Fece una pausa, godendosi l'effetto delle sue parole. Il suo sguardo girò per la sala, raccogliendo le reazioni, nutrendosi di esse come un vampiro si nutre di sangue. — Io! La bella, la brillante, la piena di successo Chloé! Quella che ha sempre avuto tutto, quella che è sempre stata la preferita! Ero io che volevano, gli Alexei. Un buon partito per il loro figlio infermo. Rise, una risata spezzata, quasi isterica, che le usciva dalla gola come un rantolo, come un singhiozzo rovesciato. — Ma io ho rifiutato. Ho detto no. Ho detto: non sono mica pazza! Non volevo passare la vita con un... con un... Fece un gesto vago, osceno, verso le scale, verso il piano di sopra, verso la stanza di Alexei. Verso l'uomo che soffriva in silenzio, che forse in quel momento stava ascoltando ogni parola,

