LA PROSPETTVA DI LEO
Leo entrò nella grande entrata della sua casa, i suoi pensieri vorticavano con la gravità degli eventi della giornata. Le parole di suo padre echeggiavano nella sua mente, mescolandosi con l'ansia che lo attanagliava per il suo imminente matrimonio con Gabrielle. La casa, piena di opulenza e del solito brusio di attività, sembrava fredda e distante mentre si dirigeva lungo il corridoio verso la stanza di Gabrielle. Ogni passo sembrava risuonare con la sua tormenta interiore.
Arrivò alla porta di Gabrielle, bussò leggermente, poi entrò trovandola seduta sul bordo del letto, lo sguardo fisso alla finestra come se cercasse consolazione nella vista. La sua solitudine in questa situazione fece stringere il cuore di Leo. Non era così che aveva immaginato il loro primo incontro come coppia sposata.
"Dobbiamo parlare", disse Leo, la sua voce ferma, mentre chiudeva la porta dietro di sé. Osservò l'espressione di Gabrielle cambiare da una contemplazione distante a confusione mentre si voltava per guardarlo.
Gli occhi di Gabrielle incontrarono i suoi con un misto di curiosità e apprensione. “Di cosa?”
Leo prese una profonda boccata d'aria, sentendo il peso della responsabilità che gravava su di lui. "Di perché sei qui."
Il sospiro di Gabrielle fu pesante, la sua frustrazione avvertibile. "Sono stata costretta a venire qui contro la mia volontà."
Leo annuì, comprendendo la gravità della sua situazione. Lui stesso era stato lì, ascoltando i piani del padre e lottando con le conseguenze delle sue stesse decisioni. "Posso aiutarti, Gabrielle. Ho un piano."
Il sopracciglio di Gabrielle si aggrottò scettico. "Un piano? Che tipo di piano?"
Il volto di Leo si ammorbidì in un sorriso rassicurante, anche se il suo cuore tremava per la tensione di ciò che stava per proporre. "Un piano per liberarti."
La dichiarazione rimase sospesa nell'aria e gli occhi di Gabrielle si dilatarono per lo shock. "Stai scherzando, Leo?" Il suo stupore era evidente nel tono di voce.
Leo annuì solennemente, sottolineando la serietà della sua offerta. "Sì. È una situazione difficile per entrambi, Gabrielle."
Lo sguardo di Gabrielle era intenso, cercando di leggere in lui. "Cosa stai suggerendo?"
Leo si prese un momento per raccogliere i suoi pensieri, mentre il peso delle sue prossime parole si faceva sentire. “Devo consumare il mio matrimonio, Gabrielle”.
La mascella di Gabrielle cadde per lo stupore, i suoi occhi si dilatarono per lo shock. "Prendere la mia verginità?" La sua voce era appena un sussurro, tremante di rabbia e paura.
Leo annuì, il suo volto serio. “So che è molto da chiedere, Gabrielle”.
Gabrielle si alzò di scatto, il suo movimento brusco e incredulo. "Stai scherzando, Leo. Questa è una follia!"
Leo rimase calmo, la sua voce ferma mentre la affrontava. "Non sto scherzando. Se facciamo questo, potremo simulare la tua morte e poi potrai sparire. Sarai libera di lasciare questa vita alle spalle."
Lo sguardo di Gabrielle scrutò il suo volto per cercare qualsiasi segno di insincerità, ma non ne trovò. "Leo, mi hai pagato quella somma enorme solo perché poi potessi andartene?"
Leo scosse la testa. "Gabrielle, non ho bisogno di quel denaro. Il mio obiettivo è aiutarti a sfuggire a questo incubo."
"Come posso avere la certezza di poter confidare in te?" La voce di Gabrielle era permeata di dubbio e frustrazione.
"Puoi confidare sulla mia parola", disse Leo sinceramente, sperando che la sua sincerità riuscisse a rompere il suo scetticismo.
Gabrielle rimase cauta. "Non ne sono sicura."
La pazienza di Leo si stava esaurendo, ma rimase composto. "Ti sto offrendo un'alternativa. Altrimenti sarai costretta a vivere una vita infelice accanto a me. Questa è la tua possibilità di riconquistare la tua libertà."
