ELLA Dopo colazione, ho bisogno di allontanarmi. Di respirare. Di non pensare più a Damian, alle sue minacce, al suo sguardo. Cammino per i corridoi del maniero senza una meta precisa, lasciando che i miei passi mi guidino. I domestici che incrocio distolgono lo sguardo, affrettano il passo. Sono un'estranea qui, un'intrusa, un'anomalia. I corridoi si fanno più scuri man mano che avanzo. Meno finestre, meno luce. I tappeti finiscono, lasciando il posto alla pietra nuda. L'aria diventa più fresca, quasi umida. Sono in una parte del maniero che non ho ancora esplorato. Un'ala più antica, forse, meno curata. È lì che li vedo. Nastri rossi. Sbarrano il corridoio, tesi da una parete all'altra, come per proibire il passaggio. Il rosso è vivo, quasi aggressivo in questa penombra. Non sono

