PROLOGO Il campanello rétro sulla porta annunciò l’ingresso di un nuovo cliente: una ragazza infagottata in un cappotto bianco e con una sciarpa rossa intorno al collo. Di lei si poteva vedere solo l’ovale del viso su cui brillavano iridi dal colore indefinito che scrutavano ogni angolo della bottega saettando da uno scaffale all’altro. Si spostava agilmente, come se conoscesse a menadito quel piccolo bazar dall’aria magica. L’ambiente era saturo di aria stantia, il negozietto sapeva di antico ed era sontuoso nonostante l’eccesso di mercanzia ricordasse quasi una vecchia mansarda disorganizzata. Non aveva uno stile ben preciso, ma vantava ogni tipo di prodotto: ornamenti da soffitto etnici, vecchi tomi, servizi da tè arabeggianti, confetture e spezie, candele e tappeti. Alcuni oggetti s

