**POV di Emma**
***Libreria Mercy***
Oggi è il mio primo giorno di lavoro in libreria, per l'occasione ho deciso di essere presentabile. Ho indossato un vestito bianco, corto, a spalline, che arriva appena sopra le ginocchia, e sandali quadrati in PU rosa con tacco quadrato sottile.
Sono nella libreria, un grande negozio della zona, con migliaia di libri disposti sugli scaffali, senza dimenticare i vari corridoi. Ci sono anche piccoli tavolini e sedie per i clienti che desiderano prendere un caffè e leggere sul posto, perché oltre alla vendita dei libri, li affittiamo anche per un periodo determinato e a prezzo ridotto.
*"I prezzi dei libri sono già indicati sui volumi, ti basta accogliere i clienti, capire cosa cercano e indirizzarli in base al genere di libro desiderato. Se possibile, puoi anche dare loro una mano nella scelta" mi spiega il mio compito.*
*"D'accordo, signora."*
Stavamo visitando il locale, mi consegna le chiavi di riserva e la accompagno alla porta.
*"Bene, io vado! Buon lavoro!"*
*"Grazie, buona giornata!"*
Se ne va e io torno al mio posto dietro il bancone. Lavoro dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18, il sabato dalle 8 alle 13. Ci sono alcune clienti immerse nella lettura, sono aiutata da una ragazza che deve avere 18 anni. È lei che porta loro il caffè e si occupa di loro. Ricevo un messaggio da Ethan, iniziamo a scriverci. Mi propone di cenare insieme, ma non ho ancora un programma preciso per la giornata.
*"Buongiorno, signorina Miller!"*
Alzo di scatto la testa sentendo quella voce profonda e roca. È lì, elegantissimo in giacca e cravatta, il suo profumo delicato invade immediatamente il bancone. Indossa anche degli occhiali scuri, impossibile vedere i suoi occhi.
*"Buongiorno, signor Johnson" rispondo, sorpresa di incontrarlo in quel posto.*
È vero che è una libreria rinomata, ma non immaginavo che persone come lui frequentassero le librerie, tanto più che potrebbero far fare la spesa a qualcun altro per loro conto.
*"Cosa posso fare per lei?" chiedo, cercando di essere professionale.*
*"Voglio dei libri."*
*"Che genere di libro?"*
*"Libri che parlano di storie d'amore, un romanzo..." risponde.*
Alzo le sopracciglia e lo guardo con curiosità indiscreta. Legge romanzi rosa? Incredibile! Mi lancia uno sguardo del tipo "c'è un problema?". Mi riprendo subito, cerco di ignorare il dettaglio e restare professionale.
*"Romanzi d'amore per adolescenti o per adulti?" continuo.*
Sospira, come se la mia domanda lo infastidisse. È la prima volta che viene qui? O forse mi sta spiando. Cosa ci guadagnerebbe a farlo?
*"Ho bisogno di queste informazioni per facilitare la ricerca dei suoi libri. Come può notare, la libreria è piuttosto grande e i libri sono organizzati per autore, genere e tanti altri criteri" spiego.*
Annuisce con calma.
*"Ha la sua stessa età" replica.*
*"La mia età?... Forse conosce la mia età?" chiedo, sorpresa.*
Sorride maliziosamente.
*"No, ma se ha più di 26 anni vuol dire che dimostra meno della sua età. Penso che ne abbia tra i 23 e i 26."*
Alzo gli occhi al cielo, poi prendo il blocco note, scendo dalla sedia ed esco da dietro il bancone.
*"Mi segua!" gli dico, dirigendomi verso gli scaffali.*
Le clienti che avevano il naso immerso nei libri iniziano a eccitarsi vedendo William. Questo mi infastidisce, ma mi trattengo: come fanno queste ragazze a fantasticare su di lui quando lui neanche le considera? Sul serio, io non mi farò mai piccola solo perché ho la mia "star" davanti, tra l'altro non ne ho nessuna.
