Simon piegò la testa e la mosse leggermente. In quell’istante, Dex capì tutto ciò che gli serviva di sapere sul conto del ragazzo e andò avanti, mentre aveva l’attenzione di Simon.
«Mio padre era un detective della Omicidi del Sesto Distretto. Lui e il suo migliore amico Tony erano gli agenti più in gamba nel loro mestiere. Ero così orgoglioso di lui. I miei amici erano stanchi morti di sentirmi dire quanto fosse grande mio padre,» lo disse con una risatina, sentendo ancora una stretta al cuore nel ricordare il padre. Non passava un giorno che non gli mancassero i suoi genitori. «Era il mio eroe.»
«Era?» chiese Simon aggrottando le sopracciglia.
«Sì, è stato ucciso durante una rivolta, assieme a mia madre.» Dex emise un sospiro e scosse la testa. «Aveva dovuto gestire spesso le rivolte, per lavoro, ma quella sera era uscito per andare a vedere un film con mia madre, era la loro serata romantica,» deglutì vistosamente, lo sguardo fisso sulle mani guantate serrate davanti a sé, «e all’interno del cinema si scatenò una sparatoria. Mio padre cercò di fare uscire tutti dalla sala, compresa mia madre. Lei… venne colpita nel fuoco incrociato. Mio padre fu colpito al petto mentre cercava di salvarla.»
«Mi dispiace,» mormorò Simon, l’espressione sempre più abbattuta.
Dex tirò su con il naso e ricacciò indietro il pizzicore agli occhi. Erano passati ventotto anni e si sentiva ancora come se fosse successo il giorno prima. «Mi mancano moltissimo. Ma, subito dopo, Tony mi ha adottato e pochi mesi più tardi è arrivato il mio fratello minore. Non lo cambierei con nessun’altra cosa. Tu hai fratelli o sorelle?» Non sapeva cosa lo avesse spinto a condividere con Simon quello che era successo ai suoi genitori ma, una volta cominciata la storia, non era più riuscito a fermarsi. Simon era giovane. Aveva ancora tutta la vita da vivere, se solo avesse lottato per ciò che voleva, non per seguire gli ideali di suo padre.
Simon annuì. «Un fratello maggiore. Matthew. Ora vive a Boston.»
Almeno Matthew se n’era andato. «È un bravo fratello maggiore?» gli chiese, notando il modo in cui gli occhi di Simon si erano illuminati. Dex cercò di non imprecare. Il ragazzino era più giovane di quanto avesse pensato. Quindici anni al massimo.
«È fantastico. Si prendeva sempre cura di me, giocava ai videogiochi con me. Litigavamo, come tutti i fratelli. Non ha mai pensato di essere troppo fico per uscire con me, anche quando i suoi amici lo prendevano in giro per questo. E tu?»
Dex fece un gran sorriso. «Se sono un bravo fratello maggiore? Non saprei. Scopriamolo.» Si voltò, rivolgendo il sorriso a Cael. «Cosa dici? Sii gentile.»
«A parte le volte in cui sei veramente fastidioso,» rispose Cael, il sorriso che gli si estendeva negli occhi, «sì, sei un fantastico fratello maggiore.»
Dex si voltò di nuovo verso Simon, che aveva la bocca spalancata. Quando si riprese, farfugliò: «Lui è tuo fratello? Ma… è un teriano!»
«Di’ un po’ Simon. Se ti capitasse qualcosa che ti facesse diventare… diverso, Matthew ti volterebbe le spalle?»
Simon aprì la bocca, poi sembrò pensarci su. Abbassò le spalle e scosse la testa. «No. Mi vorrebbe bene in ogni caso. Ne sono certo.»
«E quindi perché dovrei farlo io con il mio fratellino? È una persona normale, proprio come te.» Dex si strinse nelle spalle. «Forse il suo DNA è diverso, ma gli voglio bene proprio come tuo fratello ne vuole a te. Ed è anche l’unico che è in grado di stracciarmi ai videogiochi. È proprio un nerd.»
«Da che pulpito,» sbuffò Cael.
Dex appoggiò la mano sulla spalla di Simon. «Qualcosa mi dice che Matthew non condivide le idee di tuo padre.»
«No. Hanno litigato moltissimo. Papà ci ha sempre detto che i teriani sono un errore. Abomini infernali che tentano di corrompere i figli di Dio. All’inizio anche Matthew ci credeva.»
«E poi?»
«Ha conosciuto Jenny.»
«Ah,» Dex sorrise con l'aria di chi la sapeva lunga. «Tuo fratello si è innamorato di una teriana.»
«Esatto. Avevo così tanta paura per lui. Quando papà lo ha scoperto è andato fuori di testa. Ha minacciato Matthew, ma lui si è rifiutato di lasciare Jenny, perciò papà lo ha sbattuto fuori casa, dicendogli che per lui era morto. Poi ha detto a me che non avevo più un fratello, ma io non potevo pensarlo. Non potevo comportarmi come se Matthew fosse morto. Avrei voluto con tutto il cuore andare via con lui, ma Matt aveva solo sedici anni e papà l’aveva buttato fuori senza soldi, non gli ha neanche dato la possibilità di prendere dei vestiti.» Simon si incupì ancora di più, il suo tono di voce stava diventando collerico. «Come ha potuto fare una cosa del genere? Come ha potuto cacciarlo via così? Avrei voluto fargli del male, ma ero piccolo e avevo paura. Lo odiavo.» Gli occhi pieni di lacrime, Simon abbassò la testa. «Dio, sono proprio una femminuccia.»
«Ehi.» Dex gli strinse la spalla. «Non essere così duro con te stesso. Non potevi fare molto, le decisioni sbagliate di tuo padre sono solo colpa sua. È normale essere spaventati, ma adesso non sei più un bambino, Simon. Puoi prendere le tue decisioni. La faccenda in cui è coinvolto tuo padre lo farà restare in prigione per molto tempo. Vuole fare del male a dei teriani innocenti, come Jenny, come il mio fratellino.» Simon spostò lo sguardo su Cael prima di distoglierlo con aria colpevole. «È questo che vuoi per te stesso? Vuoi rinunciare a ogni possibilità di avere un futuro, di rivedere Matt, per colpa degli sbagli di tuo padre?»
Simon si morse il labbro inferiore e, dopo quella che sembrò un’eternità, scosse la testa. «No, non voglio andare in prigione, non per quell’imbecille. Non ho mai voluto fare questa cosa, ma lui mi ha detto che se fossi diventato uno che si porta a letto le teriane, come mio fratello, avrei fatto meglio a sparire, in tutti i sensi.» Una lacrima gli rigò la guancia arrossata. Incontrò lo sguardo di Dex. «Potete aiutarmi davvero?»
Dex annuì. «Te lo prometto, Simon. Farò tutto il possibile per riportarti da Matt, ma devi darmi una mano.»
«Okay.» Simon gli fece un cenno di assenso, l’espressione determinata. «Che cosa devo fare?»
«Voglio che tu mi dica tutto quello che sai di Isaac Pearce.»