14 KANE Busso alla porta d’ingresso con dei colpi così forti che mi rimbombano persino nella testa. L’ansia e l’adrenalina dilagano dentro di me. Al telefono ero diverso, ero calmo, determinato. Ora devo venire a capo di questa situazione. Questo piano è un casino e non ho nessuno. La soluzione migliore è fidarmi dei Valetti. Ho bisogno di un appoggio. Non posso andare là con le pistole in mano e fare fuori l’intera squadra di Petrov da solo. È un suicidio. Non sono stupido: ho bisogno di aiuto, ma al momento non ho nulla. Durante il tragitto continuavo a chiedermi: “E se avessi valutato male Vince? E se avesse deciso di concludere l’affare e Felipe fosse stato un caso eccezionale?” Come se si mettesse a sfogare le sue frustrazioni facendo fuori dei coglioni a caso. Magari è come Abram;

