Sage I miei occhi si aprirono piano piano. Un odore dolce, di fumo, mi riempì le narici, e le fiamme giocavano all’interno di un camino che mi era sconosciuto. Mi stiracchiai, notando in quel momento di essere coricata su un grande letto, creato da legna forte e chiara e un materasso morbido. Non c’era da stupirsi che avessi dormito così profondamente, al caldo e più a mio agio di quanto mi fossi mai sentita in tutta la mia vita. Il mio corpo era mollo, reduce del troppo sonno e della debolezza. «Dove sono?» raschiai, la gola secca. «Sh.» Il guerriero, Thorbjorn, era seduto sul letto, un braccio dietro le mie spalle per tenermi ferma mentre bevevo. Io presi un sorso di quel liquido caldo, fermandomi subito quando il sapore amaro arrivò alle mie papille gustative. «Lo so, piccolina. Un

