccia e solleva un sopracciglio. «Ti voglio qui per le sei, intesi? E, appena entrerai da quella porta, subito a studiare.» «Sì, mamma.» «E salutami Meg.» «Sì, mamma.» «E di' a Caleb che adesso è sulla mia lista nera.» Harry sorride. «Lo sa già, mamma.» Sarah agita una mano in aria e torna alle proprie faccende, mentre il figlio esce ridacchiando e comincia a camminare a passo spedito. Durante il tragitto, proprio perché è seriamente dipendente e senza speranza, Harry da un'occhiata alle notifiche di Fancind e al proprio profilo. Non sta più aggiornando le sue storie e si sente abbastanza in colpa per questo, ma ha cose più importanti a cui pensare. La situazione, in pratica, è la stessa – se non ancora più fuori controllo. Love_You_ ha postato un messaggio in 19Clarke94 Guarda che ti intaso di notifiche a vita se non dai immediatamente ai tuoi poveri seguaci un po' di notizie su di te e sul tuo amante focoso. INTESI? Charliiie_Ah ha postato un messaggio in 19Clarke94 La tua foto profilo è l'amore... Obbliga Lo a metterne una uguale, altrimenti lo strozzo. Hai 57 nuovi followers. Jamie Rispondimi, cazzo! Ho bisogno di sapere se tu e Lo vivete già felici e contenti in una baita in montagna. _ProudOfMe_ Mi trovo sulla linea di non ritorno. Il prossimo passo sarà scrivere storie erotiche su di voi, sappilo. E così via. Messaggi da gente nuova, messaggi da fan che lo seguono già da prima di tutta questa storia e messaggi da parte dei soliti profili fissati bisognosi di risposte. Harry non ha tempo per dar retta a tutti e inventarsi altre balle, perciò rimette il telefono in tasca, imponendosi di non controllare la chat con Logan, e accelera il passo. Arriva davanti a casa di Caleb con il fiatone, i piedi congelati e le guance probabilmente rosse. Ad aprirgli, trova Meg e si premura di riferirle all'istante i saluti di Sarah; la donna brontola un po' quando le dice che è venuto per fare compagnia a Caleb, ma gli indica comunque le scale per il piano di sopra perché non avrebbe mai il coraggio di rispedirlo indietro. Soprattutto, non con questo freddo. Harry percorre il corridoio puntando dritto verso la camera dell’amico. Si blocca una volta arrivato a destinazione, perché le urla di Caleb le sente distintamente anche se ci sono un po' di centimetri di legno a separarli. Appoggia l'orecchio destro contro la superficie della porta e distingue tante imprecazioni. Tipico. Poi Caleb abbassa la voce, e la rialza subito dopo. «Ti dico che non è impossibile! Partiamo il 23, nel pomeriggio, e per sera siamo lì.» Una pausa. «Non lo so! Possiamo tornare a casa il 25, oppure partiamo il 24, sul tardi però. Senti, questa è una cosa che decideremo quando sarà il momento.» Harry aggrotta le sopracciglia. «Comunque mi hai detto che a casa tua va bene, no? Sì, perfetto.» Caleb smette di parlare. Harry dà per scontato che stia ascoltando l'altra persona, ma il silenzio si protrae per un po' troppo e la curiosità gli sta martellando la testa, perciò spalanca la porta e si gode la scena del suo amico che si volta di scatto e cade dal letto. Coperte volano da tutte le parti e Caleb maledice la madre di qualcuno. «Cazzo. ‘Fanculo. Tyler, ti richiamo dopo.» Un ciuffo chiaro sbuca dal groviglio sul pavimento e Harry si avvicina furtivo. Trattiene una risata isterica perché è più confuso che divertito, al momento. «Che cavolo ci fai qui?» «La gentilezza... Tu con chi stavi parlando?» Lo aiuta ad alzarsi e Caleb studia il cellulare, prima di lanciarlo sul letto e fissare Harry dall'alto in basso. «Un amico.» «Lo conosco?» «Mmh, no.» «Ok.» Confusione, doppia confusione. «Quindi, dove hai intenzione di andare il 23?» «Hai origliato?!» «Stavi urlando come un deficiente! Ho sentito, non origliato.» Caleb comincia a mordersi il labbro inferiore. «Va bene, hai sentito.» «Dove vai il 23?» Harry ripete. «Ehm. Vado a Doncaster, presente?» Harry si zittisce un istante. «Doncaster.» Poi sbarra gli occhi. «DONCASTER?! Perché devi andare a Doncaster? È—E poi hai detto partiamo. Con chi vai?» Caleb gioca distrattamente con un filo del maglione. Harry studia ogni sua mossa con crescente nervosismo. Sta per ripetere la domanda, quando «Uh, con te» dice l'altro. E Harry sbianca completamente. Cristo. «COSA? SEI PAZZO?! Non ci vengo a Doncaster con te! La vigilia di Natale, poi! Sai chi abita a Doncaster? PERCHÉ PROPRIO DONCASTER?! TU SEI FUORI!» La voce di Harry cresce a ogni nuova domanda o insulto. Caleb sente il bisogno di farsi piccolo piccolo ma, proprio perché odia lasciarsi intimidire da Harry quando è lui quello che ha ragione, allunga una mano per prendere di nuovo il cellulare. Ignora l'amico che cerca di afferrarlo e le sue grida assurde che gli trapassano il cranio; si limita semplicemente ad aprire la galleria, con il labbro sempre tra i denti. Quando Harry «Dio! SAI CHI CI ABITA?!» ripete per la centesima volta, Caleb pesta un piede a terra e gli piazza di fronte agli occhi la foto che ha ricevuto da Tyler. Sia benedetto Tyler. «Logan?» chiede, con un sorrisino complice. Aspettava questo esatto momento da ore. E si è anche dimenticato di riprenderlo! La bocca di Harry rimane ferma su un qualcosa non detto, mentre il suo sguardo analizza l'immagine che ha davanti agli occhi. Avvicina le mani tremanti al cellulare e Caleb lo lascia cadere tra le sue dita con evidente soddisfazione. Lo guarda divertito, mentre vede per la prima volta il suo scrittore, e si siede sul letto aspettando una bella risposta affermativa. Ma quella non arriva. Harry si appoggia alla scrivania di Caleb, ancora a corto di parole. Allontana un ciuffo di ricci dalla fronte. «Porca merda» sibila. È lui. È lui e lo sta finalmente guardando. Caleb finge di studiarsi le unghie. «Quindi? Che facciamo?» Harry, di nuovo, non risponde. L'irlandese ridacchia. «Prepara mutande e pigiamino. Si parte per Doncaster.»
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