Zebedeo pensava al suo Bellia con infinita tristezza: d'altronde gli pareva che ogni parola del Rettore fosse diretta a lui. — Allora, niente: — disse Lia già rassegnata a rinunziare. — Vedi? — disse il prete, — il mio consiglio già potrebbe nuocerti. Ma ascoltami ancora; nel tuo desiderio di ritornare con tuo marito c'è un po' d'amore? Dico amore del prossimo, non amore carnale. — No, non posso amarlo. Troppo male gli ho fatto per poterlo amare. — Adesso parli bene! Vedi, non dici, non posso amarlo perché mi ha fatto del male, ma “non posso amarlo per il male che gli ho fatto”. Il tuo castigo è lì. Il male che hai fatto ti priva del dono migliore della vita, di quello che rende lieti e felici, del regno di Dio sulla terra: ti priva dell'amore. — L'amore non si comanda. — Non è vero;

