Prologo
Prologo
AVA | KANE
Ero la principessa della mafia. Credevo di essere al sicuro.
Ero il loro scagnozzo, una miniera d’oro per la famiglia. Avrei dovuto essere intoccabile.
Ricordo ancora di aver sistemato il vestito e indossato gli orecchini, il giorno in cui tutto accadde.
Ricordo di essermi pulito il viso sporco di sangue e di aver sentito il calore del fuoco, la notte in cui tutto successe.
Strattono la catena attorno al collo e odio cosa sono diventata.
Mi fascio le nocche con del nastro prima di iniziare a sferrare un colpo dopo l’altro, odiando ciò che devo fare.
Sono tutti morti. Ora non ho più nessuno.
Sono tutti morti. Ora non ho più nessuno.
Mi sento così sola, ma non smetterò di lottare.
Mi sento così solo, ma non smetterò di lottare.
Vogliono che sia spaventata da loro, allora reciterò la parte. Posso usarla a mio vantaggio.
Sono terrorizzati da me, ed è un bene. Avrò bisogno di quella paura per sopravvivere.
L’aereo si abbassa e atterra con un tonfo che fa tremare la stiva, ma tengo a bada la nausea. Spero che il bastardo sia qui.
Sento l’aereo atterrare e so che manca poco. Spero che stavolta si tratti di lui e non solo di un altro carico.
È lui la ragione per cui sono stata picchiata e incatenata. Usata e umiliata. Combatterò senza sosta finché non avrò la mia vendetta.
Lui è la mia occasione per riscattarmi e iniziare una nuova vita. Non ho intenzione di arrendermi e morire; mi sto facendo un nome là fuori.
Continuano a dire che sono una brava ragazza.
Pensano che sia un cattivo ragazzo.
Nessuno di loro sa davvero chi sono.
Nessuno di loro sa davvero chi sono.
Che continuino pure a chiamarmi brava ragazza, finché non taglierò loro la gola.