Gli occhi di Gabrielle erano pieni di contemplazione, la sua mente correva attraverso le implicazioni della proposta di Leo. "Ci penserò, Leo."
Leo annuì, comprendendo il suo bisogno di tempo. “Oggi ti verranno consegnati alcuni oggetti. Preparati perché stasera incontrerai la mia famiglia”.
Con questo, Leo si girò e uscì dalla stanza, lasciando Gabrielle alle prese con l'enormità della decisione che doveva affrontare.
Si recò nel salotto dove suo padre, Maurizio, lo aspettava con aria d'aspettativa. I muri della stanza sembravano restringersi, gravidi del peso di aspettative e giudizi non pronunciati.
"È davvero una sfida," borbottò Leo tra sé e sé, sentendo l'esaurimento della giornata pesare su di lui.
Maurizio, sempre perspicace, alzò lo sguardo dalle sue carte. “I soldi che hai speso per quella donna potrebbero potenzialmente portare a un matrimonio di successo”.
La mente di Leo era altrove, i suoi pensieri intrecciati alle sue complesse emozioni. "Non preoccuparti, papà. Andrà a buon fine."
Letizia, sua madre, entrò nella stanza con un'aria di disapprovazione. "Sei pronto per il ballo di stasera," disse, il suo tono implicava più dell'evento serale.
Leo la guardò con un misto di stanchezza e determinazione. “Perché hai l'aria così turbata, mamma?”.
Gli occhi di Letizia erano pieni di frustrazione. "Non è la donna giusta per te, figlio mio."
La pazienza di Leo crollò. "Smettila di essere negativa, mamma. Quella donna è attraente, ben istruita e sarà una buona moglie."
Il scetticismo di Letizia era evidente. "Ben istruita?" ripeté, il suo tono metteva in discussione la sua valutazione.
"Il mio matrimonio è irrilevante qui, mamma. Gabrielle svolgerà il suo ruolo e tu continuerai con il tuo," affermò Leo con fermezza, la sua voce non lasciava spazio per discussioni. Si voltò e lasciò la stanza, sentendo il peso del confronto con sua madre sopra di lui.
"Papà, saranno presenti tutti di Diavolo?" chiese Leo mentre tornava da suo padre.
Maurizio annuì. "Sì, tutta la mafia non vede l'ora del tuo matrimonio."
Il viso di Leo si contrasse con la realizzazione delle implicazioni in gioco. "Eccetto me, papà," mormorò tra sé, sentendo il costo personale delle sue scelte.
Si ritirò nel suo ufficio, cercando conforto nella familiarità del suo ambiente.
Accendendo un sigaro, si concesse un momento di riflessione. I suoi pensieri si rivolsero a Jianna, l'unica persona che gli aveva offerto vera consolazione e comprensione. Il loro legame era sempre stato un rifugio dalle pressioni della sua vita, ma ora, di fronte alla prospettiva di un matrimonio con Gabrielle, sentiva un profondo senso di perdita.
Jianna era stata la sua roccia, la sua presenza un balsamo per la sua condizione. Ora, mentre affrontava la realtà di gestire la sua malattia da solo, sentiva un pizzico di angoscia. Aveva bisogno di trovare un medico che potesse aiutarlo a navigare tra le complessità della sua condizione, o rischiare di perdere la ragione nel bel mezzo del caos che lo circondava.
L'accettazione di Gabrielle della sua proposta era cruciale. Se accettava, avrebbero simulato la sua morte, permettendole di scappare mentre lui manteneva il controllo sulla Mafia. Era un rischio calcolato, ma sembrava necessario per garantire il futuro di entrambi. Sperava che, nonostante la natura complicata del loro accordo, Gabrielle lo vedesse come un'opportunità di libertà piuttosto che come una trappola.
Mentre Leo rifletteva sulla complessa rete di relazioni e manovre di potere che lo avevano intrappolato, sapeva che gli eventi di questa sera sarebbero stati cruciali. L'esito del suo piano avrebbe determinato non solo il suo destino, ma anche quello di Gabrielle. Era una scommessa ad alto rischio e poteva solo sperare che portasse a entrambi la risoluzione di cui avevano disperatamente bisogno.