14 - Theodora

1001 Words
““Ma se hanno accettato basta che tu e Nora vi sposiate per poter tornare a casa, no?” Gli chiesi. “Nora mi lascerebbe senza problemi, mi ha detto del bambino solo perché non vuole che cresca senza un padre. A lei non interessa che io sia un principe o meno, le basto così,” Comprendevo la mia amica, anche se in quel momento capii che stava sbagliando nei confronti di Leonard. Se lo amava non poteva allontanarlo dalla sua famiglia. “Non so quanto questo è matrimonio possa aiutarti. Ma mancano meno di dodici ore alla cerimonia e Steven ancora non si vede.” Dissi “Ho fiducia in lui.” Mi disse. “Dovresti anche tu.” “Domani alle dieci percorrerò la navata che mi porterà a convolare le nozze con tuo cugino.” Affermai. “Comunque vada ne uscirò con dignità.” Che Steven del Kleinsten fosse o meno presente, avrei camminato a testa alta verso il mio destino. La sera trascorse serena durante il pranzo che precludeva il matrimonio. Nessuno nominò Steven o parlava della sua assenza. Ero forte della presenza del mio adorato Heinrich, di tutto il granducato del Lussemburgo, di Lady Sapphire che era al mio fianco con i suoi figli, di Inga e Taddheus che da quando avevo memoria mi erano sempre stati al fianco. Nonostante Thomas fosse sposato con Eleonora, sia lui che la mia amica mi sostenevano. Non nascondo che quella notte non dormii. Ero troppo nervosa. Così quando bussarono alla mia porta non feci attendere chi era venuto a chiamarmi. Stretta nella mia vestaglia andai a rispondere. “Si, chi è?” “Baronessa Theodora.” Mi chiamava la voce baritona oltre la porta. Era un uomo. “Si, chi è?” Chiesi senza aprire. “Sono Steven.” Rispose l’uomo lasciandomi basita. “Mi rincresce per il ritardo. Farò ammenda e da domani sarò tutto vostro.” Mi disse. Esalai un lieve respiro. “Non preoccupatevi. Se avete risolto i problemi avuti, era un’assenza giustificata.”’ “In realtà dovrò tornare… torneremo insieme.” Mi rispose lasciandomi sempre più sorpresa. Feci per rispondere, ma lui continuò. “Prima che vi giungano voci. Non sono solo, io e mio fratello abbiamo un ospite Kenyta, la principessa Imali Masskela della tribù dei Makali.” Perché me lo diceva? Possibile che… “È la vostra amante?” Chiesi imbestialita. Avevo chiesto discrezionale cazzo! “Non ho amanti al momento.” Mi disse secco. “Potrebbero equivocare, ma sappiate baronessa che non è come sembra. Poi vi spiegherò.” “È possibile chiedere discrezione!” Chiesi irritata. “Saremo discreti. Lorenzo la presenterà come una sua amica.” Mi disse. Mi strinsi nella vestaglia per non urlare. Questo non era nei parti. “Ci vediamo domani mattina in chiesa.” Lo congedai. “A domani milady.” Mi salutò. Almeno con la certezza che fosse finalmente nel Kleinsten mi misi a letto per riposare un po’. Al mattino Eleonora e Nora vennero a svegliarmi per iniziarmi alla giornata. Lady Sapphire con molta premura mi portò del té e qualche fetta di pane tostato per mangiare. “Sono sicura che non sei emozionata. Puoi quindi mettere qualcosa sotto i denti.” Mi disse. Aveva ragione. Non ero emozionata, se ero tesa dipendeva dal fatto che Steven avesse portato dietro la sua donna. Mi aveva assicurato che non era la sua amante, ma poco gli credevo. “Pronta per il vestito?” Mi chiesero le mie amiche. Annuii, dal momento che volevano viziarmi glielo permisi. La sera del lungo vestito ricoprì il body, sempre in seta, che modellava i miei fianchi e tirava su i miei piccoli seni. Era molto semplice, la gonna scendeva liscia e voluminosa lungo le gambe, il corpetto con scollo a V era lavorato con ricami che richiamavano i fiori. I gioielli che ndossai erano una collana di acquamarina, la pietra di mia madre, con degli orecchini e un bracciale abbinati. I capelli castani erano tenuti su in una crocchia disordinata dai quali spuntavano delle ciocche disordinate per dare forma al viso. Un piccolo diadema con al centro una pietra di acquamarina grande come un fagiolo e un velo lunghissimo finiva il tutto, Alle diedi meno cinque ero pronta a fare il mio ingresso in chiesa. Accanto a me anche Giaele ed Emmanuelle con Eleonora, Nora e Pamela erano pronte. I vestiti da damigelle erano stati disegnati dalla principessa Letizia, sorella di Steven e mia damigella d’onore. Non la conoscevo, ma per sigillare il nostro sodalizio avevo scelto che fosse lei la prima damigella. “Elisabeth è venuta. La troverai tra gli invitati in prima fila.” Mi disse lady Cooper. La ringrazia emozionata quando mi diede un lieve bacio sulla fronte. “I tuoi genitori ti sono vicini in questo momento. Ricordalo.” Mi sussurrò. La ringraziai. Quella donna sapeva dire le parole giuste al momento giusto. Quando fui fuori la chiesa feci un profondo respiro, dopodiché mi avviai lungo la navata della cattedrale di Stern, pronta a convolare a nozze. Passo dopo passo mi avviavo verso il mio destino. A breve sarei diventata la moglie di Steven del Kleinsten, ero pronta e sicura di me arrivai al suo fianco. “Chi accompagna la sposa all’ altare?” Sentii dire dal cardinale. “Io, suo fratello Heinrich Luc conte Barone Keller Shuber di Danimarca.” Rispose Rich liberandomi il viso dal velo, guardandomi con l’amore che solo noi provavamo l’uno per l’altra, mi diede un bacio sulla fronte e si allontanò dandomi spazio verso Steven. Mi trovai di fronte un ragazzo biondo, alto quanto mio fratello, spalle larghe, stesso viso a diamante di Lorenzo, anche se gli occhi azzurri avevano uno sguardo serio, evidenziato anche dalle sopracciglia scure arcuate. Persi un battito, era molto più bello di suo fratello minore e percepii una grande sensazione di pericolo appena mi prese la mano sinistra tra le sue mani trasmettendomi una scossa che arrivò subito alla mia intimità. Maledizione!
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