Tirano fuori i telefoni per filmarlo, giusto per andare a dimostrare alle amiche di aver visto William Johnson in una libreria. E quel finto modesto di William che se la tira da celebrità. Uff, tutta questa storia mi innervosisce, ma devo calmarmi per non perdere il lavoro al primo giorno.
Conduco "il signor celebrità" nel corridoio dove si trova il suo genere di libri. In quel corridoio non c'è nessuno.
*"Sta a lei scegliere i libri che le piacciono, può anche fare riferimento alla trama riportata sulla copertina" lo informo.*
Mi giro per andarmene, ma lui mi trattiene.
*"E quali sono le sue preferenze?" chiede, semplicemente.*
Mi volto per rispondergli.
*"Non sono affari suoi, signor Johnson" dico, secca.*
Resta in silenzio un istante, come se la mia replica avesse colpito il suo ego. Si avvicina a me, abbassa la testa e mi fissa attraverso gli occhiali scuri.
*"Sa, signorina Miller, non abbiamo bisogno di essere nemici, di farci la guerra o lanciarci frecciatine" mi dice, con tono calmo.*
Resto sbalordita, mi sono sentita ridicola dopo quello che ha appena detto. Forse ha ragione, non abbiamo bisogno di essere freddi l'uno con l'altra. È arrogante, lo so, ma devo ammettere che neanche io ne sono lontana.
*"Ha ragione, mi scuso per il commento fuori luogo" dico, con vocina.*
Fa qualche passo indietro.
*"Mi dispiace anche per i nostri malintesi passati."*
Quest'uomo non smetterà mai di sorprendermi; in pochi giorni ho conosciuto diverse sfaccettature di lui. Mi tende la mano e io la stringo, abbiamo fatto pace.
*"Questi libri non sono per me ma per mia sorella minore, ha 23 anni. Onestamente, non mi interessano questo genere di libri, perché per me l'amore non è che un'illusione" aggiunge, con voce normale.*
Capisco meglio ora. Forse non era mai venuto qui prima, e non è nemmeno qui per spiarmi. Dato che leggo molto questo genere di libri, decido di dargli una mano nella scelta.
Quando finiamo di scegliere i libri, le clienti si precipitano su di lui con i telefoni, chiedendo foto. Mi eclisso per lasciarli fare e torno al bancone.
Qualche minuto dopo si presenta davanti a me, con i suoi libri. Li posa sul bancone, registro tutto il necessario e poi calcolo il totale; paga in contanti e ritira lo scontrino.
*"Posso invitarla stasera a bere qualcosa?" mi chiede, mentre sto cercando di rispondere all'ultimo messaggio di Ethan.*
Non pensavo che fosse ancora lì. Poso il telefono, sorpresa dal suo invito.
*"Ehm... io..."*
Fa scivolare sul bancone il suo biglietto da visita con il numero di telefono.
*"Mi lasci un messaggio se si decide" mi dice, prima di uscire.*
Deglutisco nervosamente prendendo il biglietto. William Johnson che mi invita a bere qualcosa? Non so se sia una buona idea andarci, e poi non credo che abbiamo qualcosa in comune. Senza contare che anche Ethan mi ha invitata a cena stasera.
Mi accascio sulla sedia sospirando: Oh, Emma! Sei in un vicolo cieco, decidi in fretta!
*"Signorina, lei è fortunata. Se avessi la sua età, non ci penserei due volte per un invito del genere. Buona giornata!" mi dice una donna anziana, che deve avere circa cinquant'anni.*
Indossa occhiali, un vestito e un cappotto. La osservo uscire dalla libreria. Le clienti di qui amano immischiarsi in cose che non le riguardano. Sono sicura che se fosse stato un altro uomo al posto di William, non mi avrebbe detto questo. Allo stesso tempo, devo ammettere che lui è affascinante e carismatico.