Rolf Aspettai coricato ai piedi del letto. Ogni qualvolta provassi ad abbassare la testa, un rumore dalla foresta me la faceva alzare di nuovo. Non mi piaceva quel posto, pieno di odori impregnati di magia e di rumori provenienti da creature che gli umani non avevano mai visto, mai neanche immaginato. La donna dormiva profondamente, tremando nel sonno e tossendo di tanto in tanto. Ad un certo punto, poggiai una zampa sul letto. Se fosse stata un cucciolo, le avrei dato un cervo da mangiare e avrei spolpato l’osso fino al midollo, per farla stare meglio. Poi le avrei leccato la faccia e l’avrei fatta addormentare sul mio pelo caldo. Odorava di quella stessa erba da cui prendeva il nome, insieme al miele e al Sole. Le sue mani strinsero la coperta, e le sue labbra si mossero leggermente n

