Capitolo Nove

2083 Words
Aprì gli occhi lentamente. Era stato svegliato da uno strano tepore al braccio, una sensazione di calore che in un primo momento deputò essere la febbre ma quando si toccò la fronte si rese conto di non scottare più. Si girò lentamente verso il lato destro del letto da dove sentiva provenire quel calore piacevole e rimase sorpreso quando i suoi occhi misero a fuoco un Taehyung che dormiva pacifico con la testa appoggiata sul braccio del più piccolo e una mano posata sul suo stomaco. Jungkook si ricordava perfettamente che Taehyung gli aveva detto che se ne sarebbe andato non appena si fosse addormentato e sicuramente era crollato prima del biondo eppure lui era rimasto. Avevano dormito insieme e ora Taehyung lo stava abbracciando. Jungkook era perfettamente consapevole che quello era il modo tipico di dormire del maggiore, non riusciva a riposare bene se non abbracciava qualcosa o qualcuno eppure gli esplose il cuore nel petto e, anche se cominciava a fargli male il braccio, decise che non avrebbe rovinato quel momento e non si sarebbe mosso neanche di mezzo centimetro. Per una buona mezz'ora rimase a fissare il volto del biondo e avrebbe davvero voluto toccarlo ma aveva paura di svegliarlo. Si soffermò sui piccoli dettagli del viso di Taehyung, pensò tra sé e sé che avrebbe dovuto tingersi i capelli di nuovo o farsi ribattere la base perché cominciava ad avere la ricrescita nera. Ad un certo punto non resistette più e decise di rischiare. Si girò lentamente verso il più grande e con la mano si stava avvicinando alla sua guancia per accarezzarlo ma all'improvviso qualcuno bussò alla porta. Jungkook notò un tremolio negli occhi chiusi del più grande, fece cadere la mano nell'incavo del suo collo perché pensò di non avere abbastanza tempo di ritrarsi. Chiuse gli occhi e fece finta di dormire ancora quando la persona alla porta bussò di nuovo, con più enfasi. "Jungkookie!! Sono Namjoon-hyung, è ora di svegliarsi! Sono venuto a vedere come stai." Urlò il leader senza smettere di bussare. Sentì Taehyung muoversi in parte a lui e capì si fosse svegliato. "Kookie?" il biondo mosse dolcemente la mano che aveva appoggiato sullo stomaco del castano, massaggiandolo e Jungkook mugugnò. "Kookie.. c'è Namjoon-hyung alla porta ed è meglio che vada ad aprire." "Mh okay..." "Si ma...Se non sposti il braccio non posso alzarmi." Continuò il biondo. Solo in quell'istante Jungkook aprì gli occhi e si ritrovò a guardare dritto negli occhi di Taehyung. Pensò a quanto fosse una visione celestiale, a quanto avrebbe voluto svegliarsi così tutte le mattine e a quanto erano vicini i loro visi. Lentamente e controvoglia ritrasse il braccio dal collo del maggiore mentre quest'ultimo gli sorrideva e gli passò una mano tra i capelli e sulla fronte. "Come ti senti stamattina?" "Molto meglio, credo." Rispose sinceramente Jungkook. I rumori alla porta diventarono sempre più forti e quasi avevano paura che Namjoon potesse finire per buttarla giù così finalmente Taehyung si alzò e scoppiò a ridere quando vide l'espressione che fece lo hyung a trovarlo li. "Cosa ci fai qui? Perché ci avete messo così tanto ad aprire? Cosa stavate facendo?" Taehyung non riusciva a trattenere le risate mentre Jungkook imbarazzato, mettendosi a sedere sul letto, rispose "hyung, ci siamo addormentati e ci hai svegliato tu." Nel giro di pochi secondi Namjoon aveva convinto Taehyung ad andarsene, con la scusa che gli altri, manager e membri dello staff compresi, erano già scesi a fare colazione e voleva avere notizie su come stava il maknae e come aveva passato la notte. Gli promise che sarebbe rimasto lui con Jungkook e semplicemente lo accompagnò alla porta, chiudendosela alle spalle. Tornò a passo felpato verso il letto, sedendosi nell'angolo. "Taehyung è rimasto qua tutta la notte???" "Si." "E avete dormito insieme???" "Si." "Nello stesso letto???" "wow hyung grazie della considerazione, io stamattina mi sento molto meglio, la febbre credo sia scesa ma tu vuoi sapere se io e V-hyung abbiamo fatto cose? No, abbiamo solo dormito. Si, nello stesso letto." Disse Jungkook tutto d'un fiato lasciando il