12 - Theodora

1422 Words
Ero incantata dal suo racconto. Mi aspettavo che raccontasse anche del suo matrimonio, invece anche su questo fu evasiva. Così dovetti farle delle domande per poter collegare tutto. Se erano amiche e se sapeva di papà , perché non lo aveva lasciato a lei? “Lei… Uriel Thomas è fratello di Gabriel.” Dissi cercando un modo diplomatico di affrontare l’argomento. “Sono nati quattro mesi e mezzo dopo di noi.” “Non è stato fatto a posta.” Mi rispose con un sorriso. “Quando Davis mi fece firmare la rinuncia a tutti i miei averi, per liberare i miei genitori, la madre di lui mi venne incontro. Avevo diciotto anni, il conto congelato e non potevo usufruire più dei miei soldi e dei beni. Elisabeth, la madre di Andrew non immaginava che sarei stata rinchiusa in una gabbia, temeva però che fossi un capriccio per suo figlio e che non mi amasse. Come anche pensava si sarebbe presto stancato di me e mi avrebbe tradita, sicuramente è successo anche questo. Comunque con queste premesse Elisabeth mi diede mille sterline dicendomi che il matrimonio era in primavera e che avevo tutto il diritto di vivermi un po’ la vita e andare via di casa, questo fino a quando non avrei finito le mille sterline. Fu in quell’occasione che conobbi e mi innamorai di Thomas Keller.” Raccontò in breve. “Ritornai a casa dopo tre mesi, i primi di marzo. Non perché avevo finito i soldi, semplicemente per dovere verso i miei genitori.” “Così ha tenuto il bambino.” Dissi. Lei assentì. “Lo annunciai proprio sperando che con una gravidanza non sua, Andrew desistesse dal volermi sposare. Invece lui confermò che mi avrebbe sposata e che potevo essere io ad abortire.” “Ma non lo ha fatto. Ha sentito più mia madre?” Chiesi diretta. Lei sospirò. “Dunque, quando tornai a casa, fui felice di vedere fossero tornati anche i nonni. Quando annunciai la gravidanza mia nonna era presente e con fare risoluto disse chiaramente a Andrew che nessuno a casa nostra abortiva. Lei era furiosa con i miei genitori e con Andrew, stava aspettando solo che tornassi a casa, voleva portarmi via. Ma Andrew ci ricordò che io personalmente avevo firmato un accordo, Per cui non potevo andare da nessuna parte e seguire nessuno senza il suo permesso. Da quel momento avrei fatto solo ciò che diceva lui. Mia nonna fu insistente dicendogli che ero una ballerina di danza classica. Lui in risposta le disse che con i soldi che aveva, potevo non fare nessun lavoro, anzi.” Mi raccontò la donna persa nel passato. “Non volevo che la nonna si amareggiasse, per cui le dissi che andava bene così. Che ormai avevo rinunciato al mio sogno e che la mia priorità era il bambino. I nonni comunque pretesero che ci fosse un accordo prematrimoniale dove si evinceva che Andrew Davis veniva escluso dal titolo di visconte e dai privilegi che questo titolo comportava. Non riuscì però a riprendersi la casa a Richmond poiché me l’aveva già intestata. Mi disse che non sarebbe stata al mio assurdo matrimonio senza amore, al quale quel folle di mio padre mi aveva venduta anziché andare da lei a chiedere aiuto. Mi informò di Aqua che come promesso aveva chiamato per Natale dicendole che aspettava anch’ella un bambino. Nonna mi diede il suo nuovo numero di telefono, anche se erano passati tre mesi la chiamai, senza ottenere risposta. Probabilmente…” mi disse fermandomi. “Pensando ai tempi, era tornata in Italia per l’ultimo mese di gravidanza. Tu e Rich siete nati il trenta aprile.” Omisi di dirle ciò che sapevo anche se annuii. Mamma era partita per il Kelderdorp, dove l’avevano ingannata cacciandola via. “Vi siete perse.” Dissi. “Completamente. Provai a chiamare in Italia, ma scoprii che Andrew aveva bloccato le telefonate per l’estero. Potevo solo ricevere, ma nessuna delle mie quattro amiche sapeva il mio numero a Londra.” Conclusi. “Quindi non rivide più la mamma.” Le chiesi. “Non rividi più la mia amica Aqua. Lessi di lei sui giornali. Del debutto nel balletto parigino alla consacrazione a Milano. Non la rividi e anche se lo avessi fatto non l’avrei