“Non hai più rivisto la mamma quindi.” Affermai.
“No! Ma ci sentimmo quando prese la sua scuola di danza in Italia. Io leggevo di lei, ma sentirla al telefono fu un’emozione grandissima. Mi disse che aveva bisogno di staccare dalle compagnie e che voleva ballare con nuovi talenti che lei avrebbe istruito. Effettivamente poteva permettermelo, era una donna realizzata. Le dissi che l’avrei aiutata aprendo una terza sede a Londra. L’anno successivo ci risentimmo, mi disse che avrebbe aperto a Copenaghen e avrebbe messo Turkis a seguire gli allievi.” Raccontò carezzandomi il viso.
“Penso che tua madre non fosse felice. Sicuramente tuo padre non lo era.” Affermò.
“Era malato.” Affermai.
“No! Lui è sempre stato infelice perché non era con tua madre. Sai quante volte ho chiesto a tuo padre di tornare da lei?” Mi rivelò.
“Mamma aveva un altro proprio come papà.” Le dissi. In fondo lei doveva saperlo. Si stava parlando di Thomas Keller.
“Si, ma lei e Marcello si lasciarono dopo due anni. L’unica volta che ho sentito tua madre felice è stato quando mi parlò di tuo padre.” Mi rivelò.
“Si, quando stavo insieme a loro erano entrambi sempre raggianti.” Confessai.
Lei mi guardò sorpresa.
“Non sapevo i tuoi si vedessero.” Disse sorpresa. Quindi Lady Sapphire non sapeva che quando venivano a prenderci a scuola erano insieme mamma e papà?
Sussultai ed ebbi la consapevolezza che forse né lei, né Thomas Keller lo sapessero. Adesso era tutto chiaro, perché Lady Sapphire aveva scoperto solo in quel momento dalle mie parole che mamma fosse morta..
“Tornando a noi, sapendo del mio matrimonio combinato e che i tuoi genitori separati erano infelici. Mi dici perché vuoi fare questo genere di unione?” Mi chiese Lady Sapphire. “Sono sicura che i tuoi genitori non vorrebbero.”
Scossi la testa. “Ma io voglio questo. Non voglio distrazioni e mi basterà l’amore di un figlio.” Le dissi.
“Non riesco a convincerti proprio.” Mi disse.
Io le sorrisi conciliante. “No!”
Lei rispose allo stesso modo con un sorriso falsamente convinto. “Allora in memoria di Stephan e di tua madre Aqua ti aiuterò.!” Mi disse.
Andammo avanti con le preparazioni del matrimonio, a una settimana da questo ci trasferimmo tutti nel Kleinsten. Niente, quel paese era bello anche in estate, quando i prati erano verde smeraldo e l’aria torbida accompagnava le giornate. Arrivai nel principato che vi trovai già Eleonora e Thomas Uriel con la loro splendida bambina. Erano venuti prettamente per il matrimonio, poiché a luglio Thomas aveva un viaggio di lavoro.
Dopo aver abbracciato Eleonora e coccolato Crystal mi rivolsi a Thomas.
“Ti rendi conto che ci sei già tu e non c’è mio fratello?” Chiesi sarcastica salutandolo.
“Questo perché mia moglie è la cugina dello sposo.” Rispose. “Rich dice che Giaele ne ha combinata una delle sue, per questo si è attardato.”
“Oh! Speriamo bene.” Dissi raggiungendo i principi con Eleonora.
“Mio cugino Steve ancora non è rientrato dal suo viaggio di lavoro. La zia Beatrice è esasperata.” Mi disse Eleonora.
“Avreste dovuto portarlo con voi.” Dissi io. “Spero che ce la faccia per le prove del matrimonio.”
“O ce la farà, o ce la farà!” Intervenne una seconda voce. La principessa Beatrice e il principe Philip erano sulla nostra strada mortificati in viso.
“Mio figlio è stato trattenuto in Kenya, mi dispiace molto Theodora.” Mi disse Philip con un lieve inchino.
“In Africa?” Chiesi stupida. “Per quanto era previsto il ritorno?” Chiesi.
“Lorenzo ci aveva assicurato che oggi sarebbero stati qui! Ma il contrattempo si è prolungato parecchio.” Mi informarono.
“Lorenzo? Anche lui è in Kenya. Dio! È uno dei testimoni di Steven.” Dissi guardandoli. “Ditemi che volete mettere alla prova il mio sangue freddo.” Affermai decisa.
“Siamo contenti che tu non stia urlando istericamente. Ma non è uno scherzo!” Mi rispose Philip.
“Leonardo invece?” Chiesi.
“Ci raggiungerà qui il giorno del matrimonio.” Risposero.
Almeno questo! Feci un respiro profondo, poi presi a braccetto la mia amica Eleonora. “Bene! Organizziamo gli ultimi preparativi, devo avere fiducia nel mio futuro marito.” Dissi regolando il respiro.
Non poteva di sicuro mancare il nostro era un matrimonio pubblico, avremo avuto la nobile società europea, i media e popolazioni con gli occhi puntati addosso. Steven non poteva di certo esimersi all’ultimo minuto.
Oppure si? Era gay come avevo pensato e non voleva seguirmi in questa follia?
Più passavano i giorni, più i miei pensieri erano cupi. Di Steven del Kleinsten e suo fratello Lorenzo non c’era l’ombra nel piccolo principato. Il giorno che precedette le nozze ad accompagnarmi durante le prove c’erano mio fratello e Leonardo che prese il posto del cugino.
“Vedrai che arriverà. Ho fiducia in lui Theodora.” Mi disse il compagno della mia migliore amica.
“Potrebbe essersi ricreduto.” Sussurrai io.
“No!” Rispose lui secco. “Mi aveva giurato che si sarebbe sposato per dare un erede al principato. Steven mantiene a tutte le sue promesse, sempre.”
Allora perché non era ancora arrivato? “Sarebbe in tempo a ritrattare.” Affermai.
“Non può farlo… se lo facesse allora non mi rivedrebbe più.” Mi rivelò.
Lo fissai sconcertata. “Perché mai dici così. Eleonora mi dice che siete molto uniti tra di voi.”
Lui sospirò. “Perché mia cara Theodora io sono andato via per poter stare con Nora. Ho potuto mettere piede qui perché mio cugino mi ha voluto come testimone.” Mi rivelò.
Ero basita. “Vuol dire che ti hanno diseredato?” Chiesi ripensando alla mia amica.
“Volevano che mi sposassi e rendessi la mia relazione con Nora ufficiale. Ma lei non vuole sposarsi per non danneggiarmi, essendo una figlia illegittima. Ho dovuto scegliere tra la mia famiglia e mio figlio. Steven ha chiesto di reintegrarmi in cambio di un suo matrimonio con tanto di erede.”