più grande senza parole. "Koo mi dispiace, hai ragione. Sono contento che tu ti senta meglio. Avevi solo preso freddo?" "Si...credo sia stata solo una alterazione e un po' di stress. Ora sto bene. V-hyung si è preso cura di me." "Il tuo stress è dovuto anche a come stanno andando le cose con lui?" Ma Jungkook rispose che le cose con Taehyung non erano mai andate meglio di ora. Quando erano insieme non facevano altro che toccarsi anche solo per gioco, dedicarsi attenzioni e quando non erano insieme per cause di forza maggiore si scambiavano un sacco di messaggi. Raccontò che la sera prima Taehyung lo aveva letteralmente coccolato, l'aveva aiutato a mangiare, a mettersi il pigiama, aveva controllato più volte che la coperta fosse messa bene per tenerlo al caldo e soprattutto era rimasto con lui tutta la notte. "Hyung, avrebbe potuto andarsene. Mi aveva detto che sarebbe rimasto con me finchè non mi fossi addormentato ma poi è rimasto e mi sono svegliato con il suo corpo addosso e..." prese un respiro profondo prima di continuare. "credo non esistano parole per descrivere quello che ho provato." Abbassò lo sguardo nel dirlo perché anche se si era aperto con Namjoon, provava ancora un certo imbarazzo a parlargliene. "Jungkook, sai cosa mi ha detto Jimin l'altro giorno con tono scherzoso? Che sembrate una coppia innamorata, che lo siete sempre stati ma nell'ultimo periodo ancora di più. E il fatto che Taehyung sia rimasto con te tutta la notte conferma la mia ipotesi che anche lui prova qualcosa per te." "Si ma hyung...Lo conosci, se vuole una cosa se la va a prendere. Se volesse me, cosa sta aspettando?" "Magari è spaventato dai sentimenti che prova o non se li sa spiegare. Tu quanto ci hai messo per accettare i tuoi sentimenti?" Jungkook rimase in silenzio pensando che non avrebbe potuto resistere due anni, ossia gli anni che ci aveva messo lui, finché Taehyung non avesse accettato i suoi sentimenti per il più piccolo. "Prova a baciarlo." "COSA?? HYUNG NO!" "Di sicuro sarebbe una bella scossa." Jungkook si rese conto di essere ancora più spaventato da questa idea ma se non voleva aspettare così tanto, allora avrebbe dovuto fare lui la prima mossa ma non sapeva se ne avrebbe avuto la forza e il coraggio. Baciare Taehyung sarebbe stato un sogno che diventava realtà ma cosa sarebbe successo se il maggiore l'avesse rifiutato? Se l'avesse scacciato in malo modo? Rovinerebbe il loro rapporto e tutto potrebbe diventare strano anche per la band stessa. Jungkook non ci voleva pensare. Di fronte al mutismo del maknae, Namjoon decise di cambiare totalmente argomento e gli chiese se preferiva scendere a fare colazione o se voleva che gli portasse qualcosa in camera. Jungkook rispose che preferiva rimanersene tranquillo in stanza e chiese allo hyung come avrebbero fatto per il concerto di quella sera. "Con il nostro manager siamo rimasti d'accordo che fino a oggi pomeriggio ti avremmo lasciato in pace. Le prove per te non serve farle perché il luogo del concerto è lo stesso di ieri, luci, microfoni e posizioni sono gli stessi di ieri quindi ti puoi riposare fino all'ultimo. Penseremo a tutto noi e tu dovrai solo dirci se preferisci esibirti normalmente o seduto su uno sgabello." "Però questo posso deciderlo oggi pomeriggio in base a come sto durante la giornata, vero?" "Certo ovvio, tieni controllato che non ti salga la febbre." "Non salirà, starò bene e stasera mi esibirò." Parlarono ancora un po' del più e del meno, Jungkook volle alzarsi e lavarsi e nel mentre Namjoon andò a prendergli qualcosa da mettere sotto i denti. Rimase lì finché il maknae non ebbe mangiato e poi ricevette una chiamata da Jin che gli chiedeva di scendere nella hall, sotto richiesta del manager. Rimasto solo, Jungkook prese finalmente il telefono in mano e trovò un messaggio da parte di Taehyung di parecchi minuti prima. T: il banana milk l'ho aggiunto io alla colazione che ti sta portando Namjoon-hyung ;) JK: è la prima cosa che ho mangiato infatti ;D  La risposta non tardò ad arrivare pochi secondi dopo. Come se Taehyung non stesse aspettando altro se non un messaggio da parte del minore.  