26 KANE Sta impiegando troppo tempo con questo appuntamento. Conosco quali sono i suoi programmi e avrebbe dovuto finire quasi un’ora fa. Non voglio spaventarla presentandomi all’improvviso, ma chiamarla al cellulare non mi sembrava giusto. Entro dalle porte di vetro dell’edificio proprio nel momento in cui la vedo uscire dalla clinica. Che cosa ci faceva lì? Ha un piccolo sacchetto in mano che sta infilando all’interno della borsa. Quando alza lo sguardo, mi vede. Il mio cuore manca un battito. È così bella, cazzo. Ma lei, invece, sembra aver visto un fantasma. Riesco a scorgere la preoccupazione nei suoi occhi. Cazzo! Non è positivo. Mi si stringe il cuore, ma avanzo. Mi rifiuterà. Lo so. «Volevo solo vederti.» Non so perché sono le prime parole che mi escono da bocca. Non un “Cia