riconosciuta. Riconoscevo la sua figura e la linea del collo, ad ogni raduno, quello era il suo tratto distintivo. Ad oggi ricordo la sua bellissima postura, mora come te e con la tua stessa carnagione. “ “Ma avete aperto la scuola di ballo.” Le dissi. “Non l’ho aperta io. Bensì mia nonna, che per preservare ai miei sogni e anche alla mia eredità si mosse per altre vie.” Sorrisi. “Tua nonna era una donna d’affari.” Affermai. Anche lei sorrise. “Mio nonno lo era. Economista e membro della camera dei lord. Quando nacque Uriel Thomas vennero a conoscerlo e sincerarsi che stessimo bene. Thomas era nato prematuramente. In quell’occasione la nonna mi disse che aveva trovato un modo per preservare al mio sogno. Aveva però bisogno di tutti i contatti dei miei amici ballerini. Io dissi alla nonna che oltre Marina non avevo altri contatti e che sapevo dove poter trovare la madre di Janine. Partirono da questo.” “Così aprirono la scuola a Zurigo.” Dissi sorpresa. “Prima contattarono tua madre. Aveva iniziato a esibirsi in Francia e mia nonna lasciò un messaggio,: lo zaffiro vorrebbe vederti, per incontrarla. Ovviamente tua madre la incontrò e mio nonno le fece la proposta di aprire la scuola. Le raccontarono che ero di nuovo incinta e non potevo seguire la scuola. Ma che volevo aprire la scuola di danza con loro. Tua madre rispose che era impegnata con l’Opera di Parigi. Però o nonni la rassicurarono. Avrebbero aperto la scuola e inserito degli insegnanti, tra cui Janine e sua madre.- Al che Aqua non si fece più pregare, accettò e i miei nonni si mobilitarono a far partire il tutto. Facevano la spola tra Svizzera, Francia e Inghilterra per aprire la società. Cui io decisi di dare nome Diamonds Ballett di Sapphire e Aquamarine, una cosa del genere. Comunque i nostri cognomi erano poco visibili proprio per enfatizzare sui nomi particolari. La prima scuola con tanto di sede legale, nacque a Ginevra. Nonna riuscì a contattare Janine e dicendole che mi ero sposata ed ora avevo un bambino da seguire, le chiese se era disponibile a insegnare danza. Ella accettò! La scuola iniziò a farsi conoscere e quando Aqua si trasferì a Milano acquistando un po’ di notorietà nel balletto, ci fu un’impennata nelle iscrizioni.” Sospirai. “Adesso mi è tutto chiaro. Anche se è stato Jade Genner a insegnarmi danza in Svizzera.” Ammisi. “Jade come ti ho detto seguì le orme di famiglia entrando nell’esercito. All’epoca dell’apertura lui militava ancora, quando lasciò l’esercito chiese a Janine di farle da guardia del corpo così da esserle vicino. Lo è stato fino al loro matrimonio, riprese invece a ballare alla morte di suo padre. Probabilmente tu sei arrivata dopo questi fatti oppure ti ha insegnato per amore verso tua madre.” Mi spiegò. Amore! C’era sempre quello dietro. “Mia madre è stata molto ben voluta.” Dissi emozionata. “Lei era fantastica. Anche quando si discuteva, non era quindi difficile amarla.” Mi disse. Sorrisi. “Non l’ho mai vista discutere. Forse una volta con papà.” Al che risi. “Ma lui era così tranquillo e indifferente che non mi sembrava neanche una discussione.” Anche lei sorrise. “Io e Aqua abbiamo discusso spesso ed era divertente perché alla fine era un modo per dare un po’ di pepe alle nostre giornate. Eravamo invece complici quando discutevamo con gli altri.” “Ha ballato più?” Le chiesi curiosa. Una gravidanza poteva danneggiare la mia carriera? “No!” Rispose lei secca. “Ma non perché non volessi. Cinque anni dopo il mio matrimonio fui in grado di riprendere i contatti con le miei amiche. Riuscii a mandare una lettera a tutte le mie amiche, tranne tua madre e a Emeraude di cui non avevo i nuovi indirizzi, raccontando loro la mia vita degli ultimi anni. Le rividi dopo aver cacciato Andrew di casa, ero di nuovo libera e presi anche a lavorare. Ma ero di nuovo incinta, per cui riprendere a ballare era difficile. Dopo aver ritrovato Janine fui invitata al matrimonio di Amelie con Pierre e lì rividi tuo padre che iniziò a corteggiarmi.” Concluse.
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