T: ti conosco troppo bene. Mi raccomando riposati. Ora noi dobbiamo andare e sarò impegnato però appena finiamo ti passo a trovare ;) JK: non sono un bambino hyung :D divertiti a fare le prove! T: senza di te non sarà lo stesso Di nuovo una di quelle risposte biunivoche senza faccine, come se fossero state digitate d'istinto, che Jungkook davvero non sapeva come interpretare. Non rispose perché si distese a letto con il telefono appoggiato sul cuore. Chiuse gli occhi e cercò di rivivere tutte le sensazioni della sera prima e della mattina. Il tutto fu amplificato dal momento che ora era perfettamente lucido. Si mise a pensare alla mano di Taehyung sul suo fianco mentre lo teneva in equilibrio per farlo camminare e venne percorso da un brivido caldo. Pensò a quando, dopo essere saliti in macchina, Taehyung si sporse per allacciargli la cintura di sicurezza e quando alzò il volto verso di lui, i loro nasi quasi si sfiorarono per quanto era poca la distanza. Il biondo gli aveva anche accarezzato dolcemente la guancia prima di dirgli che poteva appoggiarsi alla sua spalla se ne avesse avuto bisogno e Jungkook non se l'era fatto ripetere due volte. Pensò a quando salirono nell'ascensore, lui avvisò che non gli reggevano le gambe e Taehyung lo fece appoggiare alla parete, lo strinse per i fianchi, facendogli da scudo e da sostegno mentre il più piccolo si accoccolava sul corpo del più grande per non cadere a terra. Ora sapeva che avrebbe voluto sbattere Taehyung contro quella parete di quell'ascensore e baciarlo fino alla nausea. Pensò a stamattina, a quando si era svegliato e la prima cosa che aveva visto era stato il viso rilassato del ragazzo di cui era innamorato e si immagino che cosa volesse dire svegliarsi così tutte le mattine, magari nudi a letto, dopo aver passato la notte intera a fare l'amore. Ed è quando arrivò ad avere questi pensieri che Jungkook si rese conto di star cominciando a provare un leggero fastidio in mezzo alle gambe, fastidio a cui avrebbe dovuto provvedere da solo se non si fosse fermato. Sorrise tra sé e sé e pensò che quella mattina si stava sentendo decisamente meglio.  --- La sua salute migliorò nel giro di poche ore ma per il concerto di quella sera gli venne consigliato di non esibirsi. Se n'era stato seduto su uno sgabello ai lati del palco o aveva semplicemente camminato avanti e indietro mentre gli altri ballavano. Si era scusato con i fan ma sia lui che i manager avevano preferito preservare il suo stato fisico perché temevano che un nuovo malanno avrebbe potuto accanirsi sulla sua gola e senza il main vocalist, alcuni concerti sarebbero stati a rischio annullamento. Jungkook preferì cantare da seduto piuttosto che non cantare affatto. Tutti gli altri concerti canadesi andarono bene. I ragazzi ebbero anche un paio di giorni per esplorare i dintorni, fare una moltitudine di foto e Jungkook fu davvero felice di poter passare ore e ore a riprendere il paesaggio e i suoi hyung mentre camminavano per le strade di Toronto e Ottawa. In un secondo si era ritrovato a salire su un aereo che lo avrebbe portato il Europa, con un viaggio della durata di 9 ore circa. Il tour europeo sarebbe stato impegnativo perché si trattava di sette date ed era davvero euforico di poter vedere i visi e le emozioni di nuovi fan. Le vendite nei paesi in cui si sarebbero tenuti i concerti erano andate bene oltre ogni immaginazione, c'era grande aspettativa per le esibizioni di questo gruppo sudcoreano che stava per sbarcare in Europa. E mentre sorvolava l'oceano Atlantico Jungkook fu felice di provare una sensazione nuova, come se qualcosa di bello stesse per accadere, come se l'aria europea potesse veramente sbloccarlo. Voleva che le cose con Taehyung subissero un upgrade perché dopo le date europee, i Bangtan sarebbero tornati finalmente in Corea e lui sperava di poter tornare a casa e correre dai suoi genitori a raccontargli che era innamorato e che finalmente era riuscito a conquistare l'amore della sua vita. Lo voleva davvero con tutto il cuore e si sarebbe impegnato con tutto sé stesso per rendere reale questa sua speranza. 
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